L'Apremare 42 in navigazione

Apreamare 42 pronto per Cannes: conclusi i test del gozzo che innova rispettando la tradizione

di Sergio Troise
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Allo Yachting Festival di Cannes, in programma dall’8 al 13 settembre, farà il suo esordio sulla scena internazionale l’Apreamare 42, imbarcazione di 13 metri (per la precisione 12,80 ft) che unisce la tradizione del gozzo sorrentino a linee moderne e sportive, assicurando anche prestazioni ben lontane da quelle della storica barca da pesca. Il nuovo gozzo si inserisce tra il 35 e il 45 e, come tutti i gozzi di nuova generazione nati dalla “fantasia progettuale” di Cataldo Aprea e dalla sapiente collaborazione di “gente del mestiere” come Marco Casali (Too Design) e Umberto Tagliavini (Marine Design), assicura un comportamento dinamico, prestazioni, comfort e abitabilità in grado di competere ad armi pari con cabinati moderni, plananti e veloci. Il tutto al costo, già fissato, di 695.000 euro (più IVA e più accessori).

“Con questo modello – dice Cataldo Aprea – proseguiamo il percorso di evoluzione della nostra gamma, confermando una visione progettuale coerente: innovare senza perdere il legame con la tradizione. Il nostro nuovo gozzo – aggiunge - incarna perfettamente questa filosofia, rappresentando una nuova interpretazione dello stile di vita mediterraneo in mare, autentico, conviviale e profondamente legato alla cultura ultracentenaria del gozzo sorrentino”.

Per testimoniare con i fatti quanto di buono è stato fatto con il nuovo arrivato della “famiglia” Aprea, il cantiere ha organizzato una sessione di prove in mare. Base di partenza il porto turistico di Marina di Stabia, a Castellammare; “campo di prova” il golfo di Napoli, con la costiera sorrentina e Capri sullo sfondo.

Tra gli “addetti ai lavori” ci sono anche Casali e Tagliavini. E l’occasione è propizia per rivolgere una domanda che ci si pone da tempo: ma è proprio vero che lo stile di questi gozzi nasce da uno schizzo di Cataldo Aprea abbozzato su un foglio di carta e poi sviluppato al tavolo da lavoro e al computer dai designer di professione? “Verissimo” è la risposta di Tagliavini. “E questa – aggiunge - è la prova che le barche di Aprea hanno un’anima, sono legate alla storia del cantiere, alla vita di chi è cresciuto in quest’azienda. Il disegno di una prua non è sempre uguale, e noi ne abbiamo sviluppata una nuova, moderna ed efficiente, ispirandoci a quella costruita artigianalmente dal nonno di Cataldo per un gozzo da pesca”.

Messa in chiaro la storia dello “stile di famiglia” elaborato dai designer partner di Aprea, eccoci finalmente pronti a prendere il largo. A bordo siamo in 9 e ci si muove con disinvoltura, grazie anche alla configurazione walkaround. Il baglio massimo è di 4,20 metri e la portata è di 14 persone. Tra gli elementi distintivi spicca l’hard-top dal design filante, predisposto alla eventuale chiusura completa del parabrezza in vetro. Una rapida occhiata agli allestimenti dà conferma degli spazi promessi in funzione della vivibilità a bordo: si fanno apprezzare il pozzetto con prendisole di poppa lungo 2 metri e l’ampio divano a C per otto persone. A prua tutto è nel segno della tradizione: prendisole sulla tuga e l’immancabile panchetta all’estremità anteriore, in questo caso “arricchita” da altri due divanetti frontali. Sia il pozzetto che il prendisole di prua – vale la pena ricordarlo - possono essere ombreggiati efficacemente da tende fissate alla struttura del T- Top e sostenuti da pali in fibra di carbonio.

Il wet-bar è completamente configurabile secondo le preferenze dell’armatore e può essere equipaggiato con due frigoriferi da 85 litri, icemaker, barbecue o piastra, oltre a un ampio vano per stoviglie. A completare l’esperienza outdoor contribuisce la grande plancetta di poppa di quasi 6 metri quadrati, dotata di scala mare a scomparsa e sistema tender lift.

Gli interni sono organizzati con la cabina armatoriale separabile dalla zona living che a poppa presenta una seconda cabina (optional). Il bagno, con doccia separata, è abbastanza ampio. La cabina è inoltre dotata di due ampi armadi a tutta altezza e numerosi spazi di stivaggio. A poppa si trova una seconda cabina separata (optional) con due letti da 200x95 cm e mobili contenitori a murata che si faranno apprezzare per l’altezza di 2 metri (una rarità a bordo di barche di queste dimensioni). L’intera zona notte beneficia inoltre di grande luminosità grazie alle nuove finestrature di scafo e di coperta. Ma ciò che si fa apprezzare è l’accuratezza messa nei dettagli, nei rivestimenti, nella scelta dei materiali e delle comodità. Nulla è stato lasciato al caso.

Quanto alla struttura, il nuovo gozzo di Apreamare è costruito in vetroresina e legno, poggia su una carena a geometria variabile con pattini di sostentamento ed è progettato per essere equipaggiato sia con trasmissione tradizionale in linea d’asse e sia con sistema Volvo Penta IPS. “In entrambi i casi – viene spiegato dal cantiere - sono assicurate prestazioni elevate, sicurezza e comfort in ogni condizione di mare”.

Più in dettaglio: il Gozzo 42 disponibile per il nostro test era spinto da 2x500 Volvo Penta IPS con potenza di 380 cv, motorizzazione proposta in alternativa a 2 IPS 600 da 480 cv o alla soluzione in linea d’asse, con motorizzazione doppia Volvo Penta D6 con potenze da 380 o 480 cv. Questa scelta classica permette allo scafo a geometria variabile di raggiungere velocità massime stimate tra i 27 e i 36 nodi, con una crociera compresa tra 22 e 27. Nel nostro caso, invece, con gli IPS 500 da 380 cv abbiamo potuto apprezzare consumi ridotti e manovrabilità estrema, grazie anche ai pod direzionali e al joystick di manovra. Quanto alle prestazioni, la velocità massima ha sfiorato i 30 nodi (con meno carico sicuramente si va meglio), mentre l’andatura di crociera si è attestata tra i 22 e i 25 nodi.

La plancia di comando presenta un design ergonomico in posizione centrale. La strumentazione è chiara e completa, e include display multifunzione cartografici, autopilota, manette elettroniche e joystick di manovra. Come ormai consuetudine per le barche di nuova generazione, gestire i comandi è quantomai semplice. A beneficio del comfort, inoltre, la consolle offre anche l’opzione dell’aria condizionata dedicata a chi si trova ai comandi: un optional tutt’altro che superfluo, in quanto l’hard-top a contatto stretto con il parabrezza genera una chiusura che può condizionare il passaggio dell’aria.

La nostra prova è stata favorita da mare calmo e per sondare le reazioni della carena abbiamo dovuto fare passaggi continui sulle nostre onde. Risultato: comportamento impeccabile, barca in grado di assorbire tutto con estrema disinvoltura, grazie proprio alla qualità della carena. Il comportamento è quello di una barca solida e sicura, con accelerazioni progressive e cambi di direzione mai nervosi. L’ideale per un diporto “tranquillo”, adatto a navigazioni comode e sicure, con il valore aggiunto di sentirsi a bordo di una barca capace di distinguersi anche per un’eleganza mai ostentata.

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venerdì 17 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 20-07-2026 11:22 | © RIPRODUZIONE RISERVATA