Defender Awards, il sostegno di Land Rover per l'orso marsicano che vive tra Abruzzo e Lazio

Defender Awards, il sostegno di Land Rover per l'orso marsicano che vive tra Abruzzo e Lazio

di paolo travisi
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Preservare l'ambiente, essere vicini al territorio, sostenere chi si impegna ogni giorno per la natura e gli animali. Questa la mission che ha animato la prima edizione dei Defender Awards: progetti di conservazione e impegno umanitario che il brand britannico ha sostenuto offrendo una Defender 4x4 per due anni ed un fondo da 120.000 euro erogabile in due anni per il supporto di professionisti esperti che operano a stretto contatto con l'ambiente.

Defender, la fuoristrada luxury di Land Rover, sinonimo di avventura, lo scorso gennaio ha lanciato l’iniziativa a livello internazionale, rivolto a tutte le associazioni e ONG interessati a presentare progetti innovativi a sostegno di flora e fauna. Quattro le categorie a cui poter partecipare: land, wild, humanity e sea. I vincitori sono stati scelti tra una rosa di 56 candidati: tra i 6 vincitori, c'è anche il nostro Paese, che si è distinto per un progetto di altissimo valore ecologico: la protezione dell'orso marsicano.

A vincere una Defender e l'importante contributo economico è stata l'associazione Salviamo l'orso, sita a Pettorano sul Gizio, paese abruzzese in provincia de L'Aquila, abitato da poche anime, in cui l'orso bruno marsicano è una frequentazione a cui la popolazione si sta abituando. 

Insieme all'Italia, i Defender Awards hanno premiato anche la biodiversità e il recupero ecologico in Regno Unito e Giappone, la prevenzione sanitaria in Australia e la protezione marina in Francia e Sudafrica. 

I vincitori sono stati scelti da una giuria internazionale di esperti. Mark Cameron - Managing Director di Defender - e la biologa della conservazione Dott.ssa Moreangels Mbizah - fondatrice di Wildlife Conservation Action, mentre per l'Italia, ha preso parte l'attrice Alessandra Mastronardi, insieme al fotografo Luca Locatelli.

A consegnare le chiavi della Defender, Federico Funaro, Defender & Discovery Brand Director Europe, che ha spiegato la filosofia dietro ad un lodevole progetto nato due anni fa. «Embrace the impossible per noi di Land Rover non signfica solo cercare l'adrenalina, ma impegnarsi tutti i giorni per fare la differenza. La performance per Discovery non si traduce solo nel motto andare forte, ma avere un impatto. Defender è da 70 anni che gira per le strade, è un’auto che spesso quando le cose non vanno vedi per la prima volta. Sono 50 anni che collaboriamo con la Croce Rossa a livello internazionale e 35 anni in Italia».

La onlus Salviamo l'Orso è impegnata nella tutela dell’orso bruno marsicano di cui sono rimasti solo 60 esemplari che vivono in una decina di comuni tra Abruzzo, Lazio e Molise. «Con i Defender Awards abbiamo cercato associazioni che avessero un certo livello di aderenza al territorio, innovazione del processo, e che potessere trarre vantaggio dall'uso della Defender sul territorio in cui operavano», ha aggiunto Funaro.

A ricevere le chiavi del fuoristrada inglese, il Presidente dell'associazione, Stefano Orlandini che ha accolto i giornalisti all'interno del bellissimo castello di Pettorano sul Gizio, dove è ospitato anche Il Piccolo Museo dell’Orso e della Coesistenza, un piccolo gioiello per avvicinare adulti e bambini al mondo poco conosciuto dell'orso bruno marsicano. 

«Salviamo l'orso nasce nel 2012 per tutelare orso bruno marsicano, e nel corso degli anni abbiamo eseguito una serie di interventi di tutela. Grazie ai fondi di Defender Awards e alla Defender in dotazione apriremo una nuova sede di volontariato, in aree montane difficile da raggiungere con altri mezzi. Lavoreremo nelle zone di espansione dell’orso dove le persone non sono abituate alla convivenza con un animale che vive da millenni in queste valli e montagne dell'Abruzzo e deve essere protetto».

L’associazione lavora sul campo per ridurre il conflitto tra uomo e orso, mettendo a sistema strumenti fisici quali recinzioni elettrificate e cassonetti a prova d’orso, così come attività educative e di supporto alle comunità locali. L’obiettivo è il ripristino degli ecosistemi e la messa in sicurezza del territorio attraverso interventi su frutteti, chiusura o recinzione delle pozze che costituiscono una potenziale trappola mortale per la fauna selvatica, rimozione del filo spinato e dei rifiuti, monitoraggio delle specie.

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venerdì 20 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA