Jörg Schrott, sarà il Team Principal della prima scuderia ufficiale del gruppo Stellantis, la Opel Gse Formula E

FE, Schrott, team principal della debuttante Opel Gse: «La prossima stagione cambierà tutto. Sarà entusiasmante»

di Mattia Eccheli
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TOKYO – A 61 anni, almeno 25 dei quali trascorsi nel motorsport, Jörg Schrott è un debuttante della Formula E. Ma non uno qualsiasi: a partire dalla prossima stagione, la 13, quella che apre l'era delle potentissime monoposto Gen4 da oltre 815 Cv e a trazione integrale permanente, sarà il Team Principal della prima scuderia ufficiale del gruppo Stellantis, la Opel Gse Formula E. Da apprendista del mondiale elettrico ha seguito dai box dei due marchi attualmente impegnati (Ds e Citroen, che però si appoggiano alla squadre statunitense Penske e monegasca Msg) l'intero campionato che si chiude a Londra a metà agosto.

Cosa ha imparato finora?

«Ho imparato che la Formula E è un campionato estremamente complesso. Che ci sono molti più parametri che contano rispetto alla maggior parte delle altre serie che ho conosciuto. E che una strategia e un pilota intelligenti possono condurre a buoni risultati anche quando il fine settimana non sembra funzionare nel modo giusto».

Altro?

«Certo. Ho imparato anche che ci sono gare in cui andamento va oltre quello che hai preparato dal punto di vista tecnico».

E ci sono piloti che sanno interpretare le corse meglio di altri...

«A mio avviso sì».

Qualche nome?

«Direi Nick Cassidy. Ma anche Oliver Rowland e Mitch Evans».

Di Evans abbiamo scritto che verrà ingaggiato proprio dalla Opel Gse.

«Ufficializzeremo in agosto i nomi dei piloti: non posso né confermare, né smentire. Posso solo ripetere quello che ti avevo già detto tempo fa: che sono molto soddisfatto di quelli che abbiamo scelto e che volevamo una guida esperta e una giovane».

Stai imparando con le Gen3, ma dall'anno prossimo debuttano le Gen4.

«Esatto. E cambierà tutto con bolidi più potenti, con la trazione integrale permanente, con un nuovo fornitore di pneumatici e un inedito formato di gara: significa un nuovo inizio per tutti in Formula E. Tuttavia, dalle informazioni che sto raccogliendo in questa stagione riguardo alle procedure e ai processi, a me sono di grande aiuto anche le monoposto Gen3».

I prossimi bolidi potranno disporre anche di due diversi tipi di pneumatici.

«Mi aspetto che siano in grado di garantire prestazioni elevate nelle condizioni più disparate».

Cosa apprezzi di più nella Formula E?

«È impressionante come e quanto gare che sembrano noiose e che cominciano in “plotone” si sviluppino poi così velocemente e in modo così avvincente».

Quello che ti piace meno?

«Paradossalmente la stessa cosa perché il risultato finale non rispecchia necessariamente tutto il lavoro di preparazione tecnica che c'è dietro una gara».

Con Opel hai contribuito al lancio del rally per auto elettriche: un'esperienza che è servita?

«Come costruttore abbiamo investito direttamente molto di più nel rally, incluso lo sviluppo di una rete di ricarica dedicata. La complessità della Formula E è superiore, anche se in questo mondiale molto è centralizzato e possiamo contare sull'esperienza del gruppo maturata a Satory. In definitiva, però, quello che incide molto sono la gestione termica della batteria e dell'energia, cose sulle quali abbiamo lavorato e lavoriamo nel rally, prima con la Corsa e adesso con la Mokka».

Un grande spettacolo la prossima stagione?

«Ne sono certo, grazie alle fantastiche possibilità che offre la monoposto, ma anche grazie alle emozionanti città coinvolte e ai nomi dei piloti e delle squadre di altissimo livello. Sarà uno spettacolo entusiasmante anche per i nostri tifosi».

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lunedì 27 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:11 | © RIPRODUZIONE RISERVATA