Il cockpit di un modello Stellantis

Stellantis cancella la guida autonoma di livello 3 e ridimensiona i piani per il software

di Nicola Desiderio
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Stellantis abbandona il programma per lo sviluppo della guida autonoma di Livello 3. La notizia non è ufficiale, ma è stata riportata nei giorni scorsi dall’agenzia di stampa Reuters citando più fonti provenienti dall’interno della casa franco-italo-americana, in particolare dagli USA.

Il programma, noto con il nome di AutoDrive, è stato messo in ghiaccio per problemi di costi, per le sfide tecnologiche che pone e per la mancanza di mercato. In pratica, dopo avervi speso molti soldi, in Stellantis non sono più sicuri che la possibilità di poter viaggiare senza tenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada – in determinate condizioni – possa essere un argomento di vendita per le proprie automobili.

Questo mutamento è sicuramente frutto di un cambio strategico in atto all’interno di Stellantis da quando Antonio Filosa ne è diventato ceo per sostituire Carlo Tavares, il quale aveva viceversa indicato nello sviluppo della piattaforma definita da software STLA Brain, con relativo sistema operativo, e di un sistema di guida autonomo proprietari come pilastri fondamentali per il futuro.

Per perseguire questi obiettivi, Stellantis aveva acquisito nel 2022 la start-up aiMotive e avviato un programma congiunto di sviluppo per l’interfaccia uomo-macchina SmartCockpit insieme ad Amazon. Quest’ultimo è stato già accantonato nel maggio scorso, con la decisione di utilizzare Android Automotive come molti altri costruttori, e ora anche il primo è stato fermato.

Il sistema AutoDrive di livello 3 era stato anche mostrato in anteprima nel febbraio del 2025, ma l’insediamento di Filosa ha portato a rivedere i programmi che, d’ora in poi, vedranno un maggiore ricorso ai fornitori esterni lasciando che i reparti R&D e di sviluppo prodotto si concentrino invece sui fattori di differenziazione dei veicoli in modo da connotare in modo più efficace i modelli.

Il fattore dirimente è ovviamente quello economico: Stellantis sta soffrendo un calo delle vendite e dei profitti che la sta spingendo verso una rivisitazione dei piani che riguarda ovviamente anche l’elettrificazione e i cui dettagli, insieme a quelli di tipo industriale, saranno resi noti attraverso il piano industriale che Filosa sta mettendo a punto e che sarà presentato all’inizio del 2026.

Secondo il precedente piano industriale, messo a punto da Tavares nel 2021, Stellantis avrebbe dovuto ricavare 20 miliardi di fatturato dai prodotti correlati al software, dunque proprio dai servizi disponibili attraverso l’interfaccia uomo-macchina dei veicoli e dalla guida autonoma. I risultati commerciali e finanziari, insieme ad un titolo che ha perso circa il 45% in 12 mesi, stanno facendo cambiare la rotta.

Altri costruttori stanno, viceversa, rafforzando i loro programmi che riguardano la guida autonoma rilanciando gli annunci. Tra questi ci sono Waymo (società del gruppo Google) insieme a Toyota, Tesla, Mercedes, Volkswagen insieme a Bosch, Nissan, Honda, Renault e i giganti cinesi emergenti come BYD e Geely. Rimangono sicuramente problemi sulle differenti legislazioni riguardo all’utilizzo e all’applicazione dei sistemi di guida autonoma.

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lunedì 1 settembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 18:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA