Cyril Blais è il team principal del team monegasco che quest'anno porta il nome di Citroen

FE, Blais (Citroen): «Vogliamo lottare per qualche podio e vincere qualche gara. Sarebbe fantastico essere nel primo terzo della classifica a squadre».

di Mattia Eccheli
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VALENCIA – Cyril Blais è il team principal del team monegasco che quest'anno porta il nome di Citroen, uno dei marchi di Stellantis, che si è impegnato con la Formula E con due marchi: almeno due marchi e l'ipotesi che con la Gen4 torna a essere possibile. Forse addirittura probabile. Il manager è a Valencia assieme alla scuderia per i test che anticipano la stagione 12.

Soddisfatto finora?
«A meno che non abbia i piloti in P1 o P2 non lo sono mai. Ma siamo qui per portare avanti diligentemente il nostro programma. Nei test le prestazioni sono difficili da decifrare perché ci sono parametri diversi tra gomme e pista che cambia. Devi guardare principalmente a te stesso e a San Paolo (dove il 6 dicembre si corre il primo ePrix, ndr) daremo un'occhiata anche a come sono messi gli altri. Siamo abbastanza contenti: la macchina è affidabile e la squadra funziona bene».

E poi avete anche due giovanissimi piloti...
«Come no, due rookies abbiamo ingaggiato (Jean Eric Vergne, classe 1990, e Nick Cassidy, classe 1994, ndr). Seriamente: abbiamo una coppia di piloti molto forte, che sta aiutando e spingendo la squadra a fare meglio. Abbiamo del terreno da recuperare, perché lo scorso anno non abbiamo performato come volevamo. C'è ancora molto lavoro da fare e ci sono consuetudini da modificare. Loro sono i piloti giusti per spingerci a fare meglio e ci stanno già imponendo di farlo».

Almeno con i giornalisti Cassidy è sempre piuttosto abbottonato: con voi parla di più immagino.
«Non ti preoccupare: le parole che semmai risparmia con voi le tiene per noi. Forse è un po' timido, ma la sua passione per il motorsport e la Formula E è incredibile. Ha anche molte idee ed è un grande motivatore».

Ti piacciono le nuove regole?
«Credo che il fatto di non dover più finire il tempo dell'Attack Mode prima del traguardo abbia senso. Dopo quello che è accaduto lo scorso anno, si è ritenuto che ci fossero cose che non si potessero controllare e che quindi non dovessero incidere sul risultato finale: un provvedimento logico. Questo campionato è molto reattivo e anche la scelta di avere un solo Attack Mode nelle gare con il Pit Boost è buona: credo che per gli spettatori ci fossero troppe cose da... “digerire”».

Valencia è la “casa della Formula E”, ma la pista non è esattamente una di quelle “tipo”.
«Qual è un circuito “tipo” della Formula E? Prima andavano in quelli cittadini stretti, mentre adesso ne abbiamo solo alcuni,. Valencia non è la pista più rappresentativa, è vero, ma è un posto fantastico. Abbiamo già visto in passato che essere veloci qui non significa stare davanti anche in campionato».

Qual è l'obiettivo stagionale?
«Vogliamo lottare per qualche podio e vincere qualche gara, se possibile. Se poi riusciamo a essere nel primo terzo della classifica a squadre sarebbe fantastico. Abbiamo due eccellenti piloti, ma sappiamo anche da dove partiamo e c'è una montagna che dobbiamo scalare: non è che il gap che abbiamo rispetto ai migliori sparisce nel corso di una notte solo perché lo vogliamo noi».

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giovedì 30 ottobre 2025 - Ultimo aggiornamento: 12:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA