Osca MT6

DR Group, riecco Osca e Itala. Il gruppo molisano di Massimo Di Risio è protagonista del rilancio di due storici marchi italiani

di Sergio Troise
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Era il 19 settembre del 1948 quando Gigi Villoresi, al volante dell’esordiente Osca Mt4, monoposto motorizzata con un 4 cilindri 1.100, s’impose nel GP di Napoli, sul circuito stradale di Posillipo. «Quella macchina – confidò un commosso Villoresi nel 1983 in un evento rievocativo – mi regalò una soddisfazione enorme. Nonostante dovessi misurarmi con Ferrari e Maserati e con piloti del calibro di Alberto Ascari e Raymond Sommer, riuscii a vincere non tanto per la potenza, ma per l’agilità assicurata da un rapporto peso-potenza ineguagliabile di quella macchina realizzata dai fratelli Maserati dopo aver venduto l’azienda alla famiglia Orsi». 

La piccola Osca
avrebbe conseguito altri numerosi successi fino agli anni ‘60. Poi, di questo marchio dal passato illustre, si sono perse le tracce per molti anni. Finché un ex pilota e imprenditore Massimo Di Risio, fondatore di DR Group (oggi composto di 8 marchi), non ha deciso di rilevare il marchio e riavviare la produzione. Conclusa già da tempo la trattativa con l’ingegnere Alfieri Maserati, figlio di Ernesto e unico erede del brand, è stato finalmente avviato il piano di rilancio. Al Mauto di Torino, a fine maggio, l’anteprima; a Imola, l’8 giugno, la presentazione del primo modello Osca di nuova generazione: si chiama Osca MT6, è un crossover sportivo (in DR lo chiamano Sportover) che sarà disponibile da settembre. Nasce su una piattaforma fornita da Changan, uno dei più grandi costruttori cinesi, e beneficia di una serie di interventi e modifiche per esaltarne al meglio dinamica e prestazioni.

Lunga 4,515 metri, larga 1,870, alta 1,565, con passo di 2,710 metri, l’auto è stata disegnata con la collaborazione di Italdesign. Il risultato è una silhouette che combina linee scolpite e muscolose con dimensioni compatte, finiture di pregio e elementi caratterizzanti, come la griglia del frontale in carbonio, i fari full Led e la finitura carbon look. Contribuiscono a dare forza all’immagine i cerchi da 21”, le Pirelli PZero, i 4 scarichi e altri dettagli di ispirazione racing. Gli interni, firmati Recaro, prevedono sedili anteriori elettrici, riscaldati e ventilati, tetto panoramico in cristallo con tenda e due schermi per strumentazione e infotainment.

Non mancano Adas di secondo livello e sistema di parcheggio automatico. Il motore, abbinato a un cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti, è un 1.500 4 cilindri TGDI da 170 cv/270 Nm, che nella fase di pre-lancio, ovvero durante l’esibizione nella 1000 Miglia storica, è stato alimentato con uno speciale biocarburante ecologico. Per ottimizzare la dinamica veicolo sono stati utilizzati molle e ammortizzatori dedicati e un sistema frenante maggiorato. Il prezzo della OSCA MT6 è stato fissato in 49.000 euro. 

Ma il rilancio del leggendario marchio OSCA, come detto, prevede anche l’arrivo, nel 2027, di un’auto destinata a “tagliare i ponti” con gli abituali partner cinesi di DR Group: sarà infatti una sportiva europea realizzata con la collaborazione di Roberto Fedeli (ex ingegnere di Ferrari e Alfa Romeo) e di Italdesign. Denominata MT8, si distinguerà per le dimensioni importanti (4,87 metri) e per uno stile ispirato alle GT stradali che hanno reso OSCA famosa tra gli anni ‘40 e ‘60.

La coda tronca, il tetto a doppia gobba e un’impostazione da GT 2 posti saranno elementi in grado di combinare sportività e possibilità di utilizzo quotidiano. L’auto adotterà un motore 2.0 litri TGDI (anche in questo caso alimentabile con biocarburante) e sarà disponibile sia con trazione anteriore sia integrale. Tutto ciò ad un prezzo vicino ai 200.000 euro. Molto per gli standard di DR Group, ma la supersportiva OSCA sarà un’eccellenza di stile e contenuti costruita in materiali compositi 100% italiani.

Discorso simile viene fatto in casa DR per il contemporaneo rilancio del marchio Itala, rilevato nel rispetto di quello che a Macchia d’Isernia chiamano HIB, Historic Italian Brand, il piano destinato a far rivivere gloriosi marchi del passato. Dopo oltre un secolo è disponibile ora l’Itala 35, auto che richiama nel nome la 35/45 HP con cui il principe Scipione Borghese portò a termine, con Luigi Barzini, il raid Parigi-Pechino nel 1907. In questo caso la base di partenza è un pianale del gruppo cinese GAC, sulla cui base è stato sviluppato un crossover di 4,41 metri, di bell’aspetto, che si distingue dalle cugine con i marchi dr ed EVO per l’eleganza e la ricchezza di dotazioni tipiche dell’alto di gamma e, di conseguenza, per il prezzo (comunque competitivo) di 35.000 euro. Il ritorno di Itala rientra in un piano ad ampio spettro, con l’arrivo, più in là, di altri due Suv più grandi, l’Itala 56 con motore da 170 cv e l’Itala 61, ammiraglia di quasi 5 metri (4,98) con motore da 231 cv. L’assemblaggio avverrà a Macchia d’Isernia, in due nuovi impianti denominati Fabbrica Italia.

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lunedì 29 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 08-07-2026 18:59 | © RIPRODUZIONE RISERVATA