Bastien Schupp, respondabile marketing della DS saluta la Formula E

L'addio di Ds Automobiles alla Formula E, Schupp: «Momento importante e triste. Ci sarebbe piaciuto lasciare a un livello più alto»

di Mattia Eccheli
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LONDRA – Dal motorsport elettrico, alla vela: è il percorso della Ds, il giovane marchio francese, ultimo nato del gruppo Stellantis, che a Londra si congeda dalla Formula E: «La nostra ultima gara, dopo undici anni – confessa Bastien Schupp, responsabile del marketing di Ds Automobiles – Si tratta di un momento importante e allo stesso tempo triste, anche se quella di lasciare è stata una decisione nostra. È un peccato andarsene da questo campionato, ma siamo contenti di cominciare con qualcosa di nuovo con il SailGp».

Rimpianti?

«Dal punto di vista sportivo avremmo preferito chiudere con qualche bel risultato in più in queste ultime due stagioni. E questa è stata particolarmente difficile. Ci sarebbe piaciuto lasciare ad un livello più alto, piuttosto che in uno relativamente basso».


Altro?

«Dal punto di vista del marketing, da uomo di marketing, devo ammettere che mi rammarico che non siamo riusciti a trarne maggiori vantaggi. Se guardo ad alcune squadre e ai loro risultati, non troppo buoni, vedo che sono riusciti a ottenere una grande risonanza. Mi dispiace che non siamo riusciti a dare risalto alle nostre attività, in particolare quando vincevano e riuscivano a battere i costruttori più blasonati».

Ve ne andate quando la Formula E fa si accorda con la piattaforma Dinsey+...

«È una bella notizia perché garantirà una belle visibilità e soprattutto assicurerà stabilità: così anche quando uno è in giro sa dove seguirla».

Come mai avete deciso di passare dalla Formula E alla vela, al SailGp?

«Perché riteniamo di aver ottenuto tutto ciò che si poteva ottenere dalla Formula E. Dopo undici anni, come costruttore con il maggior numero di punti, che per la prima volta ha superato i duemila, due campionati vinti e aver anche trasferito quello che ci serviva dal punto di vista tecnologico per le auto di serie, sentivamo il bisogno di un cambiamento anche dal punto di vista interno, della comunicazione e con la stessa rete di vendita. Non è che puoi ripetere all'infinito una stessa storia».

Cosa ha funzionato in Formula E?

«Abbiamo imparato che con questa piattaforma è più semplice attivare iniziative che coinvolgano diversi tipi di pubblico, più giovane e femminile, rispetto a competizioni di tipo convenzionale»

Cosa vi mancherà?

«L'eccitazione che abbiamo vissuto assieme, tra Ds Performance e la scuderia Ds Penske, che sono una grande famiglia, che naturalmente non esisterà più. Anche la comunità della Formula E è una grande famiglia e non farne più parte ci mancherà. Abbiamo sperimentato tecnologie e se abbiamo raggiunto certe percorrenze sulle auto di serie, come i 750 chilometri della N° 8, è anche grazie all'esperienza maturata in Formula E».

In conclusione?

«La Formula E è nata per percorrere una strada diversa: la strategia giusta, non andare cioè nei circuiti permanenti, ma nelle città per dire che “siamo completamente elettrici”. Un campionato con un messaggio chiaro. Agli appassionati del motorsport puro e convenzionale il silenzio e le prestazioni inferiori impedivano di considerare la Formula E come una classe seria, mentre parla a un pubblico diverso. Con le nuove monoposto più potenti sarà interessante capire come la Formula E e la Formula 1 coesisteranno, anche perché si vede come le innovazioni che avvicinano la classe regina all'elettrificazione vengano osteggiate: dagli appassionati, ma anche dai piloti. La strada è ancora lunga, anche perché la Formula E e le sue regole non erano immediatamente di facile comprensione, ma quando si ha la giusta familiarità ci si rende conto che le gare sono ancora più intriganti perché sono più vicine al gaming e succede sempre qualcosa. La cosa buona è stata la stabilizzazione: ho in mente un campionato in cui fino alla fine erano in corsa in undici, una sorta di lotteria: non era credibile. Se posso permettermi un consiglio, eviterei il paragone con la Formula 1, che è un'altra cosa».

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domenica 16 agosto 2026 - Ultimo aggiornamento: 17:27 | © RIPRODUZIONE RISERVATA