Il penultimo degli "italiani", Lucas Di Grassi esce di scena dopo 165 gare in Formula E e un titolo piloti
LONDRA – A Pechino, il 13 settembre del 2014, era stato il primo vincitore di una gara di Formula E, quando ancora ancora i piloti dovevano cambiare auto a metà gara per arrivare in fondo all'E-Prix. Lucas Di Grassi, brasiliano di San Paolo con origini italiane (il nonno era di Polignano a Mare), ha appena compiuto 42 anni e a Londra, peraltro senza troppoa fortuna (due gare, due ritiri), ha corso l'ultima prova della sua carriera da pilota (il solo "italiano", pure lui con doppio passaporto, è lo svizzero della Mahindra Edoardo Mortara), che lo aveva anche condotto in Formula 1, classe nella quale ha gareggiato nel 2010 con la Virgin. «Non è stato un finale da sogno – ammette l'asso brasiliano – La macchina ha avuto un problema elettrico e ho dovuto fermarmi alla fine del rettilineo».
Con le sue 165 presenze, del mondiale era l'ultimo senatore, il solo a non aver saltato volontariamente alcun E-Prix: nella stagione 9 non era potuto partire a Città del Capo perché sulla Mahindra era stato riscontrato un problema tecnico e la scuderia aveva deciso di non schierare le proprie monoposto. Il brasiliano ha vinto 14 gare, l'ultima delle quali a Shanghai, in Cina, dove tutto era cominciato. Nei suoi anni in Formula E ha collezionato anche 42 podi, quattro pole, 12 giri veloci per un totale di 1.109 punti e, soprattutto, conquistando il titolo piloti nella terza stagione con la Audi Abt, che aveva anche vinto l'alloro a squadre. La Abt lo aveva poi richiamato nel 2024 quando era rientrata in Formula E. Di Grassi è stato anche due volte vice campione della Formula E e una volta terzo.
«Sono molto felice di aver trascorso questi due anni con la Lola – ha aggiunto a proposito del costruttore che ha rilevato la licenza dalla Abt – Ringrazio di cuore gli ingegneri, i meccanici e il management per tutto il supporto e per tutto ciò che abbiamo costruito insieme in questi due anni. Non dimentichiamo che siamo stati la squadre esordiente riuscita a conquistare più velocemente un podio e una vittoria in Formula E: quello che abbiamo realizzato con la Lola entrerà nella storia. Mi sono davvero divertito in questi due anni, abbiamo avuto alti e bassi, e momenti molto emozionanti, ma ho creato tanti ricordi e stretto tante amicizie che porterò sempre nel cuore».
A Londra gli hanno reso omaggio in tanti e la regia della Formula E è anche risucita a farlo commuovere con una “collezione” di testimonianze di colleghi e di familiari, incluso il padre e la moglie: «Loro sanno i sacrifici che fa un pilota – dice – e sanno anche quanto pesano le molte notti lontane da casa». «Lucas ci ha aiutato a crescere, migliorare e progredire. Non vediamo l'ora di scoprire cosa farà in futuro in questo sport», sintetizza Mark Preston, il team principal di Lola Yamaha, per l'ultima volta ancora anche Abt. Il manager ha ringraziato sia il brasiliano sia il personale della squadra tedesca.




