Renault, l'elettrificazione avanza. In prima fila la nuova Clio, la Twingo full electric, il restyling della Megane e la R4 Plein Sud

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Renault vivrà nel 2026 un anno di consolidamento in attesa che il nuovo piano futuREady, presentato lo scorso marzo dal nuovo presidente e amministratore delegato François Provost, entri a regime mettendo solide basi per un mercato che diventa sempre più incerto e, per essere affrontato, ha bisogno di rapidità e flessibilità. Per questo, più che soffermarsi sui prodotti, la strategia guarda all’organizzazione puntando a ridurre a 2 anni i tempi di sviluppo dei modelli che dal 2027 potranno contare sulla nuova piattaforma RGEV Medium con architettura elettrica a 800 Volt per 750 km di autonomia e un’architettura elettronica che permetterà alle Renault del prossimo futuro di diventare veicoli definiti da software, dunque aggiornabili e configurabili in ogni loro parte oltre che nutriti massicciamente ad Intelligenza Artificiale per migliorare l’esperienza del cliente.
Una rivoluzione invero già iniziata per i mezzi commerciali e che coinvolgerà a breve anche le auto e gli stabilimenti che le costruiscono con 350 robot umanoidi Calvin il cui apporto contribuirà sia a far scendere i costi di produzione del 20% sia a perseguire gli obiettivi di sostenibilità e qualità dell’azienda. Renault dovrà vendere almeno 2 milioni di unità entro il 2030, per metà fuori dall’Europa dove bisognerà raggiungere il 100% di elettrificazione, suddiviso in parti identiche tra elettrico e ibrido. Un doppio binario che è ben visibile attraverso i due prodotti più nuovi in gamma.

Il primo è la Clio di sesta generazione la cui raffinatezza nello stile fa da contraltare ad una gamma motori semplificata al massimo e che vede al vertice la versione full-hybrid 1.8 da 160 cv che dichiara consumi di 3,9 litri/100 pari a 89 g/km di CO2 insieme ad un 3 cilindri 1.2 disponibile sia a benzina da 116 cv sia bi-fuel a GPL da 120 cv, per di più accoppiata ad un cambio automatico doppia frizione che la rende un’automobile davvero versatile. L’altra novità è la rediviva Twingo che non solo rilancia la presenza di una vettura di segmento A all’interno dei propri listini, ma la fa anche diventare elettrica come in passato già accaduto per altri modelli Renault.
Qui però, così come sulla R5 e la R4 – che sta per debuttare con la versione Plein Sud dotata di capote elettrica in tessuto che si ispira a tutte le diverse scoperte che hanno segnato la storia della “quatrelle” – si punta sull’effetto nostalgia rispolverando lo stile della prima Twingo del 1993 e vestendone una vettura lunga 3,79 metri con carrozzeria 5 porte e un abitacolo reso flessibile dal divanetto scorrevole per 17 cm – invenzione della Twingo stessa – così che si può scegliere se assegnare più spazio ai passeggeri o ai bagagli con un vano di carico che va da un minimo di 360 ad un massimo di 1.000 litri.

La nuova Twingo ha un motore da 60 kW e una batteria LFP da 37,5 kWh per un’autonomia di 263 km e un prezzo che parte da 19.500 dunque, come promesso, al di sotto dei 20mila euro. A iniziare il nuovo corso elettrico di Renault nel 2022 con prodotti di nuova generazione fu la Mégane che si ripresenta con un moderato restyling estetico e una gamma semplificata. Ora infatti c’è soltanto il motore da 160 kW accoppiato ad un’unica batteria che è invece completamente nuova perché ha una chimica LFP e ha una capacità di 67 kWh netti così che l’autonomia sale a circa 500 km (+30 km) e aumenta la velocità di ricarica (15-80% in 24 minuti).
Altre novità riguardano la sicurezza che prevede dispositivi ancora più sofisticati come l’Emergency Assist, il riconoscimento facciale grazie al quale la vettura memorizza e riconosce fino a 9 diversi profili di utilizzo non appena si entra all’interno della vettura, e l’arrivo di Gemini come assistente ad Intelligenza Artificiale, una chicca che vedremo via via arrivare anche sulle altre Renault che, proprio dalla Mégane in poi, sono dotate di un sistema infotelematico basate su sistema Google nativo.




