IGTC, dominio BMW: Valentino Rossi vince la 8 Ore di Indianapolis, a Kelvin van der Linde il titolo

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INDIANAPOLIS – Non importa se con le due o con le quattro ruote, per Valentino Rossi conta una sola cosa: vincere. Diciassette anni dopo il trionfo in MotoGP sul tracciato di Indianapolis, il campione di Tavullia è tornato a esultare nello stesso scenario, questa volta nell’Intercontinental GT Challenge. A bordo della BMW M4 GT3 del Team WRT, condivisa con Charles Weerts e Kelvin van der Linde, Rossi ha conquistato un successo dal valore sportivo e simbolico. Per van der Linde, invece, è arrivata la consacrazione definitiva. Al suo primo anno con la Casa di Monaco di Baviera, il sudafricano ha aggiunto al titolo Sprint Cup e a quello Overall del GT World Challenge Europe anche la corona dell’IGTC completando un tris stagionale che nessuno era mai riuscito a ottenere.
La sesta edizione della 8 Ore di Indianapolis si è rivelata tutt’altro che lineare, segnata da condizioni meteo imprevedibili e da una lunga interruzione. Dopo una partenza asciutta, la corsa si è accesa fin dalle prime battute con un intenso duello tra le BMW del Team WRT e le Mercedes AMG schierate dal GMR e dal Lone Star Racing. Jules Gounon aveva portato in pole la Mercedes AMG GT3 che, affidata a Lin Hodenius, nelle prime fasi è riuscita a mantenere la leadership. Tuttavia un contatto con una Porsche doppiata gli è costato una penalità che ha fatto scivolare Hodenius a centro gruppo.
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Tra i protagonisti della rimonta iniziale c’è stato Philipp Eng, autore di una prova maiuscola con la BMW M4 GT3 del Random Vandals Racing. Partito dalla decima posizione, l’austriaco ha inanellato sorpassi fino a portarsi in testa, ma la sua gara è terminata anzitempo per un problema meccanico che lo ha costretto al ritiro. In quel momento i riflettori si sono spostati su Al Faisal Al Zubair, al volante della BMW del WRT, e su Maro Engel a tenere alto l’onore di Mercedes.
Nella terza ora, è entrato in scena Raffaele Marciello, che ha preso il volante della M4 GT3 del WRT, e con un sorpasso deciso alla prima staccata su Luca Stolz ha conquistato la vetta della corsa. Poco dopo, anche Kelvin van der Linde ha trovato lo spazio per superare la Mercedes e issarsi al secondo posto. Sembrava l’inizio di una sfida a tre per la vittoria, ma il meteo ha voluto dire la sua. Il cielo su Indianapolis si è fatto minaccioso, solcato da lampi e fulmini, e nel giro di pochi minuti la pioggia si è trasformata in un muro d’acqua. La direzione gara non ha avuto altra scelta e ha sospeso la competizione per oltre due ore.
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Quando le vetture sono tornate in pista, con poco più di un’ora e mezza sul cronometro, la pioggia continuava a cadere senza tregua. È stato in quel frangente che il muretto del Team WRT ha giocato la mossa vincente: un pit-stop anticipato per rifornire e resettare il tempo di guida di Van der Linde al limite dei 65 minuti consentiti. Una scelta tattica che si è rivelata determinante, poiché ha permesso al sudafricano di rientrare in pista proprio davanti a Marciello quando la gara è ripartita.
Con il passare dei minuti le condizioni si sono ulteriormente deteriorate, fino a rendere impossibile qualsiasi tentativo di recupero. Dopo una breve ripartenza, una nuova neutralizzazione ha congelato le posizioni fino alla bandiera a scacchi. Kelvin van der Linde ha così tagliato il traguardo in prima posizione davanti alla Mercedes di Engel, Stolz e Tom Kalender, mentre Marciello, Al Zubair e Augusto Farfus hanno completato il podio con la seconda BMW del WRT. Anche se l’epilogo è arrivato dietro la safety car, il successo ha avuto un peso specifico enorme: BMW ha conquistato il titolo Costruttori GT3 dell’IGTC e il terzo trionfo consecutivo nella 8 Ore di Indianapolis.
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Appena fuori dal podio, in quarta posizione, la BMW del Random Vandals Racing condotta da Conor Daly, Kenton Koch e Connor De Phillippi, autori di una prova costante e di grande regolarità. Quinta posizione per la Porsche 911 GT3 R del team RS1, con Alex Sedgwick, Jan Heylen e Alessio Picariello protagonisti di una rimonta spettacolare dal ventitreesimo posto in griglia. Sesta piazza per la Mercedes AMG GT3 del 75 Express di Kenny Habul, Chaz Mostert e Will Power, risultato che ha consegnato ad Habul la vittoria nella Independent Cup.
Il successo nella classe ProAm è andato alla Porsche 911 GT3 R dell’Herberth Motorsport, condivisa da Dustin Blattner, Alfred Renauer e Dennis Marschall, che hanno preceduto la vettura gemella del Wright Motorsports guidata da Antares Au, Loek Hartog e Patric Niederhauser. Terza di categoria la BMW M4 GT3 del Turner Motorsport affidata a Patrick Gallagher, Justin Rothberg e Robby Foley, che con questo risultato hanno conquistato anche il titolo ProAm del GT World Challenge America.
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A completare il quadro, la vittoria in classe Am è andata alla Ferrari 296 GT3 di AF Corse USA, con Marcelo Hahn, Allam Khodair e Christian Hahn che hanno preceduto la Ford Mustang GT3 del Dollahite Racing. Una chiusura perfetta per una gara intensa e condizionata dal meteo, ma capace di offrire spettacolo e confermare ancora una volta la competitività delle GT3 a livello globale.
Per Valentino Rossi, il ritorno sul gradino più alto a Indianapolis ha un sapore speciale, quello di una pista che sembra continuare a portargli fortuna. Per Kelvin van der Linde, invece, è la definitiva consacrazione: un campionato dominato, una tripletta storica e la certezza di essere oggi uno dei piloti GT più completi e vincenti del panorama internazionale.
Intercontinetal GT Challenge – 8 Ore di Indianapolis: Risultati Gara




