On. Gaetana Russo (FDI): «Digitalizzare le patenti nautiche è una questione di legalità e sicurezza»
ROMA – In un'epoca in cui la digitalizzazione investe ogni settore della mobilità, la patente nautica resta un’anomalia cartacea. Un sistema obsoleto che ostacola non solo l’efficienza amministrativa, ma anche la sicurezza in mare. È da questo presupposto che nasce la proposta di legge presentata dall’Onorevole Gaetana Russo, al centro di una recente conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei Deputati, con l’obiettivo di riformare l’articolo 39-bis del Codice della nautica da diporto. Il testo punta alla digitalizzazione delle patenti nautiche e all’istituzione di un’anagrafe telematica, integrata e accessibile, che consenta finalmente procedure snelle per rilascio, rinnovo e controllo.
L’iniziativa è stata accolta con favore da UNASCA, dalla Direzione Generale della Motorizzazione e da figure chiave del Ministero delle Infrastrutture e della Guardia Costiera, che ne hanno sottolineato il valore sistemico. L’interoperabilità tra banche dati, l’accesso ai dati in tempo reale e la possibilità di controllo incrociato sono infatti elementi imprescindibili per un settore che è sempre più un volano dell’economia nazionale. Abbiamo parlato direttamente con l’Onorevole Russo per approfondire motivazioni, obiettivi e tempi di attuazione di una riforma che potrebbe segnare una svolta storica per la nautica da diporto italiana.
On. Russo, ci può spiegare in cosa consiste la proposta di legge che sta portando avanti?
«Si tratta della digitalizzazione delle patenti nautiche, che sono rimaste l’ultimo segmento legato alla circolazione ad essere ancora in formato cartaceo. È incredibile, ma è così. La patente di guida stradale, per esempio, io l’ho presa nel 2000 ed era già plastificata. Invece, quella nautica è ancora su carta, in alcuni casi persino dattiloscritta o scritta a mano»

Quindi non è solo una questione di "plastificazione"?
«Esattamente. Questa proposta è collegata all’istituzione dell’anagrafe delle patenti nautiche, che permetterà finalmente di non doversi più recare, per un rinnovo o un duplicato, all’ufficio originario che aveva rilasciato la patente. Faccio un esempio: una persona che ha preso la patente nautica a La Spezia negli anni ’70 e che oggi vive a Salerno, ogni volta è costretta a contattare quell’ufficio ligure per qualsiasi necessità, salvo trovare funzionari disponibili a mettersi in contatto con l'ufficio d’origine. Il motivo? Non esiste un portale telematico nazionale»
Si tratta anche di un’operazione che si inserisce nel processo di digitalizzazione generale del Paese?
«Assolutamente sì. È in linea con quanto già previsto da maggio di quest’anno con il regolamento sull’anagrafe delle patenti. E si collega anche alla direttiva europea che prevede che entro il 2030 tutti i Paesi UE abbiano una patente unica con QR code. Come possiamo inserirci noi in questo sistema europeo se ancora oggi la nostra patente nautica è un foglio cartaceo?»
Il governo è favorevole a questo tipo di iniziative?
«Sì. Il governo Meloni sta destinando risorse del PNRR proprio alla digitalizzazione e all’informatizzazione. E grazie anche al supporto del sottosegretario Butti, oggi abbiamo la possibilità concreta di fare questo passo avanti. È un vuoto normativo che andava colmato da tempo».

Questa digitalizzazione riguarderà tutti i livelli delle patenti nautiche?
«Sì, su tutti i livelli. Ovviamente ci sarà una progressione: si comincerà con chi prende una nuova patente, ma verranno gradualmente digitalizzate anche quelle già in essere. Ad oggi i registri sono solo cartacei, o in alcuni casi esistono file Excel, ma non c’è alcun portale telematico ufficiale per verificare il possesso della patente».
Cosa comporta questa assenza in termini pratici e legali?
«Mi ha tolto le parole di bocca. È una questione di legalità, trasparenza e sicurezza. I tecnici mi raccontavano che, nel caso di Schettino, dopo il disastro della Costa Concordia, fu difficile perfino ritirargli la patente nautica perché non risultava da nessuna parte in formato digitale. Non si poteva applicare alcuna sanzione. Mentre per le infrazioni stradali esiste un portale della motorizzazione che registra tutto, qui siamo davvero nel far west».
Questa anagrafe però non è nuova, giusto?
«La legge che la prevedeva risale al 2018, ma il regolamento attuativo è arrivato solo ora, a maggio. La digitalizzazione delle patenti sarà seguita anche da quella dei libretti di circolazione. È un percorso più ampio, che spero di poter completare entro la fine della legislatura».

Cosa resta ancora fuori da questo processo di digitalizzazione?
«Tutto ciò che riguarda i natanti. Oggi, se qualcuno fa un incidente in mare, spesso non si sa di chi sia il mezzo, chi lo stia guidando, o se abbia una patente. Sotto le 12 miglia, in teoria, non è obbligatoria la patente, quindi è tutto molto più nebuloso. Solo chi guida per motivi lavorativi è soggetto a maggiori controlli, ma neppure loro hanno una patente plastificata».
Eppure il tema è poco noto all’opinione pubblica...
«Esatto, fa meno notizia, anche perché le persone che possiedono una patente nautica sono meno rispetto a quelle con una patente stradale. Ma come governo siamo intervenuti perfino sui monopattini: mi sembra assurdo che non ci occupiamo di un sistema come quello della navigazione».
Obiettivo entro la fine della legislatura quindi?
«Vorrei poter dire, entro la fine della legislatura, di aver reso organico tutto ciò che riguarda la guida, sia essa di un’imbarcazione o qualsiasi altro tipo di mezzo».




