Eccentrica V12 tra le protagoniste del Goodwood Festival of Speed 2025

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GOODWOOD – Le curve iconiche che si inerpicano sulle colline della tenuta del Duca di Richmond sono state inondate dal rombo di un motore aspirato in grado di risvegliare i cuori di tutti gli appassionati delle supercar. In occasione del Goodwood Festival of Speed 2025, il pubblico ha potuto ammirare per la prima volta in movimento la Eccentrica V12. Un debutto che ha lasciato il segno, non solo per il rombo puro del suo motore aspirato da 5,7 litri, ma per l’emozione di vedere rinascere, in una veste profondamente rivisitata, l’anima di una delle supercar più iconiche degli anni ’90. La creatura firmata Eccentrica Cars ha sfilato con la grazia di un’opera d’arte e la forza di una macchina da corsa conquistando appassionati, collezionisti e addetti ai lavori. Il suo sound, profondo, roco e meccanico, ha richiamato l’epoca d’oro dei dodici cilindri atmosferici ma con una raffinatezza contemporanea.
Dietro a questo progetto c’è Emanuel Colombini, imprenditore e collezionista con una passione viscerale per il marchio Lamborghini. La sua idea non era quella di stravolgere una leggenda come la Diablo, ma di esaltarne l’essenza, riportandola in vita con un linguaggio tecnico e stilistico che la rendesse fruibile oggi, senza tradirne il DNA. Nasce così Eccentrica, un marchio che si colloca nell’élite dei restomod, quei progetti che non si limitano a restaurare, ma reinterpretano modelli iconici con materiali, tecnologie e soluzioni d’avanguardia. Il risultato, nel caso della Eccentrica V12, è un’auto che mantiene intatto il fascino dell’originale, ma ne supera i limiti di ergonomia, affidabilità e dinamica, trasformandola in una supercar capace di parlare al presente.

La base di partenza è la Diablo prima serie, spogliata fino al telaio nudo e ricostruita da zero in Valle d’Aosta dalla Podium Advanced Technologies, già nota per il lavoro sulla Delta Futurista e la Glickenhaus 007 che ha preso parte, qualche anno fa, al Mondiale Endurance. La carrozzeria della V12 è stata riprogettata dallo studio milanese BorromeoDeSilva, che ha lavorato con delicatezza per evolvere le linee originali di Marcello Gandini senza snaturarle. Le proporzioni restano fedeli alla Diablo, ma i volumi sono più scolpiti, le carreggiate allargate e gli sbalzi ridotti per conferire più aggressività e una migliore gestione dei flussi aerodinamici. Gli elementi più evidenti sono le prese d’aria esagonali sul tetto, le pinne sulle minigonne e un nuovo frontale che integra grandi aperture per il raffreddamento. È un design che comunica modernità senza dimenticare il carattere della supercar anni ’90 da cui tutto ha avuto origine.
Ma la vera magia è nascosta sotto la pelle di carbonio. Il V12 da 5,7 litri, aspirato e rigorosamente senza sovralimentazione, è stato completamente rivisto. Nuovi alberi a camme, corpi farfallati elettronici e una gestione elettronica derivata dal motorsport hanno portato la potenza a 550 Cv e 560 Nm di coppia. L’erogazione è più lineare, più sfruttabile, lontana dalle asperità tipiche delle versioni originali a carburatori. Accoppiato a un nuovo cambio manuale a sei marce con rapporti più corti, il motore restituisce un’esperienza di guida più diretta, ma al tempo stesso più amichevole. L’unica concessione all’elettronica è un sistema di controllo della trazione, pensato per garantire una maggiore sicurezza senza snaturare la purezza della guida. Non c’è ABS, non ci sono controlli invasivi: la relazione tra uomo e macchina resta meccanica, analogica e autentica.

Il telaio è stato irrigidito e alleggerito di 40 kg rispetto all’originale, un risparmio che, come ha spiegato Maurizio Reggiani – ex responsabile tecnico Lamborghini e oggi advisor del progetto – si percepisce molto più dei 50 Cv in più. Le sospensioni a doppi bracci oscillanti sono state riviste con ammortizzatori regolabili su cinque livelli, mentre l’impianto frenante, sviluppato da Brembo, monta dischi anteriori da 380 mm e pinze a sei pistoni. I cerchi da 19” calzano pneumatici Pirelli P Zero Trofeo R semislick, pensati per garantire il massimo grip anche in condizioni di guida estrema. Ogni dettaglio tecnico è stato riprogettato, dai radiatori alle centraline, per garantire affidabilità e prestazioni all’altezza delle moderne supercar, senza rinunciare al carattere selvaggio di un’auto nata trent’anni fa.
Dentro, la Eccentrica V12 è un viaggio nel tempo rivisitato con eleganza. La plancia arcuata richiama la Diablo originale, ma ospita una strumentazione digitale con grafiche rétro anni ’80-’90. Lo specchietto centrale è ora un display touch che può dialogare con gli smartphone, mentre i sedili – ridisegnati e rivestiti in pelle e Alcantara – sono stati riposizionati per migliorare ergonomia e abitabilità. Restano tocchi di pura nostalgia, come la classica griglia del cambio manuale e le cinture ancorate centralmente, ma convivono con soluzioni raffinate come il piantone in carbonio ispirato alla Diablo GTR e l’impianto audio sviluppato su misura da Marantz. È un abitacolo che fonde lusso e sportività, tecnologia e tradizione, in un equilibrio pensato per rendere l’esperienza di guida più immersiva.

Prodotta in soli 19 esemplari, già in gran parte assegnati, la Eccentrica V12 costa 1,35 milioni di Euro più tasse e donor car, un prezzo che la colloca in una nicchia esclusiva. Ma è più di un’auto: è un omaggio all’heritage Lamborghini, una scultura dinamica costruita con una cura maniacale e destinata a un pubblico che non cerca semplicemente una supercar, ma un pezzo di storia reinterpretato e portato nel nuovo millennio. Entro la fine dell’anno partiranno le prime consegne, e modelli come la Rose Phoenix – seconda vettura con una sofisticata livrea Rose Gold – testimoniano come ogni esemplare sia una creazione su misura, unica e irripetibile.
Goodwood ha offerto la cornice perfetta per il suo debutto dinamico, un luogo dove le icone del passato incontrano le innovazioni più audaci. Lì, tra il profumo della benzina, il caldo dell’asfalto e la melodia dei motori, la Eccentrica V12 ha dimostrato che il restomod può essere qualcosa di più di un semplice esercizio di stile ma una vera e propria dichiarazione d’amore per un’epoca irripetibile, rivissuta con gli occhi e la tecnologia dei giorni nostri.




