la 499P di Miguel Molina, Antonio Fuoco e Nicklas Nielsen che ha conquistato il successo

WEC: in un finale rocambolesco Ferrari eredita la vittoria della Lone Star Le Mans dalla Toyota

di Michele Montesano
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AUSTIN - La Ferrari è tornata a vincere nel FIA WEC al termine di una Lone Star Le Mans dal finale incredibile. Sul tracciato texano, la 499P di Miguel Molina, Antonio Fuoco e Nicklas Nielsen ha conquistato il successo dopo aver ereditato il comando dalla Toyota TR010 Hybrid, costretta al ritiro a poco più di dieci minuti dalla bandiera a scacchi per un problema idraulico. Per la Casa di Maranello si tratta della prima vittoria stagionale nel Mondiale Endurance, arrivata a oltre un anno dall'ultimo successo ottenuto alla 24 Ore di Le Mans 2025.

La gara è stata condizionata fin dalle battute iniziali dalla pioggia. Un violento acquazzone aveva infatti bagnato soprattutto la parte conclusiva del Circuit of The Americas poco prima del via, mentre i primi due settori erano rimasti quasi asciutti. Con tutte le Hypercar equipaggiate con pneumatici slick, la direzione gara ha deciso di concedere due giri di formazione supplementari prima di dare il via della gara. Dalla pole position Antonio Giovinazzi ha mantenuto immediatamente il comando con la Ferrari, allungando sulla Cadillac di Jack Aitken.

Alle sue spalle Miguel Molina ha portato rapidamente l’altra Ferrari 499P ufficiale al terzo posto, superando l'Alpine di Ferdinand Habsburg, mentre André Lotterer ha iniziato una rimonta con la Genesis. Il tedesco ha però tentato un attacco troppo ambizioso ai danni di Molina, finendo sulla parte ancora umida della pista e andando in testacoda. La Genesis è così precipitata in fondo al gruppo, ricevendo anche una penalità di cinque secondi.

La prima parte di gara è stata caratterizzata da due periodi di Full Course Yellow, necessari per consentire ai commissari di rimuovere alcuni detriti. Giovinazzi ha continuato a imprimere un ritmo elevato, arrivando a costruire un vantaggio di circa venti secondi sulla Cadillac di Aitken. Le diverse strategie di gara hanno però iniziato rapidamente a modificare gli equilibri. Toyota e Ferrari hanno anticipato le soste, mentre Giovinazzi ha prolungato il proprio stint. La Cadillac è riuscita momentaneamente a portarsi davanti alla Ferrari durante la prima sequenza di pit-stop, ma il pugliese ha risposto superando Sébastien Bourdais e riprendendosi la posizione.

La situazione è cambiata all'inizio della terza ora. Giovinazzi è rientrato ai box per lasciare il volante a James Calado, ma la Ferrari 499P ha accusato un problema elettrico durante la procedura di ripartenza. La vettura è rimasta ferma per oltre mezzo minuto, perdendo numerose posizioni e ritrovandosi nelle retrovie. Le strategie sfalsate hanno reso difficile stabilire i reali rapporti di forza, fino a quando una Virtual Safety Car, successivamente trasformata in Safety Car, ha ricompattato il gruppo. La neutralizzazione ha annullato gran parte dei distacchi e, alla ripartenza, la Cadillac di Bamber si è ritrovata al comando davanti all'Alpine, all'Aston Martin e alla Toyota.

Proprio in questa fase Nyck de Vries ha iniziato a costruire quella che sembrava destinata a essere una superba vittoria. Il pilota olandese della Toyota ha superato Tom Gamble, quindi António Félix da Costa e infine Earl Bamber, portando la Toyota al comando al 105° giro. Una volta conquistata la prima posizione, de Vries ha imposto un ritmo superiore, riuscendo progressivamente ad allungare sugli inseguitori e facendo segnare più volte il giro più veloce della gara.

La Ferrari, nel frattempo, era risalita nelle posizioni di vertice con Fuoco e si è mantenuta stabilmente a ridosso del podio. Dopo l'ultima ripartenza, provocata da una nuova neutralizzazione causata dalla Lexus rimasta ferma alla curva 20, de Vries ha nuovamente preso il largo. Alle sue spalle Nicklas Nielsen, subentrato al pilota calabrese, ha approfittato del traffico per superare Charles Milesi e portarsi al secondo posto. La Toyota sembrava ormai imprendibile, con un margine sufficiente per gestire senza particolari problemi gli ultimi chilometri.

Ma, a poco più di dieci minuti dalla conclusione, è però arrivato il colpo di scena che ha cambiato completamente l'esito della Lone Star Le Mans. La Toyota ha accusato un problema al sistema idraulico, con la conseguente perdita del servosterzo. De Vries ha tentato di riportare la vettura ai box, ma la gara della Toyota si è conclusa mestamente in garage. Mike Conway, Kamui Kobayashi e de Vries hanno così visto sfumare una vittoria che sembrava ormai certa.

Nielsen si è ritrovato improvvisamente al comando e ha gestito senza errori il finale, portando la Ferrari al successo davanti alla Cadillac di Bamber, Sébastien Bourdais e Aitken, seconda a 4"471. Terza l'Alpine A424 LMDh di Ferdinand Habsburg, da Costa e Milesi. Il podio rappresenta il primo risultato tra i primi tre della stagione per il costruttore francese, nonostante una penalità di cinque secondi inflitta per unsafe release. Quarta ha concluso l'Aston Martin Valkyrie numero 007 di Nicki Thiim e Tom Gamble, protagonista di una gara costantemente nelle posizioni di vertice.

Quinta l'altra Alpine, affidata a Victor Martins, Frédéric Makowiecki e Jules Gounon. La Toyota superstite di Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa ha terminato sesta dopo essere stata costretta a scontare un drive through per un'infrazione in pit-lane. La neutralizzazione finale ha comunque permesso alla vettura giapponese di recuperare terreno. Settima la Genesis di Lotterer, Pipo Derani e Mathys Jaubert, miglior risultato stagionale per il costruttore coreano. Ottava la BMW di Raffaele Marciello, Dries Vanthoor e Kevin Magnussen, davanti alla Cadillac di Will Stevens, Norman Nato e Ricky Taylor, penalizzata di cinque secondi, e alla Peugeot di Loïc Duval, Malthe Jakobsen e Théo Pourchaire.

La seconda Ferrari ufficiale ha invece vissuto una giornata molto più complicata. Dopo aver dominato la prima parte di gara con Giovinazzi, Calado e Alessandro Pier Guidi non è riuscita a recuperare il terreno perso a causa del problema durante il pit-stop. La strategia con pneumatici duri e le successive neutralizzazioni non hanno favorito la rimonta, relegando la 499P dei campioni in carica lontano dalle posizioni di vertice. Ancora più difficile la gara della Ferrari di AF Corse, rimasta distante dalla lotta per il podio, mentre la BMW di René Rast, Robin Frijns e Sheldon van der Linde ha chiuso fuori dalla top ten.

In LMGT3 la vittoria è andata all'Aston Martin Vantage GT3 del team Heart of Racing, affidata a Mattia Drudi, Ian James e Zacharie Robichon. Per il team statunitense si tratta di un successo particolarmente significativo, arrivato nuovamente ad Austin a due anni di distanza dalla precedente affermazione nel Mondiale Endurance.

Ma la gara aveva visto inizialmente le due Ford Mustang del Proton Competition prendere il comando, superando le Aston Martin di Heart of Racing. La loro gara si è però complicata rapidamente a causa di una penalità e di un lungo passaggio ai box in seguito a un contatto con la Corvette. Le diverse strategie hanno quindi permesso alle Aston Martin di tornare nelle posizioni di vertice.

Heart of Racing ha fatto la differenza durante l'ultima parte della gara, richiamando la Aston Martin ai box nel momento opportuno. Drudi si è ritrovato così al comando con pneumatici freschi e ha gestito perfettamente anche l'ultima ripartenza dopo la Safety Car. Il pilota riminese ha tagliato il traguardo con 5"007 di vantaggio sulla Porsche 911 GT3 R di James Cottingham, Ayhancan Güven e Timur Boguslavskiy.

Il successo di Heart of Racing è stato completato dal terzo posto dell'altra Aston Martin del team, affidata a Eduardo Barrichello, Gray Newell e Jonny Adam. Quarta la Ferrari 296 GT3 di AF Corse con François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera, mentre la Ford Mustang di Ben Tuck, Eric Powell e Sébastien Priaulx ha completato la top five.

La trasferta americana ha quindi modificato gli equilibri in campionato. Toyota mantiene nove punti di vantaggio sulla BMW nella classifica Costruttori Hypercar, mentre Ferrari si è riportata a 26 lunghezze dalla vetta. In LMGT3 il TF Sport conserva invece il comando della classifica riservata alle squadre, nonostante l'assenza di punti ad Austin, con un margine di 22 punti sulla Ferrari di AF Corse. Il FIA WEC si prepara ora a lasciare gli Stati Uniti per fare rotta verso il Giappone. Il prossimo appuntamento sarà la 6 Ore di Fuji, sesto round della stagione, in programma dal 25 al 27 settembre.

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lunedì 7 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 14:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA