Dakar 2026, primo successo per Howes (Honda), Benavides (Ktm) passa al comando. Lucci al traguardo con il 16° tempo

Nissan e Honda sempre più “vicine”: accordo su software e centraline comuni destinati ai veicoli di nuova generazione

Luca Marini, ufficiale il passaggio in Ktm Tech3 dal 2027. Dopo tre stagioni il fratello di Valentino Rossi lascia la Honda

Honda CB400 Super Four E-Clutch, la nakerd che punta sull'equilibrio. Piacere di guida e maneggevolezza i punti di forza
AL HENAKIYAH – La Honda vince l'undicesima tappa della Dakar 2026 riservata alle moto, ma la Ktm si riprende la testa della corsa, questa volta con Luciano Benavides, che a differenza del fratello Kevin (impegnato nella sfida a quattro ruote: è 51/o), non ha mai vinto il rally raid più duro al mondo, anche se è stato campione del mondo di specialità. In 3h 09'02'' lo statunitense Skyler Howes si è imposto per soli 21'' al compagno di scuderia Adrien van Beveren, mentre il giovanissimo Edgar Canet (Ktm) ha chiuso terzo a 1'15''. L'argentino Benavides è arrivato quarto e con un vantaggio di 1'19'' su Ricky Brabec (Honda), che era il primo della generale. Paolo Lucci (Honda) ha chiuso di nuovo nella Top 20, 16/o.
Era, appunto, perché adesso Brabec insegue a 23'': una sfida sul filo dei secondi tra centauri del continente americano. Tosha Schareina (Honda) è terzo, ma con distacco di oltre un quarto d'ora. E Daniel Sanders (Ktm), in testa fino a due giorni fa, è quarto a più di 23'. Tommaso Montanari (Husqvarna), il primo italiano della generale, è 21/o.
Ales Loprais ha vinto la quinta tappa della Dakar riservata agli autocarri. Il ceco ha rifilato 2'31'' al lituano Vaidotas Zala e 4'19'' al pilota dei Paesi Bassi Mitchel van der Brink. Nella generale i distacchi sono importanti: Zala è al comando con 16'24'' su Loprasi e con 37'18'' su van der Brink. Il quarto viaggia a oltre due ore e dieci minuti dal podio. L'equipaggio italiano composto da Claudio Bellina, Marco Arnoletti e Bruno Gotti è nono assoluto.
Nella Classic, gli equipaggi migliori avevano guadagnato una posizione prima della partenza per via della pesante penalità inflitta agli spagnoli Morera/Ruba: tra questi anche due di quelli dell'R Team, Josef Unterholzner e Franco Gaioni, passati dalla terza alla seconda posizione, e Marco Ernesto Leva e Alexia Giugni, da quinti a quarti. Oggi però l'ex consigliere provinciale altoatesino ha chiuso 32/o, mentre Leva e Giugni quinti, Alessandro de Meo e Claudio Pelizzeni settimi, Andrea Cadei, Marco Valentini e Stefano Sbrana ottavi. Raisys/Marques restano saldamente al comando con 588 punti, seguiti adesso dai cechi Klymciw/Broz a 923. Unterholzner e Gaioni hanno salvato il podio virtuale a quota1.024 e precedono Leva e Giugni di 73 lunghezze. Francesco Pece e Simona Morosi hanno migliorato il loro piazzamento nella Top 10, ottavi con 1.388.




