Mercedes, dopo 10 anni torna al successo nella 24 Ore del Nürburgring. Verstappen costretto alla resa

Mercedes, addio a 87 anni all'ex pilota Dieter Glemser. Quasi 100 gare vinte, campione Turismo nel 1971 e manager del motorsport

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NÜRBURGRING – Dieci anni dopo l’ultima affermazione, Mercedes è tornata a conquistare l’Inferno Verde. La 54ª edizione della 24 Ore del Nürburgring, disputata davanti a oltre 352.000 spettatori, ha premiato il Winward Team Ravenol. Il quartetto formato da Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin, ha riportato la Casa della Stella sul primo gradino del podio al termine di una gara praticamente perfetta al volante della Mercedes-AMG GT3.
Il successo assume un valore ancora maggiore considerando come era iniziato il fine settimana della squadra. La vettura vincitrice era infatti scattata solamente dalla venticinquesima posizione dopo l’incidente di Engel durante il Top Qualifying del venerdì. Il team è stato costretto a una lunga notte di lavoro per ricostruire la Mercedes in tempo per il via, ma da quel momento la corsa del team Winward è cambiata radicalmente. In un’edizione caratterizzata da pioggia, neutralizzazioni e continui colpi di scena, la Mercedes AMG GT3 è riuscita a evitare errori, penalità e problemi tecnici.
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Per gran parte della gara, però, il successo sembrava destinato all’altra Mercedes schierata dal Winward sotto le insegne del Verstappen Racing. Daniel Juncadella, Max Verstappen, Jules Gounon e Lucas Auer avevano preso il comando già nella serata di sabato imponendo un ritmo elevatissimo durante la notte. Il debutto di Verstappen nella 24 Ore del Nürburgring aveva subito attirato l’attenzione, con il quattro volte campione del mondo di Formula 1 protagonista anche di un intenso confronto diretto con Maro Engel prima di costruire un margine vicino ai 30 secondi nella mattinata di domenica.
La gara sembrava avviarsi verso una doppietta Mercedes e Winward quando, a poco più di tre ore dal termine, è arrivato il colpo di scena decisivo. Appena salito in vettura dopo un doppio stint di Verstappen, Juncadella ha iniziato improvvisamente a rallentare. Inizialmente il sospetto si era concentrato su un problema all’ABS di origine elettrica, ma le verifiche ai box hanno evidenziato la rottura della trasmissione accompagnata da danni al retrotreno.
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La Mercedes del Verstappen Racing è così uscita dalla lotta per la vittoria. Ma, nonostante il pesante problema tecnico, il team ha comunque deciso di riparare la vettura e riportarla in pista nel finale, chiudendo in trentottesima posizione. Un epilogo simbolico per onorare il debutto nel mondo dell’endurance di Verstappen davanti al grande pubblico del Nürburgring.
Per Engel è arrivata così la seconda affermazione assoluta nella classica dell’Eifel, dieci anni dopo il primo trionfo coinciso proprio con l’ultima vittoria Mercedes. Stolz ha invece conquistato il suo primo successo assoluto dopo diversi piazzamenti sul podio, mentre Fabian Schiller ha migliorato il secondo posto ottenuto nel 2022. Per Maxime Martin, invece, il trionfo rappresenta il coronamento di una lunga rincorsa fatta di successi di classe e numerosi podi assoluti sfiorati.
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Con la vittoria ormai assegnata, l’attenzione si è spostata sulla lotta per le posizioni alle spalle della Mercedes. A conquistare il secondo posto è stata la Lamborghini Huracán GT3 di ABT affidata a Mirko Bortolotti, Luca Engstler e Patric Niederhauser, protagonisti di una rimonta eccezionale dopo un inizio complicatissimo. Già alla prima curva, infatti, Juncadella aveva colpito il posteriore sinistro della Lamborghini provocando una foratura e costringendo l’equipaggio a inseguire sin dai primi chilometri.
Il trio della Casa di Sant’Agata Bolognese ha però reagito sfruttando il ritmo della Huracán e recuperando progressivamente terreno. Nel finale il podio è sembrato nuovamente in pericolo quando è arrivata una penalità di 86 secondi per violazione del regime di Code 60. Mirko Bortolotti è stato così chiamato a uno stint conclusivo ad altissima intensità, continuando a spingere nonostante la pioggia con pneumatici slick per costruire un margine sufficiente sugli inseguitori.
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Alle sue spalle Mattia Drudi ha tentato fino all’ultimo il recupero con l’Aston Martin Vantage GT3 del Walkenhorst Motorsport condivisa con Christian Krognes e Nicki Thiim. La scelta delle gomme intermedie nell’ultimo stint aveva permesso all’italiano di recuperare secondi preziosi nelle fasi finali della corsa e il sorpasso sembrava possibile. Tuttavia una neutralizzazione Code 60 sull’ultimo giro, nel tratto del Döttinger Höhe, ha rallentato la rimonta dell’Aston Martin consentendo alla Lamborghini di conservare il secondo posto con appena 16 secondi di vantaggio. Per Aston Martin il terzo posto ha comunque rappresentato il miglior risultato di sempre nella 24 Ore del Nürburgring.
In quarta posizione ha concluso la BMW M4 GT3 del Rowe Racing con Dan Harper, Max Hesse, Sheldon van der Linde e Dries Vanthoor. L’equipaggio è riuscito a recuperare dopo un testacoda di Harper nel primo giro e ha limitato i danni per BMW, soprattutto dopo il ritiro della vettura numero 1 vincitrice dell’edizione 2025, fermata da problemi durante il rifornimento. Tra le sorprese della corsa spicca anche il quinto posto assoluto della BMW M3 Touring 24H di Jens Klingmann, Ugo de Wilde, Connor De Phillippi e Neil Verhagen, vincitrice della classe SP-X. La station wagon tedesca ha impressionato per prestazioni e velocità, riuscendo in alcuni momenti persino a lottare con le Mercedes di testa.

Più difficile invece la gara di Porsche. La migliore 911 GT3 R ha chiuso sesta con Laurin Heinrich, Laurens Vanthoor e Ricardo Feller dopo una corsa segnata dai problemi delle vetture di riferimento della Casa di Weissach. Le speranze del Manthey Racing erano svanite già nelle prime ore quando Kevin Estre era finito contro le barriere a Brünnchen dopo aver perso il controllo su una chiazza d’olio. Durante la notte erano poi arrivati anche gli incidenti che avevano eliminato le Porsche Falken e Dunlop.
Settima posizione per la Ford Mustang GT3 di Christopher Mies, Dennis Olsen, Frédéric Vervisch e Frank Stippler, rallentata da una foratura e da una penalità. Ottava la Porsche del Dinamic GT con Michael Christensen, Joel Sturm, Bastian Buus e Loek Hartog, mentre l’altra vettura della squadra italiana ha vissuto un finale amaro dopo l’incidente di Alessandro Ghiretti nell’ultima ora, episodio che ha provocato anche un incendio.
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A completare la top ten sono state la BMW dello Schubert Motorsport guidata da Philipp Eng, Charles Weerts, Robin Frijns e Marco Wittmann e la Porsche del Losch Motorsport by Black Falcon di Daan Arrow, Patrick Assenheimer, Tobias Mueller e Dylan Pereira, vincitrice della classe SP9 Pro-Am. Nella SP9 Am il successo è andato invece alla Porsche del Black Falcon Team EAE con Gabriele Piana, Mike Stursberg, Thomas Kiefer e Mustafa Mehmet Kaya.
IGTC – 24 Ore del Nürburgring: Risultati Gara




