la nuova Dolphin G

Byd, c'è una Dolphin anche Super Hybrid. Il leader dei veicoli a nuova energia allarga l’offerta DM-i: arriva un modello più compatto

di Nicola Desiderio
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Il primo costruttore al mondo e in Italia di auto elettriche ormai lo sappiamo tutti chi è. Si chiama BYD ed è solo una parte di un grande conglomerato industriale da 900mila dipendenti, che costruisce circa il 15% delle batterie per il mercato globale e che è al centro di molteplici voci. BYD compra questo costruttore o quest’altro, BYD entra in Formula 1, BYD si prende gli stabilimenti di mezza Europa, BYD sta preparando un esercito di umanoidi pronti a marciare sulle nostre città… quel che è sicuro che in poco tempo il costruttore cinese si è preso il 3% del nostro mercato crescendo del 208% nei primi 5 mesi del 2026 e diventando leader del segmento delle ibride plug-in dove ai primi due posti ci sono la Atto 2 e la Seal U. La prima è un Suv lungo 4,31 metri con un’ottima abitabilità, un buon bagagliaio (425-1.340 litri) e due versioni: una da 66 cv con batteria da 7,8 kWh e autonomia in elettrico da 40 km e l’altra da 212 cv con batteria da 18 kWh e 90 km di autonomia a pistoni fermi.

Per entrambe l’autonomia totale è di circa 1.000 km. La Atto 2 ha anche due versioni completamente elettriche: una da 130 kW con batteria da 45,1 kWh ricaricabile fino a 50 kW per 312 km di autonomia, l’altra invece ha 150 kW e serbatoio da 64,8 Wh che si ricarica fino a 155 kW garantendo 430 km tra un rifornimento e l’altro. La Seal U è uno dei modelli della prima ora di BYD e, con i suoi 4,77 metri di lunghezza, ha spazio in abbondanza e un bagagliaio che va da 552 a 1.440 litri.

La versione DM-i ha, così come per la Atto 2, un sistema ibrido plug-in con motore a benzina 1.5, in questo caso con una potenza totale di 218 cv e una batteria da 18,3 kWh ricaricabile in corrente continua da 18 kW per un’autonomia in elettrico da 80 km e totale di ben 1.090 km. L’elettrica ha invece una batteria da 87 kWh a 500 Volt che si ricarica fino a 140 kW e permette un’autonomia di 500 km. Tra le due si posiziona la Atto 3 con i suoi 4,45 metri che è offerta solo in elettrico e qualche mese fa si è rinnovata aggiungendo la denominazione Evo, dotata di sistema infotelematico con Google incorporato, e assumendo una connotazione decisamente muscolare.

Da un’unica versione con motore anteriore da 150 kW siamo a passati a due versioni: una da 230 kW con motore posteriore e l’altra da 330 kW capace di bruciare lo 0-100 km/h in 3,9 secondi. La nuova batteria cell-to-body (le celle hanno funzione strutturale) da 74,8 kWh a 500 Volt si ricarica fino a 220 kW assicurando un’autonomia compresa tra 470 e 510 km, inoltre al retrotreno ora c’è un raffinato multi-link. E non è finita: allo scorso Salone di Pechino la frenesia BYD ha portato a presentare una Atto 3 completamente nuova, nettamente cresciuta nelle dimensioni – è lunga 4,66 metri, +21 cm – e con batterie Flash Charging ricaricabili a ben 1.500 kW e che permettono di passare dal 10% al 97% in soli 9 minuti.

Stesso sistema sta arrivando anche su altre vetture del gruppo tra cui la Denza Z9 GT, lussuosa shooting brake a 3 motori (2 posteriori e uno anteriore) da 850 kW che riesce a fare lo 0-100 km/h in 2,7 secondi ed è disponibile anche come PHEV da 776 cv che ha un’autonomia di 805 km dei quali 203 km in elettrico. BYD sta intanto predisponendo migliaia di stazioni Flash Charging, tra le quali 300 in Italia. La prima è stata appena inaugurata a Bologna. Quanto invece a prestazioni e a numero di motori, BYD ha anche di meglio nel suo gruppo, in particolare con le YangWang U9 che con i suoi 4 motori e 2.200 kW (oltre 3.000 cv) ha raggiunto i 496,2 km/h ed è diventata l’auto di serie più veloce del mondo.

Il gruppo cinese però non è solo elettrificazione, ma anche guida autonoma rispetto alla quale ha assunto un impegno singolare: nel caso ci saranno problemi mentre si starà utilizzando la funzione Urban Navigate on Autopilot del proprio sistema God’s Eye 5.0, BYD si prenderà la responsabilità dell’accaduto coprendo i danni, almeno nei primi 12 mesi. BYD ha poi in serbo una novità assai più importante per il mercato: la nuova Dolphin G DM-i ovvero la prima ibrida plug-in di segmento B.

Lunga 4,17 metri, la nuova nata sfrutta l’ennesima versione del sistema di trazione DM-I di BYD composto da un 1.5 a ciclo Miller da 70 cv e un motore elettrico da 120 kW per due versioni: una da 176 cv con batteria da 7,42 kWh capace di fare 40 km in elettrico e l’altra da 212 cv e batteria da 18,3 kWh ricaricabile fino a 39 kW in corrente continua e che permette di percorrere 105 km a zero emissioni per un’autonomia totale di ben 1.040 km. Il prezzo? Da meno di 25mila euro.

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lunedì 29 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 17-08-2026 14:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA