Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso

Urso: «Obiettivo un milione di veicoli prodotti in Italia nel 2030 è ancora raggiungibile»

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«L'obiettivo di un milione di veicoli nel 2030 è ancora raggiungibile, se l'Europa ci darà finalmente ascolto, completando il processo di revisione che abbiamo indicato. Stellantis è sulla strada giusta, come dimostra la crescita nel primo semestre della produzione italiana, aumentata del 13,7%, con le autovetture a +27,7%. Ha compreso prima di altri che occorreva abbandonare la religione dell'elettrico per fornire al mercato prodotti più in sintonia con le aspettative dei consumatori. Altre case automobilistiche europee sono invece ancora in mezzo al guado: annunciano chiusure di stabilimenti e licenziamenti di decine di migliaia di lavoratori. Per sostenere questa svolta dobbiamo far prevalere in Europa i due principi della neutralità tecnologica e del 'made in Europe'". A dirlo in un'intervista ad 'Avvenire' è il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, sottolineando come anche l'obiettivo di una seconda casa automobilistica in Italia «penso sarà raggiunto, con una avvertenza chiara a tutti: benvenuto chi produce con le componenti italiane nel rispetto delle nuove regole del 'made in Europe'".

Nella lunga intervista c'è spazio anche per vertenze calde: dall'ex Ilva («Il tavolo a Chigi coordinato dal sottosegretario Mantovano sarà convocato nei prossimi giorni, sappiamo che è una grande sfida che va affrontata con piena unità di intenti con sindacati, imprese ed enti locali. Possiamo farcela») ai 1.700 esuberi annunciati da Electrolux («Negli ultimi anni hanno già chiuso 25 stabilimenti in Europa. Per questo abbiamo presentato un 'non paper' con il sostegno di Germania, Francia e Polonia, che chiede alla Commissione di riconoscere il comparto come strategico al pari delle auto. Nel contempo abbiamo chiesto all'azienda di presentare un nuovo piano industriale che punti al rilancio produttivo e alla salvaguardia dei lavoratori. Ove ciò avvenisse, lo sosterremo con misure appropriate, anche straordinarie»).

Capitolo a parte l'intelligenza artificiale. «Credo sia necessario affrontare questa sfida con una visione culturale e politica che preservi il sistema sociale che si è sviluppato nel nostro continente - sottolinea il ministro Urso -. Non possiamo far finta che il problema non esista, in attesa che la Cina ci sommerga di umanoidi. Abbiamo proprio in Italia le competenze per sviluppare un nostro modello tecnologico e produttivo alternativo a quello asiatico, anche sul piano del welfare».

Restano i nodi energetici. «Noi chiediamo con forza alla Commissione Europea di rivedere il meccanismo infernale degli Ets, che per le sue distorsioni grava in modo particolare sul nostro Paese e finisce per penalizzare la competitività delle nostre imprese. È prioritario costruire un vero mercato unico dell'energia, che consenta alle imprese europee di produrre a costi competitivi e condizioni di concorrenza eque rispetto ai nostri partner internazionali. La transizione ambientale non può tradursi nella deindustrializzazione dell'Europa».

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sabato 29 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 16:12 | © RIPRODUZIONE RISERVATA