Al via a Napoli la 39ma edizione del salone nautico Navigare. Ma è polemica. “La città della Coppa America non ha un marina”
Tutto pronto per la 39ma edizione di Navigare, salone nautico organizzato a Napoli da Afina, l’Associazione Filiera Italiana della Nautica, che resterà aperto al pubblico (con ingresso gratis) fino al 16 novembre, mettendo in mostra circa 120 imbarcazioni, in gran parte gommoni e natanti attorno ai 10 metri, ma non solo.
In mostra nel porto di Mergellina, tra il Molo Luise e pontili galleggianti appositamente allestiti, ci saranno anche barche di dimensioni maggiori, tra le quali spiccano – grazie all’Italian Yacht Store di Francesco Mirante - un Ferretti di 70 piedi (ammiraglia del salone) e il nuovo Itama 54, reduce dalle passerelle nei saloni internazionali di fine estate dove si è fatto apprezzare per il design rinnovato, che prevede spazi più ampi, con un layout che include un ampio prendisole di prua e un’area living esterna organizzata in doppio pozzetto.

Non mancheranno i “padroni di casa” di Fiart e, grazie al concessionario Autosalone Italia, alcune unità di Azimut, Jeanneau e Prestige. Per la prima volta “in casa” sarà tutta da vedere la Lancia 42 dei Fratelli Aprea, capolavoro di stile realizzato con la collaborazione di Brunello Acampora, finalmente esibita in casa dopo le passerelle internazionali a Cannes e a Genova. Tra i prodotti made in Naples torna a farsi vedere, dopo l’anteprima d’inizio anno al Nauticsud e la prima in acqua a Genova, l’I-Boat #404 in versione entrobordo, interessante walkaround di 12,20 metri realizzato nel cantiere guidato da Eugenio Izzo. Una settantina i battelli pneumatici in esposizione, con una forte rappresentanza di unità prodotte in Campania, in testa l’intera flotta di Italiamerine e unità dei vari SeaProp, Oromarine, Starmar, Novamare.
La presentazione dell’ultimo evento fieristico dell’anno, ospitata nei saloni della Camera di Commercio di Napoli alla presenza della vicesindaca Paola Lieto e del sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Claudio Durigon, ha offerto l’occasione, nella giornata di vigilia, anche per fare il punto sulla situazione della nautica nella città partenopea, città al centro dell’attenzione mondiale dopo l’assegnazione della Coppa America, in programma nel golfo nel 2027.
“Siamo orgogliosi – ha detto Gennaro Amaro, presidente di Afina e patron di Navigare – di aprire il ciclo di eventi che celebra il rilancio del golfo di Napoli e della nostra città. L’arrivo dell’America’s Cup è un’occasione straordinaria per promuovere e rilanciare il rapporto tra Napoli e il suo mare. Non una linea di confine geografico, come attualmente è considerata, ma una chance eccezionale per ritrovare, come avvenne per le regate olimpiche del 1960, opportunità e sviluppo territoriale. Mi auguro – ha aggiunto Amato – che la quarantesima edizione del nostro salone, il prossimo anno, possa già svolgersi con prospettive diverse, ovvero con soluzioni concrete per la portualità turistica”.
Un argomento, questo della mancanza, lungo la costa cittadina, di un vero e proprio marina, che ha preso il sopravvento sui contenuti della manifestazione, coinvolgendo la vicesindaca Lieto e l’esponente di governo Durigon. Ai quali sono stati illustrati una volta di più i guasti provocati da questa abnorme situazione, sottolineando – come ha fatto ancora una volta Amato – che “il salone allestito a Mergellina ricorrendo a pontili provvisori metterà in mostra barche che difficilmente potranno essere vendute sul territorio, in quanto i potenziali clienti non saprebbero dove ormeggiarle. Un danno enorme per noi imprenditori, che investiamo su progetti e produzione, ma dobbiamo fare i conti con una realtà sconcertante, che in buona parte è stata risolta in provincia e nelle isole, ma non lungo la costa cittadina”.
“Se non bastasse – ha aggiunto Amato nel suo ennesimo appello/denuncia – a Napoli avremo difficoltà anche ad ospitare diportisti intenzionati a venire da noi in occasione della Coppa America, per assistere alle regate. Non sapremmo dove ospitarli. Conseguenza di tutto ciò – ha detto ancora il rappresentante degli operatori nautici locali – sarà la riduzione di opportunità di lavoro e il mancato decollo di quel turismo nautico che porta benefici e ricchezza al territorio, sia lungo la costa che nell’entroterra”.
Che fare? Da tempo sono in attesa del via libera due progetti importanti, avanzati da privati, uno per l’ampliamento di Mergellina (malvisto dalla Soprintendenza), e un altro per trasformare gli approdi provvisori dell’area Nisida-Coroglio (autorizzati ogni estate con concessioni provvisorie, dal primo maggio al 30 settembre). Nella conferenza stampa svoltasi alla Camera di Commercio hanno dato un informale parere favorevole a questi progetti le autorità presenti, ovvero il sottosegretario Durigon e la professoressa Laura Lieto, in rappresentanza del sindaco Manfredi. Ma a dire il vero siamo, per ora, alle buone intenzioni. E le previsioni più realistiche fanno prospettare tempi lunghi.
Nei piani dell’amministrazione comunale, infatti, c’è anche il rilancio dell’area Est, lì dove molti anni fa venne ipotizzato un porto turistico denominato Porto Fiorito, a Vigliena. “E’ l’area industriale dell’ex Corradini – dice la vicesindaca Lieto - dove l’amministrazione comunale è intenzionata ad andare avanti con le bonifiche e con la realizzazione, in compartecipazione con i privati, di una struttura adeguata alle esigenze del diporto, dotata anche di capannoni a terra per il rimessaggio”.
E l’area Ovest? “L’amministrazione comunale è favorevole anche ad un porto turistico a Nisida - dice la vicesindaca - ma - aggiunge – bisogna tener conto che questo problema non è stato mai affrontato in passato, così come quello della balneabilità, affrontato dopo anni d’immobilismo. L’anno 2027, con l’arrivo della Coppa America a Napoli, può rappresentare l’avvio di un processo. C’è un piano urbanistico per la costa cittadina e ci sono formidabili spazi pubblici da sfruttare. Ma occorre tempo”.
Si poteva fare qualcosa prima? E’ la domanda che si pongono, accorati, tutti gli operatori della nautica. E Durigon risponde “sì, si poteva”. Nel suo intervento a Napoli, il sottosegretario ha riconosciuto che “il Sud sta crescendo, ma non abbastanza, e si poteva fare di più utilizzando meglio i fondi del PNRR, che non prevedeva strutture stradali e portuali. Ora - ha aggiunto l’esponete di governo - il piano del dopo PNRR sarà fondamentale, si deve ripartire dalle infrastrutture, e quindi dai porti turistici”.




