la 963 LMDh

WEC: Porsche rompe il digiuno e vince la Lone Star Le Mans ad Austin, McLaren al primo successo in LMGT3

di Michele Montesano
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AUSTIN – Li dove un tempo si sfidavano cowboy e indiani si è assistito a un duello che ha visto scontrarsi Ferrari contro Porsche. In una gara condizionata dalla pioggia battente e da numerose interruzioni ad avere la meglio è stato il costruttore tedesco, tornato al successo nel FIA WEC dopo quasi un anno di digiuno, precisamente dalla 6 Ore del Fuji 2024. A salire sul gradino più alto del podio sono stati Kevin Estre, Laurens Vanthoor e Matt Campbell. Per il team Penske Motorsport si è trattato di una vittoria dal sapore speciale, perché arrivata sul suolo americano davanti al pubblico di casa. La Lone Star Le Mans resterà negli annali anche per la prima affermazione di McLaren in LMGT3, grazie al successo dello United Autosports con Marino Sato, Sean Gelael e Darren Leung.

La gara è stata dominata dal maltempo, con un nubifragio abbattutosi sul tracciato texano prima della partenza. La direzione gara ha optato per un avvio dietro la safety-car, ma le condizioni erano talmente difficili da costringere, dopo quasi un’ora, all’esposizione della bandiera rossa. A rendere la situazione ancora più confusa è stato l’avvicendamento fra le due vetture di sicurezza, con una rientrata ai box per rifornimento e l’altra immessa a metà gruppo scombinando, così, l’ordine di marcia. Dopo una lunga pausa di circa 40 minuti la corsa è ripresa, ma i colpi di scena non si sono fatti attendere. Un violento episodio di aquaplaning ha messo fuori gioco l’Alpine di Frederic Makowiecki e la Aston Martin Valkyrie LMH di Tom Gamble, costringendo a una nuova neutralizzazione per ripulire la pista dai detriti.

Con la pioggia sempre protagonista, la gara ha iniziato a prendere forma nella terza ora. In quel momento le Ferrari 499P sembravano le più solide, con Phil Hanson e James Calado a contendersi il primato in una lotta spettacolare ma resa precaria dall’asfalto scivoloso. Calado è riuscito a prendere la testa della corsa, mentre alle loro spalle Estre provava a consolidare la posizione della Porsche davanti a Nicklas Nielsen. Un’uscita di Nico Varrone con la 963 LMDh del Proton Competition ha innescato un’altra fase di neutralizzazione e, approfittando della Virtual Safety Car, i team hanno iniziato i primi cambi pilota. È stato in quel frangente che AF Corse ha compromesso le proprie chance con un pit-stop disastroso, costato secondi preziosi e posizioni in classifica a Yifei Ye.

La gara ha vissuto il momento decisivo a meno di due ore dalla fine. Una nuova safety-car, chiamata per rimuovere la Toyota di José-Maria Lopez, ha ricompattato il gruppo e al restart Estre ha forzato il duello con Alessandro Pier Guidi. Il contatto fra i due è stato inevitabile, con la Ferrari costretta a fermarsi ai box per una foratura. Da quel momento la Porsche di Estre ha preso il largo e, grazie a una scelta tattica impeccabile, ha mantenuto le gomme rain fino alla bandiera a scacchi nonostante la pista andasse asciugandosi. La strategia si è rivelata vincente e ha consegnato al francese e al team Penske il successo tanto atteso.

Alle spalle della 963 LMDh, la Ferrari 499P di Fuoco, Nielsen e Molina ha chiuso al secondo posto grazie a uno stint solido dello spagnolo, capace di risalire la classifica nelle fasi finali. Sul podio anche Peugeot che, con un BoP favorevole, ha portato le due 9X8 in terza e quarta posizione, rispettivamente con Stoffel Vandoorne, Loïc Duval e Malthe Jakobsen davanti a Jean-Eric Vergne, Mikkel Jensen e Paul Di Resta, quest’ultimi costretti a recuperare terreno dopo aver scontato un drive through. Scivolato al dodicesimo posto, Pier Guidi ha poi costruito una rimonta furiosa riportando la Ferrari in top-5. La 499P di AF Corse, affidata a Robert Kubica, non è andata oltre il settimo posto insinuandosi tra le due Cadillac V-Series.R del Team Jota. In Texas è arrivata invece una prestazione sottotono per Toyota, mai in grado di impensierire gli avversari con le sue GR010 Hybrid, che hanno faticato a rimanere in pista sotto la pioggia.

La categoria LMGT3 ha offerto un finale al cardiopalma, con il risultato deciso soltanto dopo la bandiera a scacchi. Diversamente dalle Hypercar, in GT3 il passaggio alle gomme slick nell’ultima fase si è rivelato cruciale. Davide Rigon sembrava aver trovato la chiave con la sua Ferrari 296 GT3, portata in prima posizione grazie a una serie di sorpassi spettacolari. Ma una manovra giudicata oltre il limite gli è costata cinque secondi di penalità che hanno ribaltato la classifica. A trarne vantaggio è stato lo United Autosports, che ha così festeggiato con la McLaren 720S GT3 il primo trionfo di classe nel WEC.

Alle spalle degli inglesi è arrivata la BMW M4 GT3 di Valentino Rossi, Ahmad Al Harthy e Kelvin van der Linde, con il sudafricano decisivo nel portare il team WRT sul podio. L’altra M4, con Farfus, Boguslavskiy e Shahin, ha chiuso quarta, davanti alla seconda McLaren di Cottingham, Baud e Saucy. L’Aston Martin del team The Heart of Racing si è fermata al sesto posto, nonostante una grande rimonta di Mattia Drudi, mentre le Ford Mustang, inizialmente protagoniste, hanno pagato l’errore di non passare alle slick. Nella bagarre finale anche la Porsche di Lietz, Hardwick e Pera ha difeso la leadership in campionato, chiudendo in top-10 insieme alla Mercedes Iron Lynx.

La Lone Star Le Mans ha dunque confermato quanto il WEC sappia offrire gare imprevedibili e spettacolari. Porsche ha interrotto un digiuno che durava da troppo tempo, Ferrari ha mostrato competitività pur pagando errori e incidenti, mentre McLaren ha scritto una nuova pagina di storia in LMGT3. Il Mondiale Endurance si trasferisce ora in Giappone, più precisamente al Fuji, dove l’ultimo weekend di settembre si assisterà alla penultima prova stagionale.

WEC – Lone Star Le Mans: Risultati Gara

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lunedì 8 settembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 12:11 | © RIPRODUZIONE RISERVATA