FE, Wehrlein (Porsche), "cavaliere solitario" nella notte di Jeddah: vince e passa al comando del mondiale. Domani si replica

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FE, Mortara (Mahindra), il poleman di Jeddah, l'italo svizzero di nuovo davanti a tutti in griglia. Alle 20.05 il via all'ePrix

FE, Wehrlein (Porsche), "cavaliere solitario" nella notte di Jeddah: vince e passa al comando del mondiale. Domani si replica
JEDDAH – Pascal Wehrlein, il “cavaliere solitario" della notte saudita: «Grazie alla squadra», dice mentre è ancora in macchina e subito dopo aver tagliato il traguardo sul circuito Corniche di Jeddah, dove ha centrato la sua nona affermazione in Formula E. Il pilota della Porsche ha coronato con successo una delle rare “fughe” del mondiale elettrico. Con una strategia questa volta impeccabile il tedesco ha condotto l'ePrix e guidato praticamente da solo da metà gara in poi. Assieme a lui sul podio anche il poleman svizzero con passaporto italiano Edoardo Mortara (Mahindra), che non ha sfruttato la posizione di partenza, persa subito, e Mitch Evans (Jaguar Tcs), che era scattato decimo e il cui piazzamento conferma la competitività della scuderia britannica, che aveva cominciato piuttosto male il campionato.
Il giro in più (32 anziché i 31 previsti per via della Full Course Yellow chiamata in avvio a causa del contatto tra Zane Maloney con la monoposto dalla Lola Yamaha Abt e Pepe Martì con quella della Cupra Kiro) non ha comportato problemi particolari in una gara seguita in tribuna da pochi intimi e che ha regalato meno emozioni rispetto a quelle cui la Formula E aveva abituato ultimamente. La “prima volta” con un solo Attack Mode nella gara con il Pit Boost è filata liscia, anche se alcune scuderie hanno indubbiamente saputo leggere (o preparare) meglio la prova. Già prima della partenza, Nyck de Vries ha dovuto lasciare la griglia e non ha nemmeno preso il via. Quasi subito dopo è uscito di scena anche Maloney e successivamente a Joel Eriksson (Envision) è stato inflitto un passaggio ai box che lo ha sostanzialmente escluso dalla gara.
Maximilian Günther (Ds Penske) è stato il primo a prendersi l'Attack Mode, ma non è riuscito a sfruttarlo al meglio, esattamente come l'ingresso per il Pit Boost prima degli altri di Eriksson e di Oliver Rowland (Nissan) non ha sortito grandi risultati. Completato il valzer ai box per la ricarica obbligatoria, è risultato chiaro che solo Wehrlein (complice qualche eventuale incidente) avrebbe potuto perdere la corsa. Alla fine, grazie alla potenza aggiuntiva cui hanno fatto ricorsi i vari piloti, tre elvetici hanno chiuso nella Top 10: Nico Müller (Porsche), quarto, e anche Sébastien Buemi (Envision, motorizzata Jaguar) settimo (18/o al via). Antonio Felix da Costa (Jaguar Tcs) è arrivato quinto guadagnando una posizione rispetto alla sesta di partenza, seguito da Nick Cassidy (Citroen), che nel finale ha recuperato dalla 13/a alla 6/a piazza.
Il compagno di squadra Jean Eric Vergne ha confermato l'ottavo posto della griglia, seguito da Jake Dennis (Andretti, powertrain Porsche) e da Taylor Barnard. Günther, partito in prima fila, è andato in bianco. Nella generale, Wehrlein si è portato al comando (64) scavalcando Cassidy (48), tallonato ad una sola lunghezza da Mortara (47). Vicinissimi anche Müller (45), Evans (41), Dennis (39) e Rowland (34), al suo secondo ePrix di fila senza punti. Fra le squadre, la Porsche (109) ha allungato ulteriormente e alla vigilia della prova di domani vanta 50 lunghezze di margine sulla Mahindra, 53 sulla Citroen e 54 sulla Jaguars Tcs. Anche nel trofeo Costruttori è davanti la casa tedesca: 125 punti contro gli 81 della Jaguar, i 77 di Stellantis e i 58 della Mahindra.




