Una colonnina di ricarica per auto elettriche di Enel X

Regalini (Arera): «Prezzo ricarica colonnine non legato solo a crisi, ma a scelte operatori»

  • condividi l'articolo

MILANO - «Quello delle colonnine di ricarica per le auto elettriche è un mercato in libera concorrenza e, come tale, condizionato dalle scelte dei singoli operatori. A pesare sul prezzo della ricarica al cliente non c’è solo la componente prezzo dell’energia, ancora molto più alta che in passato, ma anche i costi di infrastrutturazione e di gestione sostenuti dagli operatori». Così Emanuele Regalini della direzione infrastrutture energia e unbundling di Arera spiega perché, come si chiedono in tanti, dopo gli aumenti dovuti alla crisi energetica, ora che il prezzo della corrente sta scendendo, anche se molto lontano dai livelli pre-crisi, per le colonnine non si vede nessun ritocco al ribasso. Attualmente, afferma Regalini, il quadro della mobilità elettrica è simile a ciò a cui abbiamo assistito con l’avvento della telefonia cellulare: «Quando sono arrivati i primi telefonini, i clienti erano pochi, le antenne installate altrettanto e i costi di investimento alti e, di conseguenza, anche le tariffe per i clienti. Negli anni, poi, l’evoluzione della tecnologia, con l’aumento degli operatori e dei clienti, ha fatto sì che i cellulari diventassero alla portata di tutti e ora abbiamo tariffe per tutte le tasche».

Così nel campo della mobilità elettrica: «Siamo ancora in una fase iniziale». In realtà, sottolinea l’esperto, «non è del tutto vero che i prezzi siano aumentati con la crisi energetica dell’ultimo anno», nel senso che «ci sono state strategie diverse adottate dai singoli operatori, alcuni dei quali hanno cercato di far fronte a questa particolare situazione offrendo piani di fidelizzazione per i propri clienti». In pratica, «hanno mantenuto inalterati, se non forse addirittura abbassato, i prezzi degli abbonamenti per i clienti, ritoccando invece all’insù i prezzi delle ricariche a consumo». E poi, «bisogna considerare che nel prezzo finale di vendita le aziende cercano di coprire tutti i costi legati all’acquisto e all’installazione dell’apparecchiatura, comprese manutenzione e gestione, transazioni bancarie e costi di fatturazione. Alcuni operatori che possono fare economie di scala o di scopo riescono ad avere costi più bassi, altri no». Quello che però si può fare per regolarsi tra le diverse offerte e le opzioni disponibili è sicuramente informarsi: «Pur non avendo competenze istituzionali dirette sulla mobilità -afferma Regalini- Arera è stata coinvolta in iniziative di legge che hanno chiesto all’Authority di intervenire istituendo delle tariffe speciali per la ricarica dei veicoli».

Per iniziare «abbiamo fatto un’indagine a 360 gradi sul settore, riassumendo tutto ciò che abbiamo individuato in un documento di consultazione 449/2022/R/eel, pubblicato lo scorso settembre, nel quale cerchiamo di fare il punto della situazione sui diversi aspetti che riguardano il tema della mobilità elettrica». La consultazione, tra l’altro è ancora aperta, quindi tutti possono inviare i propri commenti e osservazioni. «Uno dei temi che affrontiamo in questo documento è che se si vuole fare un calcolo preciso della convenienza di questi veicoli, bisogna tenere conto non solo del prezzo dell’energia, ma di tutte le voci di spesa e metterle a confronto con le varie alternative. Il taglio delle accise sui carburanti, tanto per fare un esempio, ha giocato contro le auto elettriche rendendo il pieno elettrico meno concorrenziale. Anche il capitolo incentivi meriterebbe una riflessione a parte».

  • condividi l'articolo
Giovedì 12 Gennaio 2023 - Ultimo aggiornamento: 17:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA