FE, Müller (Porsche): «Contento, grato e motivato. Impressionato dalla professionalità del team. La prima vittoria? Meglio prima che poi»

FE, spettacolare rimonta di Cassidy (Citroen), suo l'EPrix di Città del Messico davanti a Mortara (Mahindra) e Rowland (Nissan)

FE, Barnard (DS Penske) oltre i cordoli, Buemi (Envision) si prende la pole di Città del Messico.Alle 21 italiane il via all'ePrix

FE, nel segno della Porsche le prime libere di Città del Messico: Dennis davanti a Wehrlein. Poi la Nissan di Rowland, il campione in carica,
VALENCIA – Trentaquattro anni il prossimo febbraio, l'elvetico Nico Müller è uno dei piloti più attesi della stagione 12 della Formula E, quella sche scatta il 6 dicembre a San Paolo, in Brasile. È tutt'altro che un debuttante nel mondiale elettrico (ha una sessantina di partenza all'attivo), campionato nel quale ha anche conquistato un podio, tra l'altro proprio nella sola gara spagnola che si è corsa finora, proprio a Valencia, dove sono in corso i test ufficiali in vista dell'avvio del campionato.
Era già sotto contratto con la Porsche, ma con questo campionato è al volante di una monoposto ufficiale: «Sono contento, sono grato a Porsche e sono motivato», spiega ai box e dopo aver già girato su ottimi tempi. Il powertrain lo conosce dalla passata stagione, quando lo aveva impiegato alla Andretti: «Nel nuovo team ci sono differenze per quanto riguarda il software, le persone e le procedure – sintetizza – La struttura è estremamente professionale, con una cura estrema per ogni aspetto. E nonostante questa attenzione per i dettagli, c'è sempre la volontà di continuare a migliorare».
Müller ha un nuovo compagno di squadra, Pascal Wehrlein: «Gli scambi di informazioni sono molto importanti – spiega – anche perché in questa fase i tempi non sono tutto. Voglio dire: non guardiamo solo a quelli». «Poi – aggiunge – è ovvio che se arrivano tanto meglio. Però siamo concentrati sulle prestazioni più in generale».
Al pilota svizzero manca sempre la vittoria: «Speriamo arrivi in questa stagione, naturalmente meglio prima che poi – sorride – Ho sempre avuto compagni di scuderia forti, tipo lo scorso anno Jake Dennis, che però aveva un altro carattere. Con Pascal ci accomuna una certa impostazione mentale, che trovo piuttosto simile. Tra le cose che voglio imparare c'è la capacità di riuscire a essere più proattivo nelle comunicazioni con gli ingegneri, anche se questa non è esattamente una cosa che si può provare nei test ufficiali».




