L'inaugurazione della fabbrica di Martorell in Spagna

Volkswagen, il ruggito spagnolo. A Barcellona inaugurata la fabbrica delle elettriche del Gruppo

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La Spagna è sicuramente uno dei paradossi dell’automobile di questi anni. Sebbene sia un mercato da poco più di un milione di automobili con l’8,5%, è il secondo paese produttore di veicoli d’Europa con 2,4 milioni di unità prodotte (1,9 milioni di automobili) nel 2024 delle quali quasi 9 su 10 prendono la via dell’export.
Il paradosso dell’Italia invece è essere un mercato da un milione e mezzo di unità del quale solo il 6% è elettrico, ma non arriva a 600mila veicoli prodotti dei quali soltanto 310mila (-43%) sono auto, mentre si sogna – ma solo quello – di tornare a produrne almeno un milione. I cugini iberici, al contrario di noi, pensano da tempo in grande e, senza soffermarsi troppo su sé stessi, guardano oltre puntando a raggiungere 2,7 milioni di unità nel 2030 e scommettendo sul futuro e sull’elettrico.

E lo fanno concretamente incentivando progetti poderosi come quello di Volkswagen che al di sotto dei Pirenei sta investendo ben 10 miliardi di euro per produrre 4 vetture a batteria del segmento B con prezzi intorno ai 25mila euro. Il primo pezzo di questa strategia è l’inaugurazione del rinnovato stabilimento di Martorell. Lì dove nel 1957 la Sociedad Española de Automóviles de Turismo iniziò a fabbricare su licenza Fiat la 600 che motorizzò la Spagna franchista, a breve inizierà la produzione della Volkswagen ID.Polo e della Cupra Raval le cui batterie arriveranno direttamente sulle linee attraverso un ponte lungo 600 metri che proviene dal nuovo impianto di assemblaggio capace di sfornare 1.200 accumulatori al giorno al ritmo di uno ogni 45 secondi.


Anche le celle prismatiche saranno fatte in casa e in Spagna, presso l’impianto di Sagunto della consociata PowerCell. Esse avranno chimica NMC (Nickel-Manganese-Cobalto) o LFP (Litio-Ferro-Fosfato), ma la loro forma esterna sarà unificata per ridurre i costi e massimizzare la standardizzazione produttiva. La batteria ha una struttura cell-to-pack, ovvero priva di moduli, che permette di migliorare la densità energetica del 10% ed è racchiusa in una sorta di vassoio in alluminio che viene avvitato dal basso alla scocca. L’altro pezzo della strategia si trova a Pamplona, da dove entro il 2026 usciranno invece la Volkswagen ID.Cross e la Skoda Epiq e che, così Martorell, avrà una capacità produttiva pari a 300mila unità.

Tutte e quattro le vetture sono basate sulla piattaforma MEB+ e della ID.Polo sono già state diffuse alcune caratteristiche tecniche basilari. Sarà infatti lunga 4,05 metri, larga 1,82 e alta 1,53 con un passo di 2,6 metri e offrirà uno spazio interno notevole con un vano di carico da ben 435 litri ampliabile a 1.243 abbattendo lo schienale posteriore. Dunque quote nettamente più favorevoli rispetto alla Polo dotata di propulsori termici e che, anche per il futuro, sarà basata su una piattaforma diversa. Le versioni da 85 kW e 99 kW avranno la batteria LFP da 37 kWh di capacità, quella da 155 kW avrà invece quella da 57 kWh a chimica NMC capace di assicurare 450 km di autonomia e una potenza di ricarica di 130 kW. Più avanti nel corso dell’anno arriverà la GTI da ben 166 kW (226 cv).

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sabato 27 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 12:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA