Volvo, fascino svedese. In attesa del debutto della rivoluzionaria EX60 si prende la scena l’ammiraglia ES90

Volvo, fascino svedese. In attesa del debutto della rivoluzionaria EX60 si prende la scena l’ammiraglia ES90

Volvo, fascino svedese. In attesa del debutto della rivoluzionaria EX60 si prende la scena l’ammiraglia ES90

Volvo ES90, al volante dell'ammiraglia di software elettrica con una sicurezza totale
Le vendite scendono, ma i profitti e la fiducia salgono in casa Volvo. Nei primi tre trimestri del 2025 infatti le unità smerciate ammontano a oltre 514mila (-8%) con un calo dell’11% per la quota di elettrificazione, ma la marginalità, dopo un periodo di appannamento, sta risalendo e nel terzo trimestre anche la fiducia degli investitori che stanno spingendo di nuovo in alto il titolo. Segno che la cura dimagrante del ceo Håkan Samuelsson, di ritorno dopo la parentesi di Jim Rowan, è costata il posto di lavoro a 3mila persone, ma sta portando i suoi risultati come dimostra l’impennata del titolo, cresciuto nel solo mese di ottobre del 65% e tornato a livelli che non toccava da un anno e mezzo. A restituire certezze c’è una strategia che ha abdicato al principio dell’elettrificazione assoluta, punta sulle sinergie sempre più strette con la capofila Geely e vede un approccio più specifico per ogni mercato.

Da qui la scelta di dedicare – almeno per il momento – solo alla Cina la nuova XC70, la prima ibrida plug-in ad autonomia estesa di Volvo che dei 1.200 km totali, 200 li può percorrere solo in elettrico. Il modello del momento tuttavia è la nuova ES90, ammiraglia elettrica che, a differenza di quelle che l’hanno preceduta, è una fastback con il portellone che, grazie all’eleganza e allo spazio offerti dal suo abitacolo, diventa una limousine da famiglia dotata di un livello tecnologico elevatissimo. L’architettura elettronica è infatti definita da software e basata su tre potenti unità di calcolo tra cui quella dedicata alla sicurezza dotata di doppio processore Nvidia AGX Orin da oltre 500 TOPS per coordinare i dati provenienti dal cloud e quelli forniti dai sensori di bordo tra cui un Lidar capace di vedere tutto quello che c’è di fronte alla vettura fino a 250 metri di distanza. Sensori a infrarossi e radar ci sono anche all’interno per monitorare lo stato d’attenzione da parte del guidatore e la presenza di bambini al fine di evitare improvvidi abbandoni, segnalandoli tempestivamente ai genitori e avviando il climatizzatore.
Ad alto tasso di digitalizzazione la plancia con il bando pressoché completo di comandi fisici, un display da 14,5” verticale per il sistema infotelematico su sistema operativo Android e infine un impianto audio da oltre 1.600 Watt con 25 altoparlanti. La ES90 è anche ammiraglia di sostenibilità grazie all’ampio utilizzo di alluminio, acciaio e polimetri plastici riciclati, ad una patente per l’impronta di CO2 e al passaporto di tracciabilità per le materie prime utilizzate per la batteria che, per la prima volta su una Volvo, lavora a 800 Volt permettendo di ricaricarsi a 350 kW. La versione con batteria da 92 kWh ha il motore posteriore da 245 kW e un’autonomia di almeno 554 km, mentre le due bimotore con batteria da 106 kWh hanno 330 kW e addirittura 500 kW che permettono uno 0-100 km/h in 4 secondi.
Stesse caratteristiche le ritroviamo anche sulla EX90 che condivide con la ES90 la piattaforma SPA2 e ora anche tutta la parte propulsiva dopo avere portato al debutto un’architettura a 400 Volt. Gli aggiornamenti hardware (operati in officina per chi aveva già acquistato la vettura) e software apportati over-the-air permettono ora di avvertire meglio situazioni di pericolo derivanti da strade scivolose, pericoli imminenti e incidenti sul percorso insieme ad un Emergency Stop Assist (ESA) e funzioni di evitamento attivo e di assistenza al parcheggio dalla logica più raffinata.
La novità più interessante è però in arrivo per l’inizio del prossimo anno quando sarà presentata la EX60, Suv elettrico di classe media che porterà al debutto la piattaforma SPA3 con pianale della scocca sagomato con la tecnica del gigacasting, un’architettura elettronica dotata di processori Nvidia Thor, ancora più potenti ed efficienti, e cinture di sicurezza dotate di Intelligenza Artificiale le quali, grazie a tutta la potenza di calcolo e ai sensori installati a bordo, possono adattare al meglio la propria azione in base alla corporature e alla postura dell’occupante. Inoltre, raccogliendo dati all’interno del cloud, migliorano la propria azione nel tempo proteggendo in modo sempre più efficace tutti coloro che viaggiano su una Volvo.




