Combat 14 by Rizzardi

Combat 14 by Rizzardi, al via da Napoli il tour di lancio. Vendite affidate a De Giovanni (fratello del giallista Maurizio)

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

Dopo l’anteprima romana dell’aprile scorso, è partito il tour dedicato alla presentazione, in giro per l’Italia, del nuovo Combat 14 di BAT, imbarcazione di 14,10 metri destinata a sconvolgere il mercato dei maxi-RIB ad alte prestazioni. Prima tappa Napoli. Dove il vernissage è stato ospitato nel porticciolo del Circolo Canottieri, luogo simbolo della tradizione motonautica nazionale e base di partenza di un test in mare che ha confermato le straordinarie qualità annunciate nella presentazione “a secco” di questo primo battello firmato Rizzardi. Già, perché – sarà bene ricordarlo – il marchio BAT è stato rilevato da Corrado e Claudio Rizzardi, figli del celeberrimo Gianfranco, fondatore dell’omonimo cantiere produttore di yacht che ha scritto la storia della nautica italiana. Un’operazione coraggiosa, che ha coinvolto l’architetto Gianluca Caputi per la definizione del progetto e Alessandro Gioia per la produzione.

Per la commercializzazione, invece, è stata costituita una società con Fabrizio De Giovanni, fratello del noto scrittore Maurizio de Giovanni (il papà del commissario Ricciardi), che non è mancato alla presentazione napoletana del nuovo super RIB dichiarandosi “incantato dalla bellezza di questo battello fuori dagli schemi tradizionali, e dalla presentazione in stile pop, attraente e postmoderna, con tanto di manichino di Batman in prima fila sul molo della Canottieri Napoli”.

Già nell’anteprima romana, del resto, a impreziosire la serata dedicata al rilancio del marchio BAT fu la presenza di Enrico Dicò, uno degli artisti contemporanei italiani più originali e riconosciuti a livello internazionale, al quale si deve la reinterpretazione dell’icona di Batman, figura simbolo che dialoga perfettamente con il pipistrello, storico logo del cantiere.

Simboli e richiami a parte, vale la pena affermare con chiarezza che il primo BAT della nuova gestione Rizzardi è una roba seria. Serissima. Si tratta di un’imbarcazione hi-tech, con scafo e coperta in kevlar, hard-top in alluminio e – per la parte non strutturale – con rivestimenti in una versione inedita di alcantara. Colpisce per il design aggressivo, con l’evidente richiamo al pipistrello simbolo di Batman nella parte alta, e per la predisposizione ad affrontare il mare senza compromessi: stabile, veloce, confortevole, regala sensazioni uniche, lasciandoti sospeso tra lo stupore e l’euforia. Raramente si naviga a certe andature (fino a 60 nodi!) senza essere neanche sfiorati da una sensazione di rischio. Di più: senza consentire al mare di produrre neanche uno schizzo. A fine prova, quasi sempre attorno ai 40 nodi, il parabrezza era asciutto. Eppure qualche onda è stata affrontata.

Lungo 14,10 metri, con baglio massimo di 4,62, è - secondo il cantiere – “l’imbarcazione ideale per svolgere il ruolo di super tender per maxi yacht”. Sottocoperta non manca una cabina con due posti letto e un bagno con doccia, e ciò vuol dire che l’imbarcazione potrebbe essere utilizzata anche per i pernottamenti di un weekend. Ma ormai è raro un utilizzo di questo tipo. Molto più probabile l’impiego come day boat, mirando a navigazioni veloci, sfruttando le straordinarie prestazioni e con la certezza di affrontare il mare senza rischi. Secondo Corrado Rizzardi “ormai anche gli armatori più facoltosi, proprietari di grandi ville o anche di grandi yacht, non amano più dormire a bordo, semmai pernottano in hotel e utilizzano il gommone per spostamenti veloci e per godersi il mare, riducendo anche i costi di gestione e manutenzione”. Insomma, è un trend che ha preso piede, e coinvolge anche il charter di lusso.

Provato nelle acque del golfo di Napoli, con la motorizzazione affidata a due fuoribordo Mercury da 600 cavalli, il Combat 14 ha dimostrato di rappresentare l’avanguardia della categoria. La carena con due step è del tutto insensibile al moto ondoso. E l’equilibrio è totale, dal momento del “dai gas e vai” fino alla virata più stretta, veloce e impegnativa. Abbiamo provato più volte a scomporre l’imbarcazione, e il risultato è stato sempre uguale: la prua non si solleva più di tanto, la barca resta dritta, composta, e affronta le onde con fierezza. Dettaglio non trascurabile: il test, o meglio: la dimostrazione, è stata fatta con 13 persone a bordo e con serbatoi pieni.

Come si spiega tanto equilibrio in tutte le condizioni? Secondo Corrado Rizzardi “si spiega con la qualità del progetto navale e con la nostra esperienza. Sapevamo cosa volevamo. E non abbiamo deliberato il progetto prima di essere certi che avremmo raggiunto certi risultati”. Tra le qualità distintive spiccano, comunque, anche i tubolari bassi radenti la superficie dell’acqua, che richiamano modelli del passato e sembrano fatti apposta per migliorare la stabilità dell’imbarcazione. In cantiere, tra l’altro, assicurano che la motorizzazione può essere affidata anche a 4 motori da 500 cavalli (totale 2.000!) o a 3 da 525.

Motori e prestazioni a parte, il progetto ha tenuto in grande considerazione anche il resto. A bordo tutto è studiato per offrire un’esperienza esclusiva: ampi spazi per il relax, zone prendisole trasformabili, una cucina a scomparsa e zone living accoglienti sia a poppa che a prua. Le dotazioni tecnologiche sono all’avanguardia, con sistemi di navigazione digitali e comandi intuitivi che dovrebbero facilitare ogni manovra. Di pregio i materiali della cabina alla quale si accede da un’apertura laterale. “Ho preferito collocarla lungo la parte destra – ha tenuto a spiegare Rizzardi – per fare in modo che la console centrale risultasse ampia e libera, con tre posti affiancati e la postazione di guida al centro”. Dopo i primi collaudi è stato deciso un unico accorgimento: ai margini della console centrale verranno aggiunte due maniglie per i passeggeri, utili per mantenersi nelle virate alle alte velocità.

Volete sapere quanto viene a costare il giocattolone Made in Roma? Tenetevi forte. 870.000 euro, più IVA e più motori. Molto, anzi troppo, per la stragrande maggioranza di noi comuni mortali. Ma certi prodotti non sono per comuni mortali, finiscono in genere nei porti del jet-set internazionale, nelle mani di pochi privilegiati, e in molti casi con motorizzazioni (e costi) anche maggiori…

  • condividi l'articolo
lunedì 1 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:01 | © RIPRODUZIONE RISERVATA