Mark Webber: «Zanardi era un guerriero assoluto». E l'ex pilota di F1 racconta di quella standing ovation per Alex a Londra
BERLINO – Mark Webber, ex pilota di Formula 1, fa vedere un video che gli hanno mandato ieri dall'Italia in cui si vede Alex Zanardi alla maratona di Venezia accompagnare e spingere un'altra “carrozzina” al traguardo per poi scendere dalla propria handbike per abbracciare e incoraggiare il ragazzo che ci era seduto: «Un guerriero assoluto», dice, ricordando di averlo conosciuto prima degli incidenti e incontrato anche dopo il primo perché assieme a lui e alla famiglia voleva portare avanti un progetto, poi tramontato dopo lo scontro con il camion. «Su ogni persona che ha “toccato” nella sua vita è riuscito ad avere un impatto», aggiunge.
«Ricordo quella volta, quando ero a Londra per un evento – prosegue Webber – Credo di non aver mai visto una standing ovation come quella riservata a lui, quando è salito sul palco: in tutta la mia vita credo di non aver mai assistito a una cosa simile». «Lo spirito e la passione che aveva, la motivazione che lo ha portato anche a vincere le medaglie d'oro: la sua nuova svolta», commenta. «Aveva accettato di non poter controllare il futuro, ma era così eccezionale da essere riuscito a superare anche il fatto che gli fossero state sottratte una serie di capacità senza mai smettere di andare avanti, continuare a guidare, andare alle olimpiadi», continua Webber.
A Berlino anche per seguire le gare di Formula E, oltre che per i 75 anni di Porsche, marchio di cui è anche collezionista (nella foto di Andreas Beil mentre scende da una di quelle storiche che ha guidato alla vigilia dell'E-Prix), l'ex pilota dice ancora che «Zanardi era una persona molto, molto rara e speciale, che ha avuto anche un'influenza enorme nel motorsport». A proposito del mondiale elettrico osserva che «ha fatto grande progressi»: «Tuttavia credo ci siano aree in cui può crescere ancora – avverte – Da quello che sento, i piloti sono orgogliosi della Gen4 e questo è importante, perché amano le macchine che si evolvono».
Negli anni i piloti non sono sempre stati molto teneri nei loro giudizi sui bolidi a zero emissioni: «È vero, ma in futuro lo saranno – risponde – Dopo i test sulle monoposto della prossima generazione sono molti intrigati: sono bolidi molti tecnologici da oltre 300 km/h orari e pertanto anche veloci. Arrivano al momento giusto per un nuovo cambio di marcia per questo campionato in cui il livello di guida è altissimo e essere competitivi è estremamente difficile».




