Urso: «L'elettrico non è una religione, serve neutralità tecnologica nell'auto in Ue»
L'auto elettrica non è una «religione» e le tecnologie, nelle economie di mercato, non si impongono con le «regole», perché così faceva l'Urss. Lo dice a Bruxelles, a margine del Consiglio Competitività, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. «Nella revisione del regolamento Co2 - afferma - chiediamo che ci sia la presa d'atto che è assolutamente necessario affermare con chiarezza il principio della neutralità tecnologica, come ci chiedono i consumatori, le famiglie, il mercato, le imprese. Perché l'elettrico, o meglio il tutto elettrico, non può essere una religione imposta con i comandamenti. Non è una religione: è una tecnologia.
L'Europa delle regole, che ora deve attraversare un processo di revisione convulso nel tentativo di rimuovere quelle che ha messo, non è la nostra Europa. Non è con le regole che si impone una tecnologia». Questo, aggiunge, «lo facevano in Unione Sovietica, non nell'Unione Europea che è fondata sul principio principio delle libertà. Non delle regole. Non della burocrazia. Ma della libertà dalle regole ideologiche e dalla burocrazia soffocante. Non c'è più tempo da perdere. Ciascuno di noi, ogni momento guarda l'ora. Noi abbiamo tanti orologi. Che ci dicono i secondi, millesimi di secondi, in ogni momento. Ma l'Europa non ha più tempo. Ha tanti orologi, ha tante regole che scandiscono i minuti, i secondi, ma non ha più tempo a disposizione», conclude.




