A sinistra Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana, e del neo partner cinese Chen Yuntao, vice presidente del gruppo asiatico VISUN

22mila visitatori al Versilia Yachting Rendez-vous. Boom di produzione, vendite e fatturati del made in Italy

di Sergio Troise
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SPECIALE VERSILIA YACHTING

VIAREGGIO - E’ stata un successo la seconda edizione del Versilia Yachting Rendez-vous, andato in scena a Viareggio dal 10 al 13 maggio: 22.000 visitatori, di cui 9.516 operatori professionali del settore, in buona parte stranieri, hanno animato la rassegna organizzata da Fiera Milano in collaborazione con Nautica Italiana, l’associazione d’imprese aderente ad Altagamma che raggruppa alcuni dei più prestigiosi produttori di imbarcazioni di lusso.

Fiducia in crescita. «Siamo molto soddisfatti di questa seconda edizione del Versilia Yachting Rendez-vous - ha affermato Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana -. È stato un successo in termini di visitatori e attività commerciali e il sentimento diffuso tra tutte le aziende partecipanti è stato quello di una crescente fiducia nel progetto e nei suoi potenziali sviluppi futuri». Nell’occasione Tacoli ha ringraziato pubblicamente anche il governo uscente, ricordando l’appoggio dato agli operatori attraverso l’ICE, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Fatturato in aumento. Aldilà del successo della manifestazione, ciò che ha contribuito a portare un clima di fiducia e di ottimismo in questa élite del mondo della nautica che si è ritrovata a Viareggio è il quadro congiunturale emerso dal Market Monitor sviluppato assieme a Deloitte: è emerso infatti che il valore della produzione della nostra cantieristica nel 2017 si è attestato su 2,3 miliardi di euro con una crescita pari al 14% a fronte di un incremento della produzione industriale italiana nel suo complesso che nell’anno si è fermata al 3%. Facile immaginare la soddisfazione pubblicamente manifestata da Tacoli, dagli esperti di Deloitte Luca Petroni e Tommaso Nastasi, e dal direttore e dal segretario generale di Nautica Italiana, Marco Cappeddu e Lorenzo Pollicardo.

Riparte l’Italia. Dalle relazioni è emerso che è in crescita anche la domanda interna, che ha raggiunto il livello più alto dal 2012. In proposito Nastasi ha notato che «la cantieristica italiana rileva una crescita del 9% circa nel primo trimestre del 2018, con un incremento atteso per fine anno pari al 12-15%». Il contributo maggiore giunge dalle barche entrobordo con 2 miliardi di euro, pari all’86,2% del valore della produzione cantieristica italiana complessiva. La crescita più significativa nasce invece dalla produzione dell’unità velica italiana, cresciuta del 23,5% e attestatasi sui 200 milioni di euro.

Piemonte leader. Deloitte ha anche analizzato la distribuzione geografica della produzione: il Piemonte (sede storica di Azimut) è la prima regione con il 26,2%, seguita da Emilia Romagna con 22,1%, Liguria (16,4%) e Toscana (16,3%). La produzione cantieristica per il mercato interno nel 2017 si è attestata sul 14,1% con una crescita del 35,9%, a testimonianza della ripresa anche del mercato interno. Quanto all’export, nel 2017 l’area continentale che ha registrato le maggiori esportazioni è stata l’Europa Occidentale con una percentuale del 38,3%, seguita dall’America del Sud e Centrale (22,3%) e dal Nord America (18,1%).

Cina da rilanciare. Negli ultimi tempi si è registrato invece un rallentamento dell’export verso la Cina, dovuto a provvedimenti anticorruzione interni al Paese asiatico che hanno condizionato il mercato del lusso. Ma in occasione del VYR il presidente Tacoli ha annunciato un accordo di collaborazione con il gruppo cinese Visun, mirato a promuovere la partecipazione delle piccole e medie imprese italiane al prossimo Hainan Rendez-Vous e a realizzare anche accordi di co-branding. Un modo per dare alle aziende italiane l’opportunità di esibire i propri prodotti su un palcoscenico di visibilità internazionale e provare a dare nuova spinta alle esportazioni, che oggi vedono la Cina al 7° posto tra i Paesi destinatari del made in Italy nautico.

La ripresa domestica. Il dato di maggiore soddisfazione emerso dal rapporto illustrato a Viareggio è comunque la ripresa del mercato interno, illustrata in particolare da Lorenzo Pollicardo, il quale ha ricostruito le fasi del percorso post-crisi ricordando che la crescita del fatturato si è registrata a partire dal 2014, dopo che 2012 e 2013 avevano segnato i punti più deboli, con fatturati scesi a poco più di 2 miliardi di euro, in netto contrasto con i fasti del periodo pre-crisi, quando si erano raggiunti i 6 miliardi. Ora non siamo ancora tornati a quei livelli, ma nel 2017 il fatturato ha toccato quota 4 miliardi, ovvero +16% sul 2016. La ripresa dunque è consolidata, anche se ancora non siamo ai livelli pre-crisi. Dalla relazione è emerso che conferme arrivano anche dall’andamento del leasing, sfruttato prevalentemente nei confini italiani.

Il ruolo dei saloni. Secondo il segretario generale di Nautica Italiana i saloni di Cannes, Monaco, Dusseldorf e Miami hanno dato indicazioni positive sul clima di fiducia su scala internazionale, però la ripresa italiana è ancora insufficiente soprattutto per piccole e medie imprese, impossibilitate a misurarsi sul mercato internazionale. Ciò detto, Pollicardo ha ricordato che «indicazioni positive sono venute anche da Genova e dal Nauticsud di Napoli, dove la clientela italiana si è finalmente raffacciata in modo concreto e gli affari non sono mancati, anche per le aziende meno strutturate».

Clima Paese cambiato. Dalla relazione è emerso anche un altro particolare non trascurabile, legato al “clima Paese”, mutato grazie alla scoperta di una sensibilità della politica e delle istituzioni verso il comparto. «L’approvazione del Nuovo Codice della nautica e l’imminente attuazione del Registro telematico delle imbarcazioni costituiscono un primo passo verso la costruzione di un sistema della nautica che per troppi anni è mancato in Italia» ha osservato Pollicardo.

L’attenzione della politica. Secondo l’esperto di Nautica Italiana hanno giovato al comparto anche «le misure governative quali gli incentivi per tecnologie digitali avanzate, il super ammortamento legato agli investimenti in beni strumentali, la riduzione della pressione fiscale passata dal 43,6% del 2012 al 42,4 del 2017. Perciò – è stato sottolineato - dal 2014 in poi sono aumentati gli investimenti. I provvedimenti adottati – ha osservato ancora il relatore - hanno dato risposte importanti. E ora, in attesa dei decreti attuativi, chiediamo alla politica di non perdere di vista le priorità di un settore capace di generare il più alto moltiplicatore economico di ricchezza per tutto il territorio».

La “piccola nautica”. Il ritrovato clima di fiducia ha comportato anche una ripresa della cosiddetta “piccola nautica”. Se è vero che l’aumento di fatturato è venuto in primis dalla vendita di grandi yacht, è anche vero, infatti, che i primi sei mesi del 2018 hanno visto finalmente crescere sensibilmente la domanda interna anche per le piccole e medie unità e dei motori fuoribordo. Si è registrato il ritorno alle barche di 7/10 metri, ovvero natanti senza immatricolazione, mentre la fascia intermedia 10/16 metri mostra ancora parziale sofferenza mitigata in parte dalla vela, che continua a rappresentare un’ancora di salvezza per il mercato domestico.

Big leader mondiali. Sul fronte della produzione conforta la specializzazione nei maxi-rib hi-tech, settore nel quale non temiamo rivali nel mondo. Ma il rapporto illustrato a Viareggio ha sottolineato una volta di più la leadership italiana nella produzione di yacht oltre i 24 metri, con 7 cantieri tra i primi 20 nel mondo e tre nomi ai primi tre posti: Azimut-Benetti, Ferretti Group e Sanlorenzo, tutti in grado di esprimere al meglio i valori di design, tecnologia, artigianalità, innovazione del made in Italy. Le splendide barche esposte lungo le darsene di Viareggio hanno fornito l’ennesima conferma. Non per niente il portafoglio ordini di yacht italiani per il 2018 ammonta a 175 unità, di lunghezza media 45 metri. Un record mondiale.

 

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Venerdì 18 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2018 22:25 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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