SF-26, la Ferrari che si ispira a quella della rinascita con Lauda. È la 72ma monoposto di Maranello in gara per il mondiale

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La nuova Ferrari di F1, la SF 26, si ispira graficamente a un modello anni '70, la 312 T. Non è un richiamo casuale, evidentemente: quella monoposto, guidata nel 1975 da Niki Lauda, è ricordata come la vettura della rinascita, quella che riportò i mondiali costruttori e piloti a Maranello a distanza di undici anni dall'ultima volta, ovvero da quando a vincere era stata la rossa guidata dal pilota britannico John Surtees nella stagione 1964. La stessa rinascita che cerca oggi il Cavallino Rampante, a 19 anni di distanza dall'ultimo mondiale conquistato da Kimi Raikkonen.

La SF-26 è la settantaduesima monoposto realizzata dalla Ferrari per il Campionato del Mondo di F1 e nasce in un contesto regolamentare rivoluzionato. La prima cosa che salta all'occhio è l'abitacolo bianco 'stile 312'.Le nuove norme tecniche hanno imposto una revisione completa dell’architettura della vettura. Il telaio segna l’abbandono dell’effetto suolo in favore di un diverso concetto aerodinamico, caratterizzato da superfici più pulite e da una filosofia progettuale orientata alla riduzione del peso e al miglioramento dell’efficienza complessiva, in linea con gli obiettivi fissati dalla F1 per il nuovo ciclo tecnico al via in questa stagione.

Anche la power unit rappresenta una svolta significativa: il regolamento 2026 introduce una nuova generazione di propulsori ibridi, con l’eliminazione della MGU-H e l’incremento delle prestazioni della MGU-K, che arriva fino a 350 kW, rafforzando il ruolo della componente elettrica. Questo cambiamento ha richiesto un approccio progettuale completamente nuovo e una integrazione maggiore tra telaio e power unit.




