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Unrae, “inizio 2026 positivo ma cautela su anno con 1,54 mln vendite attese”. Anfia, “ripresa dopo 2025 difficile, speranza su recupero mercato”

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Il mercato delle auto inizia il 2026 "con un segnale positivo: 141.980 immatricolazioni nel mese, pari a un incremento del 6,2% rispetto alle 133.721 di gennaio 2025, grazie al fortissimo incremento del noleggio a breve termine". Il confronto con il periodo pre-pandemia "resta però penalizzante: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 unità (-14,1%)". Così Unrae, Unione rappresentanti autoveicoli esteri, commenta i dati sulle immatricolazioni di gennaio, sottolineando che, però, "sulla chiusura dell’anno le prospettive restano improntate alla cautela". Per il 2026 la previsione Unrae conferma una domanda debole e un volume di 1,54 milioni di immatricolazioni, in lieve aumento (+0,9%) sul 2025, con un recupero limitato (circa 14.000 unità). Rispetto al 2019 il divario rimane ampio (-19,7%, pari a 377.000 vetture in meno), confermando il livello di equilibrio emerso negli ultimi tre anni in un intervallo compreso tra 1,5 e 1,57 milioni.

Per il biennio 2027-2028, l’associazione stima un mercato ancora sotto 1,6 milioni. Sul fronte delle alimentazioni, l’effetto delle vetture incentivate rientra su valori più coerenti con la domanda strutturale: la quota delle elettriche pure (Bev) si attesta al 6,6% (9.446 unità), in calo rispetto ai picchi di novembre (12,2%) e dicembre (11%), ma in crescita rispetto al 5% di gennaio 2025. Le ibride plug-in (Phev) continuano invece a mostrare una dinamica sostenuta, grazie a un’offerta di modelli in ampliamento e alle nuove disposizioni sulle auto aziendali in fringe benefits: la quota di gennaio raggiunge l’8,7%, in flessione sul 9,3% di dicembre, ma sopra il 3,7% di gennaio 2025. "In una fase particolarmente delicata per l’automotive europeo, è fondamentale che l’Italia possa dialogare con i principali partner europei partendo da riferimenti comuni. Oggi il mercato italiano delle Ecv si attesta intorno al 15,3%, contro il 27% o 30% di Paesi come Francia e Germania, che rappresentano interlocutori chiave nelle prossime discussioni sul futuro del settore", ha detto Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae.

"Dopo le difficoltà del 2025, questo primo risultato positivo alimenta la speranza che l’anno in corso possa mostrare un primo, graduale ma significativo, recupero del mercato, anche grazie all’atteso lancio di nuovi modelli in produzione nel nostro Paese e all’implementazione delle misure di sostegno previste dal Fondo automotive del Mimit, di cui è stata resa nota la programmazione pluriennale delle risorse fino al 2030". Così Roberto Vavassori, presidente di Anfia, Associazione nazionale filiera industria automobilistica, ha commentato i dati sulle immatricolazioni di gennaio (+6,18% a 141.980 unità). Al Tavolo dello scorso 30 gennaio "abbiamo evidenziato, tra gli altri provvedimenti, la bontà del pacchetto di incentivi di cui i cittadini potranno usufruire per l’installazione delle infrastrutture di ricarica domestiche e condominiali, che riteniamo essere uno strumento importante per avvicinare sempre più i consumatori alla mobilità elettrica. In riferimento al Pacchetto Automotive Ue, abbiamo invece sottolineato con decisione quanto è importante che la revisione del Regolamento sulle emissioni di Co2 degli autoveicoli leggeri prenda una direzione chiara e pragmatica in tempi rapidi, al fine di orientare correttamente i consumatori", ha detto Vavassori, chiedendo che "venga applicato da subito il principio di neutralità tecnologica – riconoscendo il contributo dei carburanti rinnovabili fin dall’entrata in vigore della revisione e introducendo un carbon correction factor (Ccf) che consenta di calcolare il contributo di riduzione delle emissioni dei veicoli alimentati con carburanti rinnovabili (liquidi e gassosi) – e che vengano rivisti i target al 2030 e al 2035".

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lunedì 2 febbraio 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA