Il Technocentre di Renault

Renault, luce sul Technocentre: c’è il simulatore Roads. Alla scoperta del centro di ricerca alle porte di Parigi

di Nicola Desiderio
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PARIGI - C’è un mostro nei dintorni di Parigi. Si trova a Guyancourt, periferia Est della Ville Lumière e chi l’ha visto giura che è una sfera dal diametro di 7 metri che fluttua all’impazzata all’interno di un hangar da 2.300 mq. È qui infatti che si nasconde ROADS (Renault Operational Advanced Driving Simulator), il simulatore che si trova all’interno del Technocentre, la struttura dove dal 1998 si progettano e disegnano i prodotti e l’esperienza per il cliente per tutti i marchi del gruppo Renault.

ROADS è il cuore di un processo che sta portando il costruttore francese ad accorciare il time-to-market di ogni autovettura da 4 a 2 anni mentre il Techocentre è il cuore di una rete che comprende i centri di Villier Saint Frédéric (mezzi commerciali), Lardy (sistemi di propulsione, durata e sicurezza) e Aubevoye dove i prototipi vengono provati su un dedalo di piste e sottoposti alla messa a punto finale protetti da una vegetazione e sistemi di sorveglianza degni di una base militare. A Tolosa e a Sophia Antipolis invece si lavora al software e alle nuove forme di mobilità e ad assi si aggiungono gli altri 8 centri R&D e i 5 dedicati al design sparsi nel mondo. La sintesi però avviene sempre al Technocentre, dove lavorano 9.100 persone delle quali il 77% sono ingegneri, attraverso un’interazione continua permessa dalla possibilità di utilizzare sistemi di simulazione come il ROADS e i famosi gemelli digitali, ovvero la rappresentazione virtuale di un oggetto, in ogni suo dettaglio, prima che esso si trasformi in modello vero e proprio e che, grazie alla sua natura immateriale, può essere condiviso, gestito e sviluppato simulandone il comportamento finale grazie anche alla realtà aumentata e all’intelligenza artificiale. Quale sarà la resistenza di una scocca ai crash test? E quale sarà l’interazione di una molla e di un ammortizzatore con una determinata geometria della sospensione per il comfort e la tenuta di strada? E quanto uno spigolo in più voluto dallo stilista può influenzare l’aerodinamica e dunque l’efficienza della vettura? Anche altri aspetti come l’acustica, la durata e i costi possono essere valutati dai progettisti attraverso strumenti di realtà immersiva come il mostro che – per inciso – ha bisogno di 10 GW di potenza consegnata ai suoi attuatori da decine di supercondensatori affinché possa avere tempi di reazione di 15 ms e riprodurre al suo interno accelerazioni fino a 1 G.

Renault ha investito per questi sistemi 2,6 miliardi di euro riducendo, nel quadriennio 2019-2022, del 53% i costi di validazione e del 25% i tempi di sviluppo e assottigliando sempre di più la distanza tra le previsioni delle simulazioni e il comportamento del prodotto finale. Prima di validarlo va però provato, verificato su strada per la messa a punto e infine industrializzato grazie alla collaborazione con i fornitori in vista della sua commercializzazione.
Al Technocentre si fa anche questo, precisamente nel Prototype Production Center dove avviene la validazione finale del veicolo e di tutti i macchinari e i processi necessari per l’assemblaggio. Sembra uno stabilimento ed è in realtà tanti piccoli stabilimenti pilota che sfornano modelli che vedremo tra pochi mesi come le nuove Clio e Twingo o si provano soluzioni come le portiere della R5 con finestrini privi di cornice. La perfetta esecuzione di questa fase permette di accelerare il cosiddetto ramp-up di un prodotto ovvero il tempo di avvio necessario a raggiungere i volumi e i livelli di qualità previsti in sede di progetto.

A questo scopo è indispensabile il rapporto con i fornitori e la perfetta sincronia dei tempi di approvvigionamento. Per questo il Technocentre ospita anche la Supply Chain Control Tower dalla quale sono controllati in tempo reale i parametri di tutti e 25 gli stabilimenti del gruppo Renault nel mondo e di tutta la catena del valore: dalle 6mila consegne di parti al trasferimento di 2mila veicoli che avvengono ogni giorno, misurando l’energia consumata e la CO2 prodotta e individuando in anticipo i colli di bottiglia e le aree di miglioramento. Semplicemente mostruoso.

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giovedì 4 settembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:53 | © RIPRODUZIONE RISERVATA