Bangkok International Motor Show 2026: l'Asia accelera sull'auto, tra produzione e elettrificazione
Il 47° Bangkok International Motor Show si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama automotive globale, segno che l'Asia sta assumendo un peso crescente in un settore dove l'Europa sembra in affanno, stretta dalle sue stesse normative.
I numeri del 2025: confronto diretto tra Europa e Asia
Se in Europa, l'anno scorso, il riferimento era IAA Mobility di Monaco, che nel 2025 ha registrato circa 500.000 visitatori, il confronto con la Thailandia è impietoso: il Bangkok Motor Show, nell’edizione precedente, ha superato 1,6 milioni di presenze, in un Paese con circa 72 milioni di abitanti.
Oltre all’affluenza, a Bangkok emergono anche indicazioni concrete sul mercato: in Thailandia al Motor Show si firmano anche i contratti e, nel 2025, il salone ha generato quasi 80.000 prenotazioni di veicoli, di cui oltre 77.000 auto.
La classifica dell'anno scorso vede una competizione serrata tra Cina e Giappone. In testa BYD con 9.819 prenotazioni, seguita da Toyota con 9.615. Subito dietro altri marchi cinesi come GAC e Deepal, mentre Honda chiude la top five.
L’edizione 2026 conferma una partecipazione internazionale ampia, inclusi i marchi europei come Audi, BMW, Mercedes e Porsche. Il Giappone schiera Toyota, Honda, Mazda, Lexus, Suzuki e Yamaha e Corea del Sud e Stati Uniti partecipano rispettivamente con Hyundai, Kia, Tesla e Ford.
Ma è la Cina a colpire per varietà e quantità di brand: da BYD a Xpeng, passando per Chery, MG, GWM, Changan con i brand Deepal e Avatr, fino a Zeekr e NIO.
Thailandia hub produttivo e laboratorio per l’elettrico
Durante il confronto con la stampa, il patron del salone, Prachin Eamlumnow, ha chiarito la linea del Paese. Il governo ha avviato un piano di incentivi per l’elettrico già nel biennio 2022-2023, esteso poi al periodo 2024-2027.
La logica resta quella che ha guidato lo sviluppo industriale thailandese negli ultimi decenni: attrarre investimenti stranieri favorendo la produzione locale, strategia che ha trasformato il Paese nel principale hub automotive della regione.
Negli ultimi anni diversi gruppi automotive hanno avviato o ampliato la produzione, inclusi i cinesi: BYD con un impianto inaugurato nel 2024, Great Wall Motors dal 2021, SAIC e Changan nel 2025, oltre a GAC con i marchi Aion e Neta.
Alla domanda sulla possibilità di creare un brand nazionale, la risposta è stata netta: non ci sarà. Secondo Eamlumnow, infatti, non esistono al momento modelli di business convincenti tra i Paesi vicini; d'altronde è chiaro che la Thailandia è riuscito a prosperare con la stregia di "fucina industriale" per i produttori stranieri, e un marchio thailandese andrebbe controcorrente.




