Le BMW hanno dominato la 6 Ore di Spa del WEC

WEC: BMW conquista una doppietta nella 6 Ore di Spa con un capolavoro di strategia, McLaren vince in LMGT3

di Michele Montesano
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SPA-FRANCORCHAMPS - Imprevedibile come sempre, la 6 Ore di Spa ha regalato una gara intensa e un finale incandescente. Sul circuito delle Ardenne a far saltare il banco è stata BMW che, contro ogni pronostico, ha conquistato il suo primo successo nel FIA WEC dell’era Hypercar. Complice una strategia perfetta da parte del team WRT, sono state ben due le M Hybrid V8 LMDh a salire sul podio.

A conquistare il successo sono stati Robin Frijns, René Rast e Sheldon van der Linde, protagonisti di una gara costruita con intelligenza e ritmo costante dopo una qualifica tutt’altro che semplice. Alle loro spalle, staccata di meno di due secondi, ha concluso la vettura gemella affidata a Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor, completando così una giornata memorabile per il marchio tedesco davanti al pubblico di casa della squadra belga WRT. Sul terzo gradino del podio si è invece issata la Ferrari 499P di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, autori di una rimonta notevole dopo alcuni problemi nelle prime fasi della corsa.

L’inizio della gara aveva però raccontato una storia completamente diversa. Dopo aver conquistato la prima pole position della propria storia nel WEC con Malthe Jakobsen, Peugeot sembrava pronta a giocare un ruolo da protagonista. Alla partenza, tuttavia, la Cadillac V-Series.R di Will Stevens ha preso immediatamente il comando della corsa, seguita dalle due Alpine A424 LMDh che nelle prime ore hanno mostrato un passo estremamente competitivo. Più indietro la BMW di René Rast, partita solamente dalla decima posizione e apparentemente lontana dalla lotta per il vertice.

La svolta è arrivata grazie a una strategia molto aggressiva da parte del Team WRT. I tecnici BMW hanno scelto di effettuare un rifornimento più breve caricando meno carburante sulla vettura di Rast, portandola fuori sequenza rispetto agli avversari. Questa scelta ha consentito al tedesco di ritrovarsi rapidamente in aria pulita, evitando il traffico e iniziando una lunga fase di recupero costruita su un ritmo estremamente costante e su un’eccellente gestione energetica da parte della M Hybrid V8.

Con il passare delle ore la BMW ha accumulato un margine sempre più consistente, arrivando ad avere oltre 50 secondi di vantaggio prima della prima Virtual Safety Car, entrata in pista a poco più di due ore dal termine. In quella fase l’unica vettura con una strategia simile era la Toyota GR010 Hybrid di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa, risalita dal fondo del gruppo dopo un avvio molto complicato.

La neutralizzazione causata dall’incidente di Malthe Jakobsen ha però cambiato completamente il volto della gara. Il danese della Peugeot non è riuscito a evitare la Mercedes-AMG GT3 di Matteo Cressoni, finita in testacoda a Les Combes, centrando violentemente la vettura GT e danneggiando irreparabilmente la sua Peugeot 9X8. Un ritiro amarissimo per la casa francese, che in quel momento sembrava pienamente in corsa per il podio.

Poco dopo è arrivato un altro episodio chiave che ha coinvolto la Ferrari 499P di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. Alla staccata della Source, Ayhancan Güven ha tamponato la BMW LMGT3 di Augusto Farfus, che a sua volta ha centrato proprio la Ferrari Hypercar dell’incolpevole Pier Guidi. La 499P è rimasta ferma a bordo pista provocando un’ulteriore neutralizzazione che ha ricompattato il gruppo e reso il finale ancora più incerto.

Nell’ultima ripartenza Frijns è riuscito a mantenere il comando resistendo alla pressione degli inseguitori anche grazie al lavoro perfetto della seconda BMW di Magnussen, utilizzata di fatto come scudiero per proteggere il leader dagli attacchi della Ferrari di Fuoco. Negli ultimi giri l’olandese ha poi allungato nuovamente, andando a conquistare una stoica vittoria che permette, oltretutto, anche all’equipaggio della BMW di salire in testa al campionato mondiale.

Ferrari ha comunque limitato i danni grazie al podio ottenuto da Fuoco, Molina e Nielsen. L’equipaggio della 499P aveva perso oltre 20 secondi nelle prime ore, a causa di un dado ruota bloccato durante una sosta ai box, ma nel finale è riuscito a risalire sfruttando sia le neutralizzazioni che il grande ritmo imposto da Fuoco negli stint conclusivi.

Appena fuori dal podio ha chiuso l’Aston Martin Valkyrie LMH di Tom Gamble e Harry Tincknell, protagonista del miglior risultato ottenuto finora dalla Hypercar britannica nel Mondiale Endurance. Quinta posizione invece per la Toyota di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries, superata proprio dall’Aston Martin sul rettilineo del Kemmel dopo un duello molto intenso nelle fasi finali.

Sesta la Ferrari privata AF Corse di Robert Kubica, Phil Hanson e Yifei Ye davanti alla Peugeot di Stoffel Vandoorne, Paul di Resta e Nick Cassidy. Grande festa anche per l’ottavo posto della Genesis GMR-001 LMDh di Pipo Derani, André Lotterer e Mathys Jaubert. Risultato che ha consegnato i primi punti mondiali al costruttore coreano alla sua seconda gara nel campionato.

Weekend da dimenticare invece per Cadillac. La vettura di Norman Nato, Will Stevens e Louis Delétraz aveva guidato nelle prime fasi della corsa, ma una penalità e soprattutto la scelta sbagliata di utilizzare gomme morbide nelle ultime ore hanno fatto precipitare l’equipaggio fino alla nona posizione finale. Ancora peggio è andata all’altra Cadillac di Earl Bamber, Sébastien Bourdais e Jack Aitken, costretta al ritiro dopo un contatto nelle prime fasi della gara.

Finale drammatico anche per Alpine. Antonio Félix da Costa, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi erano rimasti a lungo in piena lotta per il podio prima di vedere sfumare tutto negli ultimi minuti. Prima Alex Riberas è finito violentemente contro le barriere con l’Aston Martin Valkyrie nel tentativo di superare António Félix da Costa sull’erba lungo il Kemmel, causando l’ultima Safety Car. Poi, nella ripartenza finale, lo stesso pilota portoghese ha perso il controllo della Alpine al Raidillon andando contro le barriere e chiudendo così nel peggiore dei modi la gara.

Nella classe LMGT3 è arrivata invece la rivincita della McLaren dopo la delusione di Imola. Centrando il successo della 6 Ore di Spa, il team Garage 59 ha conquistato la sua prima vittoria nel FIA WEC grazie ad Antares Au, Tom Fleming e Marvin Kirchhöfer, protagonisti di una splendida rimonta dalla quindicesima posizione in griglia con la McLaren 720S GT3.

In pista aveva inizialmente trionfato la Ferrari di François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera, ma una penalità di cinque secondi per unsafe release, durante l’ultima sosta, ha ribaltato completamente il risultato finale. Il team AF Corse aveva infatti rimandato in pista Alessio Rovera proprio mentre sopraggiungeva la McLaren di Marvin Kirchhöfer, ricevendo così la sanzione decisiva.

Alle spalle della McLaren ha concluso l’Aston Martin Vantage GT3 di Ian James, Zacharie Robichon e Mattia Drudi, mentre il terzo posto è andato alla Porsche Manthey di Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz. La Ferrari AF Corse è così scivolata ai piedi del podio dopo aver accarezzato fino all’ultimo la vittoria di categoria.

Molto positive anche le prestazioni iniziali delle Ford Mustang del Proton Competition, particolarmente brillanti grazie a Eric Powell, autore di uno spettacolare sorpasso all’esterno su Tom Van Rompuy all’Eau Rouge che gli aveva consentito di prendere la leadership della classe. Lo statunitense è però successivamente finito nella ghiaia a Stavelot causando la prima Safety Car della corsa, mentre l’altra Mustang ha perso terreno dopo un drive-through quando sembrava poter lottare stabilmente nelle posizioni di vertice.

Conclusa la 6 Ore di Spa, il Mondiale Endurance si concede un altro pausa prima di incamminarsi verso quella che è la gara più importante della stagione. Infatti a breve inizieranno i preparativi per la 24 Ore di Le Mans che, come di consueto, andrà in scena a metà giugno. Reduce da tre vittorie consecutive, la Ferrari 499P resta la vettura da battere, ma la concorrenza è più agguerrita che mai.

FIA WEC - 6 Ore di Spa-Francorchamps: Risultati Gara

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domenica 10 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 11:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA