Wehrlein (Porsche): «Qui a Londra non eravamo i favoriti, ma abbiamo sfoderato una grande prestazione»

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LONDRA – Pascal Wehrlein è il nuovo campione del mondo della Formula E. Il tedesco, 30 anni il prossimo ottobre, è misurato anche nella sua gioia e non solo perché vicino a lui c'è uno dei grandi sconfitti della decima stagione, Micth Evans. Il pilota della Tag Heuer Porsche l'ha spuntata facendosi largo fra i rivali della Jaguar Tcs, entrambi virtuali vincitori del titolo individuale a gara in corso. Alla fine, però, ha trionfato malgrado la piazza d'onore dell'ePrix conclusivo, ma grazie anche al successo del giorno prima (44 punti su 58 possibili a Londra).
«Vincere è una bella sensazione», ammette con il trasporto contenuto di uno che lavora meticolosamente e non necessariamente sotto i riflettori. «La pressione era tanta, ma si è sciolta una volta tagliato il traguardo», precisa. «Sono molto orgoglioso della squadra e di come ha lavorato – prosegue – Quello che è stato fatto in questi anni è stato ripagato». «Qui a Londra non eravamo i favoriti – spiega ancora – anche perché non avevamo mai ottenuto grandi risultati, ma abbiamo sfoderato una grande prestazione».
Alla domanda sulla sua carriera (l'infortunio e l'esclusione della Formula 1) e sul bilancio di questi anni, Wehrlein esordisce con un sorriso: «Diciamo che penso di saper guidare le macchine abbastanza bene – scherza – e anche se le cose non vanno sempre per il verso giusto le cose che contano di più per me sono mia figlia e la mia famiglia, che quest'anno mi hanno seguito nelle gare europee. Se mi guardo indietro non ho rimpianti».
A proposito della stagione appena conclusa (3 vittorie e 2 secondi posti, ma solo due ePrix senz punti), il neo campione del mondo osserva che la «battaglia è stata qualche volta corretta, qualche volta meno e alla fine hanno lottato per il titolo tre piloti, vicinissimi»: «Credo che siano state una stagione e un fine settimana spettacolari. Immagino che che gli appassionati non possano chiedere di meglio. A me è piaciuto, spero anche a voi».



