La Cupra Raval

La giovane Cupra scalpita: irrompe la compatta Raval. L'elettrica prende il nome da un quratiere di Barcellona

di Mattia Eccheli
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Un costruttore, due quartieri e due vetture elettriche che portano i loro nomi. La casa automobilistica è Cupra, il costruttore catalano ultimo nato fra i marchi del gruppo Volkswagen, i due “rioni” si trovano entrambi nella città vecchia di Barcellona e hanno portato al battesimo prima della Born (a trazione posteriore) e poi, da pochissimo, della Raval (trazione anteriore). Che, almeno sulla carta, è un’auto da città che il costruttore considera la «massima espressione dell’ossessione del marchio nel superare i confini del design automobilistico».

Nella sua variante più sportiva è davvero molto “peperina” e arriva a 226 Cv di potenza con una accelerazione da 0 a 100 km/h di 6,2 secondi. Un simile spunto di sicuro intriga chi immagina di divertirsi al volante lungo strade con parecchie curve. Nata per essere accessibile e anticipata con un listino d’ingresso attorno ai 26.000, la Cupra Raval debutta con tre “launch edition” con fino a 290 Nm di coppia, due con 211 Cv e una, in declinazione Vz, da 226 cv appunto, mentre la versione “popolare” (si fa per dire) arriverà in autunno con l’accumulatore al litio-ferro-fosfato più piccolo (37 kWh) abbinato a motori da 116 e 135 Cv.

I prezzi delle edizioni di lancio sono rispettivamente di 29.950, 33.950 e 39.950 euro e si spiegano con equipaggiamenti più importanti, a cominciare dalla batteria con la più sofisticata chimica nichel-manganese-cobalto da 52 kWh. Le autonomie dichiarate sono comprese fra i 300 e i 446 chilometri e, alle colonnine giuste e nelle migliori condizioni della rete, i tempi di ricarica sono stati garantiti da Cupra in 24 minuti per un rifornimento tra il 10 e l’80%. Stabile anche grazie all’assetto ribassato che esalta le caratteristiche della piattaforma Meb+ del gruppo tedesco, la Raval ha un temperamento molto latino, oltre che linee nette e distintive con un “muso da squalo” e un profilo ispirato alla forma di un casco. Per garantire la massima libertà di scelta, i cerchi ad alta efficienza possono essere da 17”, 18” o 19”. Nonostante sia una compatta, l’abitacolo è spazioso e, se si opta per il tetto panoramico, anche parecchio luminoso.

I comandi principali sono distribuiti tra volante e schermo centrale (12.9 di diagonale), con le indicazioni per il conducente che appaiono nel cruscotto digitale da 10.5. Gradevole e anche funzionale la consolle centrale sospesa: lascia più spazio per le gambe e ospita un vano portaoggetti chiuso e uno aperto. Il vano bagagli ha una capienza che parte da 441 litri. Dopo il debutto del 2021, la Born, la prima elettrica di Cupra, è fresca di aggiornamento che ha portato ad un allungamento di 12 millimetri (4,336 metri). In parte rivisitata (con il facelift dell’abitacolo sono arrivati l’infotainment con schermo da 12.9 e il virtual cockpit da 10.25) in alcuni dettagli che contribuiscono a renderla più aggressiva è offerta con cerchi da 19” e 20” e, soprattutto, con tre abbinamenti tra motori e batteria. La potenza dell'unità entry level è stata ridotta da 2024 a 190 Cv ed è proposta con l'accumulatore da 58 kWh con una percorrenza incrementata fino a 484 km, mentre quelle da 231 cv e 326 cv, la Vz (631 km di autonomia), con la batteria da 79.

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lunedì 29 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 06-07-2026 10:03 | © RIPRODUZIONE RISERVATA