Dakar 2026, Dacia annuncia Moraes, Ford risponde con una squadra di fuoriclasse e Toyota con l’esperienza

Dacia, sorpresa Hipster e gamma fresca. Presentato il concept che prefigura un’elettrica super compatta per aggredire il mercato

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Dakar, la squadra Dacia cresce e il Sandrider evolve: il 2026 sarà l’anno della svolta
La Dakar 2026 promette di essere una delle edizioni più affascinanti e imprevedibili degli ultimi anni. L’aria che si respira tra team e costruttori è quella delle grandi sfide, con Dacia, Ford e Toyota pronte a darsi battaglia in un confronto che va ben oltre la semplice competizione sportiva. È una sfida di visioni, strategie e investimenti, dove ogni Casa automobilistica porta sulla sabbia del deserto vetture ed equipaggi pronti a sfidarsi e a gareggiare contro il cronometro, unico vero giudice.
Alla sua seconda partecipazione alla Dakar, Dacia è pronta a tentare il colpaccio. La Sandrider è stata ulteriormente affinata per resistere alle dune del deserto migliorandone performance e, soprattutto, affidabilità. Inoltre il marchio romeno, supportato dal team Prodrive, quest’anno schiererà ben quattro vetture puntando su una formazione estremamente bilanciata. Punta di diamante sarà il cinque volte vincitore della Dakar Nasser Al-Attiyah. Il qatariota porta con sé un bagaglio di esperienza enorme che potrà rivelarsi determinate per la vittoria.
Non mancherà Sébastien Loeb. Il francese, forte di nove titoli mondiali nel WRC, ha ancora una grinta e una determinazione di un ragazzino. Nonostante abbia già ampiamente dimostrato la sua velocità sul deserto e la capacità di interpretare dune e terreni impervi, il francese finora non è riuscito ancora ad artigliare la sua prima vittoria nella Dakar. Dopo esserci più volte andato vicino, Loeb proverà finalmente a coronare il suo sogno. Presente anche la quota rosa con Cristina Gutiérrez che, navigata da Pablo Moreno, si è mostrata in costante crescita.

Il primo colpaccio Dacia, però, l’ha piazzato sul mercato annunciando l’arrivo nel team di Lucas Moraes. Fresco vincitore del W2RC, il brasiliano è infatti stato strappato dalla Toyota. Dopo aver impressionato al suo debutto nella Dakar e conquistato il Mondiale Rally Raid 2025, Moraes avrà pochissimo tempo per trovare il giusto feeling con la Sandrider. Navigato da Dennis Zenz, il brasiliano è sicuramente il volto nuovo della categoria. Veloce e consistente, Moraes ha tutta l’intenzione di ambire al successo nella prossima Dakar.
Ford, dal canto suo, sarà al via del Rally Raid più famoso e massacrante del mondo con la determinazione di chi vuole ambire alla vittoria. Il marchio americano si è affidato a M-Sport per costruire il Ford Raptor T1+ che, già al suo debutto, ha mostrato subito una sorprendente competitività. Ulteriormente aggiornato, il pick-up dell’Ovale Blu è diventato un mezzo estremamente robusto e pronto per dare l’assalto alla Dakar 2026.
Oltre al mezzo, Ford punta molto sulla sua formazione schierando delle vere e proprie leggende della specialità. Tra questi spiccano gli spagnoli Carlos Sainz e Nani Roma. Il primo, due volte campione del Mondiale Rally e quattro volte vincitore della Dakar, non accenna a mollare il colpo puntando al quinto successo sulle dune arabe. Roma, vincitore della Dakar in due categorie, porta con sé tutta l’esperienza e la visione strategica di chi conosce insidie e incognite di una gara così particolare.

Confermato anche Mattias Ekström. L’ex campione DTM e RallyCross è diventato ormai una presenza fissa della Dakar. Reduce da esperienze in discipline diversissime, lo svedese ha mostrato più volte di poter ambire al successo anche nel deserto. Della partita anche Mitch Guthrie Jr. L’americano è pronto a mettere a frutto ciò che ha appreso nella scorsa edizione del Rally Raid. A questi si aggiunge Martin Prokop, il primo privato ad annunciare la partecipazione con un Ford Raptor T1+.
Toyota, invece, non ha bisogno certo di presentazioni. Il marchio giapponese arriva alla Dakar 2026 con la consapevolezza di chi ha costruito, anno dopo anno, una struttura solida e vincente. La divisione Toyota Gazoo Racing ha dimostrato di saper gestire la pressione, la fatica e le insidie di una gara che non perdona, e anche per la prossima edizione il piano è chiaro: continuità, disciplina e adattamento. Dopo i cambiamenti nel parco piloti, con l’addio di Lucas Moraes, la squadra ha scelto di consolidare i suoi punti di forza.
Henk Lategan e Brett Cummings rappresentano la spina dorsale del team: veloci, precisi, capaci di affrontare sia le tappe più tecniche sia i lunghi trasferimenti nel deserto. Accanto a loro, Seth Quintero e Saood Variawa incarnano la nuova generazione Toyota, talenti giovani ma già abituati al ritmo della Dakar. Quintero, in particolare, ha mostrato lampi di velocità impressionante e un approccio istintivo che può rivelarsi decisivo. Toyota sa che la chiave per vincere non è solo la potenza della GR DKR Hilux EVO, ma la capacità di far lavorare in sinergia tutti gli equipaggi, alternando ruoli di attacco e di supporto.

Della partita anche il Toyota Gazoo Racing South Africa con Giniel de Villiers, già vincitore assoluto nel 2009. Inoltre non si può non menzionare il team Overdrive Racing che tra le sue fila può annoverare il vincitore della passata edizione Yazeed Al Rajhi. Il primo pilota saudita, della storia della Dakar, a sollevare il trofeo Tuareg vorrà sicuramente confermarsi al vertice.
Quella del 2026 sarà un’edizione della Dakar tutta da seguire. Dacia dovrà dimostrare di poter lottare ad armi pari con i giganti, Ford cercherà la vittoria dopo un lungo periodo di assenza. Mentre Toyota deve difendere lo scettro contro avversari sempre più preparati. In fondo, è proprio questa la magia della Dakar: nessuna certezza, solo la promessa di due settimane di sfida estrema dove l’uomo, la macchina e la sabbia si fondono in un’unica, irripetibile avventura.




