La 963 LMDh ha confermato il proprio dominio nella classica della Florida conquistando la 64ª edizione della maratona americana

IMSA: terzo sigillo consecutivo di Porsche nella 24 Ore di Daytona, BMW conquista la vittoria in GT3

di Michele Montesano
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DAYTONA – Per il terzo anno consecutivo la 24 Ore di Daytona parla tedesco, o meglio parla Porsche. La 963 LMDh ha confermato il proprio dominio nella classica della Florida conquistando la 64ª edizione della maratona americana al termine di una gara lunghissima, complessa e segnata da condizioni ambientali estreme. A firmare il successo è stato ancora una volta Felipe Nasr, protagonista assoluto di un finale al cardiopalma che gli ha permesso di centrare la terza vittoria consecutiva a Daytona, eguagliando un primato storico condiviso con Peter Gregg ed Helio Castroneves.

Il brasiliano, affiancato da Julien Andlauer e Laurin Heinrich sulla Porsche Penske Motorsport, ha gestito con grande freddezza le ultime concitate fasi di una corsa rimasta in bilico fino alla bandiera a scacchi. Dopo 24 ore di gara, Nasr ha tagliato il traguardo con poco più di un secondo e mezzo di vantaggio su Jack Aitken, al volante della Cadillac V-Series.R LMDh dell’Action Express Racing. Un margine minimo che racconta meglio di qualsiasi parola l’intensità di una sfida rimasta aperta fino all’ultimo giro.

Quella di quest’anno è stata un’edizione destinata a rimanere negli annali soprattutto per quanto accaduto nelle ore notturne. Una fitta nebbia ha infatti costretto la direzione gara a neutralizzare la corsa per un totale di 6 ore e 33 minuti in regime di Full Course Yellow, un record assoluto nella storia della 24 Ore di Daytona. Di fatto oltre un quarto della gara si è svolto a velocità controllata dietro la safety car, stravolgendo strategie, riferimenti e ritmi di gara. Con l’arrivo dell’alba, però, il copione è cambiato radicalmente, lasciando spazio a una lunga e serrata volata finale di circa sei ore che ha riportato tutto in discussione.

Il box Porsche Penske Motorsport ha saputo sfruttare al meglio la lunga neutralizzazione notturna per sistemare e ottimizzare le proprie vetture, consentendo alle 963 LMDh di tornare competitive al momento del restart. A poco più di due ore dalla fine è stato Andlauer a prendere il comando, approfittando della sequenza di soste per precedere il compagno di squadra Laurens Vanthoor. Da quel momento in poi la responsabilità è passata nelle mani di Nasr, chiamato a difendersi dal ritorno furioso della Cadillac affidata ad Aitken.

Il britannico, supportato da Earl Bamber, Fred Vesti e Connor Zilisch, ha tentato in ogni modo di spezzare l’egemonia Porsche, sfruttando una V-Series.R particolarmente efficace sui rettilinei. Nei tratti più guidati, però, la 963 LMDh ha mostrato una maggiore consistenza, consentendo a Nasr di rispondere colpo su colpo agli attacchi dell’avversario. Dopo diversi tentativi andati a vuoto, Aitken ha dovuto arrendersi, lasciando a Porsche la gioia di un’altra vittoria assoluta.

Il successo di Nasr è stato condiviso con Julien Andlauer e Laurin Heinrich, entrambi al primo trionfo nella maratona americana. In particolare il giovane tedesco si è messo in grande evidenza nonostante fosse appena alla sua seconda gara al volante della 963 LMDh. Più amaro invece il risultato per l’altra Porsche ufficiale, quella affidata a Kevin Estre, Laurens Vanthoor e Matt Campbell, che ha perso terreno nel momento decisivo della corsa scivolando alle spalle della Cadillac di Aitken e della BMW M Hybrid V8 LMDh.

Proprio BMW rappresenta una delle note più positive di questa edizione. Dopo prove e qualifiche complicate, le vetture di Monaco hanno mostrato un passo decisamente più solido in gara, conquistando un inatteso ma meritato terzo posto assoluto con Dries Vanthoor, Sheldon van der Linde, Robin Frijns e René Rast. Un risultato che premia il lavoro del Team WRT, al debutto assoluto nella classe GTP dell’IMSA, e che conferma i progressi della LMDh bavarese. Più in difficoltà invece l’altra BMW, condivisa da Raffaele Marciello, Kevin Magnussen, Marco Wittmann e Philip Eng, costretta ad accontentarsi dell’ottava posizione finale.

A completare la top-5 assoluta è stata l’Acura ARX-06 LMDh del Meyer Shank Racing, nonostante una perdita della ruota anteriore sinistra nel corso della notte. Renger Van der Zande, Nick Yelloly, Alex Palou e Kaku Ohta sono riusciti a limitare i danni, mentre l’altra Acura ha sofferto maggiormente l’innalzarsi delle temperature nelle fasi finali, chiudendo solamente al nono posto.

Bilancio in chiaroscuro per Cadillac. Se l’Action Express Racing ha lottato fino all’ultimo per la vittoria assoluta, le vetture del Wayne Taylor Racing hanno vissuto una gara decisamente più complicata. A poco più di due ore dalla fine Ricky Taylor è stato costretto al ritiro per un principio di incendio al motore, mentre l’altra Cadillac WTR ha chiuso sesta davanti alla Porsche privata del JDC-Miller Motorsports. Gara difficile anche per l’Aston Martin Valkyrie LMH, rallentata prima da problemi elettrici e poi da una lunga sosta per la riparazione di una sospensione.

In classe LMP2 il successo è finalmente arrivato per il team CrowdStrike Racing by APR, che dopo averlo solo sfiorato negli anni precedenti è riuscito a conquistare la vittoria grazie a una strategia impeccabile e a una gestione estremamente regolare della gara. George Kurtz, insieme a Malthe Jakobsen, Toby Sowery e Alex Quinn, ha tagliato il traguardo al termine di un finale deciso negli ultimi quindici minuti, al momento dell’ultimo rabbocco di carburante.

L’Inter Europol Competition ha dovuto accontentarsi delle altre posizioni sul podio. Tom Dillmann, Antonio Felix Da Costa, Jeremy Clarke e Bijoy Garg hanno conquistato il secondo posto precedendo i compagni di squadra Nick Cassidy, Nolan Siegel, Georgios Kolovos e Kuba Smiechowski. Tra i delusi sono da annoverare il team United Autosports e l’AO Racing. A lungo in lotta per la vittoria di classe, entrambe le squadre si sono poi dovute accontentare dell’arrivo in top-5.

Grande spettacolo in GTD Pro, dove si è assistito a un duello tutto tedesco. Nonostante una partenza dal fondo della griglia di classe per una non conformità tecnica riscontrata in qualifica, la BMW M4 GT3 del Paul Miller Racing è riuscita a imporsi grazie a una rimonta straordinaria. Connor De Phillippi, Dan Harper, Max Hesse e Neil Verhagen hanno avuto la meglio per poco più di due secondi sulla Mercedes-AMG GT3 del 75 Express, al termine di una gara caratterizzata da ben nove neutralizzazioni.

Decisiva è stata l’ultima sequenza di pit stop, che ha permesso alla BMW di tornare in pista con un margine sufficiente per consentire ad Harper di gestire l’ultimo stint, nonostante una radio non funzionante e la necessità di risparmiare carburante. Il successo ha regalato alla BMW la prima vittoria in GTD Pro a Daytona, mentre il terzo posto è andato alla Mercedes-AMG GT3 del Winward Racing. Più amaro il bilancio per Corvette, grande protagonista a prima di incappare in problemi tecnici che hanno compromesso il risultato finale.

In GTD la vittoria è arrivata al termine di una volata mozzafiato. A imporsi è stata la Mercedes-AMG GT3 del Winward Racing, guidata da Philip Ellis, Russell Ward, Indy Dontje e Lucas Auer, dopo un duello serratissimo con l’Aston Martin Vantage GT3 del Magnus Racing. Sorpassi, contatti e difese al limite hanno animato l’ultima ora di gara, con il sorpasso decisivo di Ellis alla chicane Le Mans. Il margine finale di poco più di un secondo racconta una battaglia intensa e spettacolare.

Aston Martin ha piazzato una seconda vettura sul podio grazie a Mattia Drudi spalleggiato da Tom Gamble, Zach Robichon ed Eduardo Barrichello, mentre la Corvette di Autosport ha chiuso quarta dopo una gara in rimonta e segnata anche da episodi concitati ai box. La Ferrari di AF Corse, a lungo tra le protagoniste con Antonio Fuoco, Tommaso Mosca, Simon Mann e Lilou Wadoux, ha completato la top-5 pur pagando un calo di prestazione nel finale.

Appena conclusa la 24 Ore di Daytona, è già tempo di voltare pagina. Il prossimo appuntamento della serie IMSA SportsCar Championship sarà un’altra grande classica dell’Endurance mondiale, vale a dire la 12 Ore di Sebring. I motori si riaccenderanno sull’iconico circuito della Florida il fine settimana del 22 marzo prossimo.

IMSA – 24 Ore di Daytona: Risultati Gara

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lunedì 26 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:34 | © RIPRODUZIONE RISERVATA