Sportequipe 8 GT

Dr Group, continua l'espansione. E c'è il ritorno dei marchi Itala e Osca

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

Piccoli costruttori crescono. E dimostrano di avere grandi progetti e grandi ambizioni. È il caso di DR Group, l’azienda italo-cinese di Macchia d’Isernia, nel cuore del Molise, che appena 19 anni fa dava lavoro a meno di 100 persone, vendeva le sue prime auto nei supermercati della catena Iper, in quanto non disponeva di una rete di concessionari, e aveva in gamma un solo modello, la dr5. Oggi prevede di chiudere l’anno con circa 35.000 vetture vendute e con l’obiettivo di toccare quota 50.000 entro due anni; i dipendenti sono diventati 500, i concessionari più di 100 (non solo in Italia, anche in Spagna, Repubblica Ceca e Slovacchia); gli accordi con la Cina si sono moltiplicati (dopo la Chery, sono arrivare le partnership con JAC, Baic e Dongfeng), i marchi controllati sono diventati 7 (con dr, anche EVO, Sportequipe, ICH-X, Tiger, Stilnovo e Birba) e il piano industriale prevede che dopo l’arrivo dalla Cina le vetture vengano sottoposte a una nuova ingegnerizzazione e assemblaggio, con ritocchi al design, l’aggiunta di componenti europee, accessori e tecnologia bifuel GPL/benzina.

In un futuro in via di definizione ci sono l’incremento della produzione, con l’acquisizione dell’ex stabilimento Saxa Gres di Anagni, e l’arrivo (entro il 2026) di new entry di spicco: grazie a Massimo Di Risio, coraggioso patron dell’impresa, probabilmente già a dicembre vedremo infatti rinascere il marchio OSCA, la storica marca fondata dai fratelli Maserati dopo la cessione definitiva dell’azienda alla famiglia Orsi, nel 1947, acquisita da DR Group nel 2022. Nei piani, per ora segretissimi, pare che ci sia un’anteprima in occasione del Napoli Racing Show in programma il 6-7-8 dicembre su un circuito cittadino allestito nella città che nel 1948 vide trionfare, nel Gran Premio di Posillipo, proprio la OSCA Mt4 1.100 guidata da Gigi Villoresi. Ma se quella era una piccola e agile monoposto da corsa, pare che la OSCA del nuovo secolo sarà declinata in due versioni molto diverse: una coupé sportiva con motore 2000 V6 e un Suv. Sì, proprio un Suv.

I veicoli Sport Utility, infatti, rappresentano ormai il core business della holding sino-molisana, coraggiosamente decisa a misurarsi con una concorrenza europea che occupa tutti i segmenti del mercato. E proprio per questo l’attenzione dell’azienda è per ora concentrata sul marchio Sportequipe, quello che rappresenta l’accesso di DR Group nel segmento premium/sportivo, con dotazioni ricche, motorizzazioni più performanti e un’attenzione maggiore allo stile. Tutte qualità della nuova 8 GT, Suv di 4,7 metri, a 7 posti, dal design molto accattivante, spinto da un motore 1.6 turbo da 186 cv (disponibile anche benzina/GPL) abbinato al cambio automatico DCT a 7 rapporti. Sportiva ed elegante allo stesso tempo, è la nuova ammiraglia della gamma e ne interpreta al meglio lo spirito, potendo contare anche su fari anteriori e posteriori a Led, tetto panoramico, sedili in ecopelle ventilati e riscaldati, climatizzatore bizona, telecamera a 360 gradi, ADAS di ultima generazione, e molto altro. Il tutto al prezzo di 49.500 euro.

Tutto qui? Macché. Da ex pilota, Di Risio tiene in gran conto la sportività, ed è in questa ottica che s’inquadra la scelta di proporre anche un altro Suv sportiveggiante. La mission è stata affidata al marchio inglese Tiger, rilevato nel 2022 e rilanciato nel 2025, ora in primo piano con Tiger Eight, sport utility di 4,74 metri realizzato, come la precedente Tiger Six, in collaborazione con la cinese Dongfeng. L’auto, un crossover a trazione anteriore, è spinta da un motore 1.5 turbo benzina a iniezione diretta (a richiesta anche bifuel) abbinato a un cambio DCT a 7 rapporti, che sprigiona 177 cv/300 Nm e assicura prestazioni interessanti, ovvero accelerazione 0-100 in 7,8 secondi e velocità massima (ove consentito) di 200 km/h.

Tutto ciò su una silhouette accattivante, impreziosita da un grande tetto panoramico. Come le concorrenti più blasonate, la Tiger Eight dispone di dotazioni adeguate in funzione del comfort, dal volante multifunzione ai sedili con sistema di massaggio, dall’infotainment al climatizzatore, fino alla chicca dell’illuminazione ambientale a 64 colori. In funzione della sicurezza si fa apprezzare il set ultracompleto di sistemi di assistenza alla guida. Tutto ciò a partire da 34.900 euro (3.000 in più per l’allestimento British Green). 
Tra Sportequipe e Tiger, dunque, il gruppo molisano fa passi avanti importanti. Ma la crescita continuerà. Nel 2026 sarà rilanciata anche l’Itala, altro marchio storico acquisito nel 2022 e tenuto finora in letargo. Probabilmente sarà un’ammiraglia di grandi dimensioni e grande eleganza. 

  • condividi l'articolo
sabato 29 novembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 09-01-2026 10:23 | © RIPRODUZIONE RISERVATA