FE, la domenica dei "senatori": nell'E-Prix di Shanghai Di Grassi (Lola) davanti a Vergne (Citroen), Wehrlein (Porsche) di nuovo in testa al mondiale

FE, la domenica dei "senatori": nell'E-Prix di Shanghai Di Grassi (Lola) davanti a Vergne (Citroen), Wehrlein (Porsche) di nuovo in testa al mondiale

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SHANGHAI – Clamoroso successo della Lola Yamaha Abt nel secondo E-Prix di Shanghai, trascinata sul gradino più alto del podio dal 41enne Lucas di Grassi (nella foto di Andreas Beil), il senatore della Formula E che nella quint'ultima gara della propria carriera ha centrato la quattordicesima vittoria “elettrica”. Il brasiliano – che a Pechino si era aggiudicato la prima gara assoluta del campionato a zero emissioni - non trionfava dal 31 luglio del 2022. L'esito della seconda prova di Shanghai, la 13/a gara della stagione 12, è un pezzo di storia perché il secondo e finora unico due volte iridato è Jean Eric Vergne (Citroen) e il terzo, Joel Eriksson (Envision, motorizzata Jaguar), sale per la prima volta su un podio della Formula E.
Pascal Wehrlein (Porsche), a lungo in testa, si è alla fine dovuto accontentare della quarta posizione, grazie alla quale è tornato al comando del mondiale: il rivale che ha scavalcato, Mitch Evans (Jaguar Tcs), non ha nemmeno potuto prendere il via per via di un problema tecnico che il costruttore deve approfondire. Quinto un altro ex campione del mondo (quattro fra i primi cinque), Sébastien Buemi con la seconda monoposto verde della Envision. Il poleman Felipe Drugovich, con la 99X Electric della Andretti, non è andato oltre la sesta piazza dopo essersi regalato i tre punti della miglior posizione di partenza in griglia, la sesta consecutiva per un powertrain Porsche, l'ottava di questa stagione per il costruttore tedesco.
Drugovich si era imposto nel duello decisivo contro Taylor Barnard, che puntava a celebrare al meglio le 150/a gara in Formula E della Ds: il britannico e il collega della Ds Penske Maximilian Günther hanno chiuso nono e undicesimo. Nella Top 10 anche Nico Müller, settimo con la seconda Porsche, Oliver Rowland (Nissan), ottavo e rientrato nella zona punti con il secondo attack mode con il quale ha incasellato pure il punto del giro veloce, e Dan Ticktum (Cupra Kiro, powertrain Porsche), decimo.
La partenza è avvenuta con le monoposto ferme, ma dopo alcuni giri dietro la safety car per contenere i pericoli legati alla pista bagnata, che si è poi via via asciugata. Già alla prima curva quattro piloti avevano già attivato la potenza aggiuntiva con le due Porsche al comando tre tornate più tardi. Ma alla fine Wehrlein ha dovuto fare con un consumo eccessivo di energia e, nel finale, ha dovuto amministrare la corsa per salvare la posizione, mentre Di Grassi, decimo in griglia, ha sfruttato l'ultimo attack mode per superare prima Eriksson e poi Vergne.
A Tokyo, dove il 25 e 26 luglio si corrono gli E-Prix 14 e 15, Wehrlein (141) arriva da leader con 9 lunghezze di margine su Evans, 27 su Rowland, 30 su Antonio Felix da Costa (Jaguar Tcs), 32 su Jake Dennis (Andretti) e 38 su Edoardo Mortara (Mahindra). Nella classifica a squadre Porsche (237) ha ridotto ulteriormente il ritardo dalla Jaguar Tcs (243), che in Cina ha ceduto 24 punti ai rivali, e sul podio virtuale è salita la Andretti (172) che ha scavalcato la Mahindra (172). Nel trofeo costruttori, grazie alla scuderia cliente Envision, la Jaguar, sempre seconda (334), ha guadagnato 5 lunghezze sulla Porsche (384). Poi Stellantis (192), Mahindra (173), Nissan (151) e Lola (77).




