La prima e l'ultima Golf GTI

Volkswagen GTI, festa coi fiocchi. La rivoluzionaria Golf compie mezzo secolo, è proposta in versione speciale per l’importante compleanno

di Nicola Desiderio
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I miti si misurano con il tempo e vanno oltre il tempo. E sicuramente la Volkswagen Golf GTI è uno di questi, perché se dici GTI pensi subito a Volkswagen e a Golf, ma al palato senti che c’è un sapore in più. E ti bastano solo quelle tre lettere per spiegare l’argomento del tuo dire: stai parlando di ciò che è nato al Salone di Francoforte del 1975, era in tinta Mars Red e arrivò nei concessionari l’anno dopo dando al modello alla Volkswagen più venduta della storia un ulteriore tassello per entrare nella storia dell’automobile.

La GTI non è solo storia, ma mito che la casa di Wolfsburg celebra per il suo primo mezzo secolo con la Golf GTI Edition 50. Gli elementi sono quelli che distinguono tutte le GTI come il filetto rosso, la griglia a nido d’ape, lo scarico doppio, i sedili sportivi con disegno Tartan e la pedaliera in metallo che 10 lustri fa trasformarono all’istante una tranquilla auto da famiglia in una sportiva inventando il concetto di “hot hatch”, grazie anche ad 1,6 litri a benzina dotato di iniezione meccanica (che giustificava la ‘I’ nella sigla) e che erogava 110 cv, abbastanza per 182 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 9 secondi. Un sogno che si poteva quasi toccare: costava infatti meno di 14mila marchi tedeschi (che allora valevano circa 400 lire), davvero poco considerando che una Golf normale veniva tra i 10mila e 12mila marchi. Doveva essere prodotta in 5mila unità, ne fecero circa 462mila solo per la prima generazione e oltre 2,5 milioni fino ai nostri giorni. La Edition 50 ha sotto il cofano l’ultima evoluzione del 2 litri turbo ad iniezione diretta che equipaggia la Golf GTI dal 2004 (quinta generazione) con ben 325 cv, dunque quasi il triplo della prima per una velocità massima di 270 km/h e uno 0-100 km/h in 5,3 secondi. A sostenere l’esuberanza della Golf GTI più potente della storia ci pensa un assetto ribassato di 15 mm e tarature riviste per i controlli elettronici di trazione, sterzo, differenziale autobloccante e ammortizzatori. Volendo c’è il Performance Pack che abbassa il corpo vettura di altri 5 mm, aggiunge cerchi da 19” con pneumatici semi-slick, molle e ammortizzatori differenti, boccole e supporti più rigidi per i bracci delle sospensioni, angoli di camber più aggressivi e persino mozzi diversi, e infine lo scarico in titanio Akrapovič che scurisce la voce della GTI contribuendo ad alleggerirla di 25 kg. Il cambio è a 7 rapporti a doppia frizione, e anche qui si va quasi al raddoppio visto che all’origine c’era un manuale a 4 rapporti. Il DSG è però un classico sulla Golf visto che nel 2003 fu la prima auto di serie in assoluto ad ospitarla: era una R32 alle quali seguirono poi altre R, identificate tecnicamente da un motore più potente rispetto alle GTI (prima V6 aspirato e poi 4 cilindri turbo) e dalla trazione integrale.

Un altro modo di vivere la Golf sportivamente che tuttavia non ha avuto lo stesso identico successo commerciale né soprattutto di immagine, perché la GTI era ed è qualcosa in più: il sogno di poter portare a casa l’auto che serve alla famiglia, ma con il piacere di guida e le prestazioni di una sportiva, e tutta la praticità e la compattezza della Golf da vivere tutti i giorni. Strano a dirsi, ma è un po’ la filosofia della Porsche 911. E il fatto che le due case abbiano storie intrecciate appare quasi un segno del destino
Il risultato è un altro numero, ma dal significato più complesso e completo: 7’46”125 sui 20,8 km del Nürburgring, oltre 3 secondi in meno rispetto alla Clubsport S con la quale la GTI si era fatta la torta di compleanno per i suoi primi 40 anni. Un luogo simbolico per l’automobile e la sportività, ma anche per la GTI Edition 50 che aveva già fatto lo scorso anno un debutto ristretto in occasione della famosa 24 Ore. L’altro luogo che testimonia come tre lettere possano diventare storia e mito è il Wörthersee dove si tiene l’annuale GTI Treffen (letteralmente: raduno): si è partiti nel 1982 con 80 partecipanti, oggi a Reifnitz, incantevole località che si specchia sul lago austriaco arrivano in oltre 100mila per celebrare il mito della Golf sportiva.

E la casa madre, per onorare tanta passione, ha riservato a tale evento saporitissime one-off sul tema Golf GTI come la W12-650 del 2007 con motore W12 6 litri biturbo in posizione centrale da 650 cv, la Design Vision GTI e la GTI Roadster con motore V6 3 litri biturbo da 503 cv e trazione integrale, la Heartbeat del 2016, la First Decade del 2017 che è la prima GTI ibrida (mild a 48 volt) della storia o la GTI Next Level da 411 cv del 2018 e l’Aurora del 2019. Ma forse il monumento più significativo al mito sono le tre lettere realizzate con centinaia di Golf GTI e fotografate dall’alto: l’immagine della sportiva “democratica”, la dimensione di un mito che vola sulla semplice storia e la cui grandezza è ammirabile dal cielo.

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martedì 10 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA