Nissan Juke completa la collana a batterie. La nuova generazione del Suv compatto si aggiunge alle recenti Leaf, Micra ed Ariya
Nissan cambia passo in Europa e rimette al centro i suoi nomi più noti. Dopo la Leaf e la Micra rinata in
chiave elettrica, il prossimo tassello sarà la nuova Juke: le prime immagini ufficiali mostrano un crossover compatto più scolpito, digitale e soprattutto 100% elettrico. La produzione è prevista nello stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, polo decisivo per la transizione del marchio. Il debutto commerciale è atteso nella primavera 2027 e Nissan vuole riportare il carattere anticonvenzionale della Juke all’interno di una gamma sempre più orientata all’elettrificazione. La nuova Juke rappresenta anche uno dei pilastri del progetto EV36Zero, il piano con cui Nissan punta a trasformare Sunderland in un ecosistema dedicato alla mobilità elettrica, integrando produzione di veicoli, batterie ed energie rinnovabili. Un investimento che rafforza il ruolo dell’Europa nella strategia globale del marchio.

La nuova Juke non arriva da sola. Si inserisce in una strategia costruita attorno a una famiglia di modelli pensati per coprire segmenti diversi: Micra per la città, Leaf per chi cerca un’elettrica più versatile, Ariya come Suv full electric di fascia superiore e Qashqai come ponte tecnologico per chi non è ancora pronto al passaggio completo alla spina. In questo quadro, la Micra torna con una formula radicalmente nuova: solo elettrica, dimensioni compatte, due tagli di batteria e un’autonomia dichiarata fino a 408 km nel ciclo Wltp. È la proposta più urbana della gamma, ma anche quella con il compito più delicato: riportare un nome storico all’interno di un segmento in cui il prezzo resta un fattore decisivo.
La Leaf, invece, cambia identità. Non è più soltanto la pioniera dell’elettrico di massa, ma diventa un crossover aerodinamico, con batteria fino a 75 kWh e autonomia fino a 622 km Wltp. È il modello che deve dimostrare che Nissan sa ancora parlare a un pubblico ampio, non solo agli early adopter. Anche Ariya si aggiorna. Il restyling 2026 introduce un frontale rivisto, più vicino al nuovo linguaggio stilistico della Leaf, una maggiore integrazione dei servizi Google, la funzione Vehicle-to-Load e una serie di affinamenti interni. In Europa la gamma viene semplificata attorno alla batteria più grande da 87 kWh, con versioni a trazione anteriore o integrale e-4orce.

Non è una rivoluzione, ma un riallineamento: Ariya resta il modello d’immagine, quello che deve dare sostanza tecnologica alla parte alta dell’offerta elettrica Nissan. Il ruolo più interessante, però, potrebbe essere quello del Qashqai e-Power. Uno dei modelli chiave e più venduti della casa in Europa non è un’elettrica pura, ma adotta una soluzione ibrida in cui le ruote sono mosse sempre dal motore elettrico, mentre il benzina lavora da generatore. La nuova generazione del sistema, introdotta in Europa dal 2025, promette consumi più bassi, emissioni ridotte e maggiore silenziosità. È, di fatto, una risposta alla fase intermedia del mercato: guida da elettrica, niente ricarica alla colonnina, serbatoio a benzina come fonte di energia. La strategia Nissan, quindi, non è una conversione improvvisa, ma una doppia corsia. Da una parte ci sono le elettriche pure: Micra, Leaf, Ariya e presto Juke.

Dall’altra c’è Qashqai e-Power, che intercetta chi vuole un’esperienza più elettrica senza cambiare abitudini. È una linea concreta e vicina alle esigenze dei clienti, costruita sulla consapevolezza che la transizione può avere tempi e modalità diverse. Nissan accompagna questo cambiamento con una gamma sempre più ampia: dalla Micra alla Leaf, dall’Ariya al Qashqai e-Power fino alla futura Juke elettrica. Modelli diversi, ma uniti dalla stessa direzione: rendere la mobilità elettrificata più accessibile, versatile e quotidiana.




