Toyota investe altri 10 mld dollari negli Usa. Punta ad aumentare produzione di batterie per veicoli ibridi ed elettrici

Toyota Group svela le nuove sportive per restare sempre ai massimi livelli. Ecco Toyota GR GT e GR GT3 e Lexus LFA Concept

Toyota, in Europa punta sulla ricarica EV intelligente. Per offrire soluzioni più semplici e integrate

Toyota bZ4X, arriva la nuova generazione del D-suv elettrico. L'evoluzione è a 360°
Toyota punta forte in Usa con un investimento fino a 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi cinque anni, aumentando la produzione di batterie per veicoli ibridi ed elettrici (Ev). L'operazione porta l'impegno complessivo dell'azienda nel mercato statunitense, considerato strategico per il colosso giapponese, a 60 miliardi di dollari. Una decisione che coincide con l'inaugurazione del primo impianto nel Nord America dedicato esclusivamente alla produzione di batterie, a Liberty, nella Carolina del Nord. Con un investimento iniziale di 13,9 miliardi, lo stabilimento produrrà celle agli ioni di litio destinate a vetture ibride, plug-in ed elettriche pure, creando fino a 5.100 posti di lavoro. «Questo progetto segna una pietra miliare per Toyota nel continente nord-americano», ha dichiarato Tetsuo Ogawa, amministratore delegato di Toyota Motor North America, sottolineando «l'impegno della casa auto verso le comunità locali, i concessionari e i fornitori».

L'annuncio arriva in un contesto globale denso di incognite per i produttori auto, con l'auspicata transizione energetica e il processo di elettrificazione full-Ev ancora lontani da essere realizzati, a fronte dei dubbi sulla sostenibilità economica e industriale del processo, la scarsità e i costi elevati delle materie prime per le batterie, e le differenze di tempistica e incentivi tra mercati globali. Lo scorso settembre l'amministrazione Trump ha ridotto i dazi sulle importazioni di veicoli giapponesi dal 27,5% al 15% - comunque sei volte più alte rispetto al 2,5% vigente prima di aprile. In questa cornice, si fa strada l'ipotesi che costruttori come Toyota esportino dagli Usa veicoli prodotti sul suolo americano, per poi rivenderli anche in Giappone, aggirando parzialmente le barriere tariffarie.




