Auto non ricaricabili preferite da tanti clienti, sono quasi tutte ibride. Moderni sistemi di recupero d’energia le rendono efficienti
Il mercato italiano dell’auto nei primi 5 mesi dell’anno registra un +9,4% rispetto allo scorso anno che equivalgono a poco meno di 70mila immatricolazioni in più. Non poco ma si potrebbe fare di più se, come commentano i costruttori, «la crescita fosse supportata da politiche industriali di ampio respiro e da un quadro normativo certo, capace di restituire piena fiducia a famiglie e imprese nelle loro intenzioni di acquisto o investimento».
L’incremento è comunque sufficientemente “sano” perché concentrato in particolare sui clienti privati che valgono da inizio dell’anno circa il 53% del mercato. Il traino è ben definito: l’elettrificazione piace. L’ibrido di più. L’incertezza sul futuro spinge il cliente privato a preferire l’ibrido tradizionale, senza cavi e spina che, da inizio 2026, vale oltre il 50% delle nuove immatricolazioni. Una scelta anche obbligata: benzina o diesel che siano, sono in listino quasi esclusivamente in versione full hybrid o mild hybrid.

Le tante novità di prodotto fanno il resto. Novità che spesso hanno nomi mai sentiti finora a queste latitudini, che sono però sempre più familiari nell’immaginario dei clienti italiani. È l’auto cinese che avanza in Italia e in Europa a fari non più spenti: è il risultato di quella che Simone Pieranni, nel libro “Lo specchio americano”, definisce “asimmetria della conoscenza”. Da un lato la Cina a immaginare il futuro partendo dal nostro presente, dall’altro l’Europa «a guardare l’ascesa di Pechino con una certa sufficienza, convinta di avere poco da imparare, cercando di incasellare la Cina in categorie che servivano più a definire noi che a comprendere loro: partner commerciale, competitor sleale, rivale sistemico, pericolo imminente».
Il risultato? “Una sfida senza precedenti” per dirla con le parole utilizzate da Volkswagen, Stellantis e Renault nella lettera alla Commissione Europea. La conferma di una sfida all’ultima vettura arriva da Wang Chuanfu, presidente della cinese Byd: «Entro 5 anni saremo il leader dei costruttori mondiali». E da quelle di Oliver Blume CEO del gruppo Volkswagen che di fronte a migliaia di esuberi previsti annuncia: «Non cederemo stabilimenti in Europa a costruttori cinesi». Strategie industriali e politiche a parte, Byd, Omoda&Jaecoo, MG e Geely, oggi hanno modelli che fanno girare più di qualche testa al loro passaggio.
Ora che i fari delle auto cinesi sono ben accesi, i marchi più tradizionali accelerano con le novità. A cominciare da Stellantis: Fiat ha presentato le prime immagini di Grizzly e Grizzly Fastback, due nuovi modelli che dovranno consolidare la presenza del marchio italiano nel segmento C. Grizzly ha le immagini di un suv classico a sviluppo verticale per offrire tanto spazio, accessibilità e versatilità. Più dinamica e sportiva la Grizzly Fastback ad architettura orizzontale che, rispetto alla “sorella”, è più slanciata e modaiola. Per entrambi motorizzazioni ibride. Prime immagini anche della nuova Lancia Gamma, un crossover fastback dalle linee eleganti e dalla coda rastremata e con una versione ibrida da 145 cavalli (oltre che diverse versioni elettriche).
Toyota che sull’ibrido ha costruito immagine e primati invece rinnova la Yaris Cross, il suv compatto più venduto in Europa: una nuova griglia anteriore a nido d’ape rifinita nel colore della carrozzeria per integrarsi perfettamente e conferire un’immagine più elegante e moderna. La parte inferiore in nero va ad abbracciare i passaruota svasati per rafforzare l’idea da suv compatto ma robusto. Nuovi anche i fari a Led e i cerchi in lega. Unica la motorizzazione, prendere o lasciare: full hybrid da 130 cavalli (96 chilowatt) e 185 newtonmetri di coppia, a trazione anteriore o integrale intelligente.

Giapponesi che presidiano anche i segmenti più di nicchia con l’arrivo della nona generazione del pick-up Hilux: configurazione double cab disponibile con un 2.8 ibrido (mild) diesel o completamente elettriche e addirittura ad idrogeno con celle a combustibile (fuel cell) dal 2028. Honda, che sull’ibrido ha un’esperienza di oltre 25 anni, ha pronta la sua novità più importante: il lancio della nuova Prelude. C’è poi Kia con il trifuel che abbina il sistema ibrido all’alimentazione a benzina e a gpl, ora disponibile anche sul suv Sportage. E poi una lunga lista di novità e aggiornamenti come le nuove Audi Q7 e Q9, Bmw X5, Citroën C5 Aircross, Dacia Striker, Kia EV2 e xCeed, il nuovo full hybrid su Volkswagen Golf e T-Roc, oltre alle rinnovate Hyundai Tucson, Mercedes GLE e GLS, Opel Astra, Dacia Sandero e Jogger e tante altre. Tutte rigorosamente ibride (e non solo). E se il mercato ci ha abituati che la domanda si concentra sempre sui prodotti superiori, ora vinca il migliore.




