Urso: «Fondi e azioni concrete per sviluppare bioetanolo e biocarburanti Made in Italy»
Di fronte alla possibilità di sviluppo dei biocarburanti, il settore italiano della distilleria può giocare un ruolo importante per permettere alla transizione di essere totalmente sostenibile. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel messaggio inviato in occasione dell'evento "Workshop Bioetanolo sostenibile. Quali prospettive per il mercato italiano?" promosso da Assodistil, l'associazione che riunisce le principali realtà del settore della distillazione italiana.
L’utilizzo dei biocarburanti «tutela la manifattura e la componentistica italiana permettendo al motore endotermico di evolvere, verso emissioni sempre più neutre. Il bioetanolo, inoltre, è una risorsa già matura, capace di integrarsi nelle infrastrutture di distribuzione esistenti senza richiedere il radicale cambio dei veicoli circolanti», ha rilevato Urso, sottolineando che «il Governo sta implementando azioni concrete per accelerare lo sviluppo e l’adozione del bioetanolo e dei biocarburanti in genere, sostenendo la domanda, sia nel settore agricolo che nel parco circolante, e l’offerta, con fondi dedicati alla trasformazione dei siti tradizionali di raffinazione in moderne bioraffinerie». Per il ministro, «i progetti già avviati, come quello di Livorno, confermano la validità di un percorso che vede l’Italia protagonista. In questo contesto, le nostre eccellenze della distillazione rappresentano i campioni di un'economia circolare capace di trasformare i sottoprodotti della vinificazione e i residui agricoli in bioetanolo.
Il nostro obiettivo è far sì che questo etanolo "Made in Italy" non sia destinato esclusivamente all'industria chimica o farmaceutica, ma entri anche nel serbatoio delle auto italiane, garantendo valore aggiunto ai nostri territori». Quindi, ha concluso Urso, «sostenere questo comparto significa valorizzare un modello che connette agricoltura e industria, garantendo una transizione che sia finalmente sostenibile non solo sotto il profilo ambientale, ma anche economico e sociale».




