Azimut, il Grande 44M è la nuova ammiraglia: carbonio, 4 ponti, motorizzazione ibrida e foil i cardini dell’innovazione

580 Contessa, la nuova ammiraglia di FIM: sarà tra le regine dello Yachting Festival di Cannes

Azimut, il Grande 44M è la nuova ammiraglia: carbonio, 4 ponti, motorizzazione ibrida e foil i cardini dell’innovazione

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Sarà italiana una delle star dell’edizione 2026 del Cannes Yachting Festival, in programma dall’8 al 13 settembre. La metterà in mostra Azimut, che ha appena varato, a Viareggio, il Grande 44M, superyacht di 43,6 metri ft (per 8,65 di baglio massimo) che va a collocarsi al vertice della gamma, nel ruolo di ammiraglia, con un carico di novità che ne fa uno dei progetti più interessanti dell’intero Made in Italy. Una volta completato l’armamento e conclusi i collaudi in mare (tra pochi giorni), sarà infatti un’imbarcazione innovativa, destinata a segnare una svolta su vari versanti, dall’impiego del carbonio (per il 50%, assieme alla vetroresina) alla motorizzazione ibrida, fino alla ricerca dello spazio: dispone di 4 ponti, 5 cabine (o anche 6) di cui uno interamente dedicato all’armatore, più 5 cabine per l’equipaggio. Tra le particolarità, l’impiego di foil Hull Vane, ovvero un’ala idrodinamica fissa montata a poppa e immersa sotto la superficie dell’acqua per ottimizzare la navigazione.

Ma andiamo con ordine. In occasione del varo, il cantiere guidato da Giovanna Vitelli (presidente) e Marco Valle (amministratore delegato) ha illustrato buona parte dei contenuti, lasciando intendere che l’innovazione rappresenta ormai la scelta definitiva, così come preteso dal mercato. E a tal proposito è stato rivelato che sette unità sono state già vendute! Un exploit commerciale che testimonia una volta di più l’incontenibile successo di questa azienda da tempo collocatasi ai vertici mondiali del made in Italy nautico. Oggi – vale la pena ricordarlo - oltre due terzi del valore della produzione del brand è rappresentato da modelli sopra i 24 metri, segno di una visione aziendale premiata dal mercato e dalla fiducia degli armatori.
Una nota del cantiere spiega che “la nuova ammiraglia segna il culmine del percorso di Azimut nella definizione del superyacht contemporaneo, unendo l’evoluzione del linguaggio progettuale alla continua innovazione tecnologica”. Il risultato è, come detto, una barca che riduce il peso, guadagna spazio e naviga bene riducendo le emissioni nocive.
Alla base del progetto la svolta sull’impiego della fibra di carbonio: utilizzata per oltre il 50% dell'imbarcazione, ha consentito di ridurre il peso della sovrastruttura e, di conseguenza, di introdurre un’inedita architettura a quattro ponti che scardina il layout tradizionale. Il quarto ponte, che ospita la timoneria ed è perfettamente integrato nel profilo filante firmato da Alberto Mancini, libera il ponte superiore da ogni spazio tecnico, trasformandolo, come detto, in un’intera area dedicata all’armatore con terrazze private affacciate sull’orizzonte.
A poppa, il Grande 44M ripropone quello che viene definito mezzanine-deck con sea view terrace, ovvero la terrazza sul mare che ha segnato il successo del Grande Trideck, qui reso ancor più iconico dalla piscina: una vasca che gioca con le trasparenze per mantenere sempre il contatto visivo con il mare e creare dei giochi di luce che rendono magico il beach club.
In cantiere parlano di uno yacht caratterizzato da un layout inedito, che ha permesso allo studio di architettura m²atelier di tradurre il design in un manifesto di “intentional living”. E spiegano che “su questa barca gli interni bilanciano funzionalità ed estetica in ambienti progettati per restituire lo spazio all’armatore e alla sua libertà di abitarlo secondo le proprie regole”. È così che la zona di prua del ponte superiore si trasforma, adattandosi a svolgere ruoli diversi: dining verandata per dodici persone; oppure media room privata, o spazio per gli ospiti. In ogni configurazione, enormi vetrate abbattono i confini visivi.
Ma è la tecnologia applicata alla navigazione che segna una svolta importante. E infatti in casa Azimut definiscono il Grand 44M “l’espressione del punto più alto della ricerca tecnologica, destinato a consacrarsi come ammiraglia della flotta low emission con una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 30% rispetto a un’architettura navale tradizionale di pari dimensioni”.
Nel discorso sull’innovazione rientra, come detto, anche l’alleggerimento strutturale favorito dall’esteso utilizzo della fibra di carbonio: oltre 1.000 metri quadrati e 8 tonnellate di riduzione di peso nelle parti più alte dell’imbarcazione. Un traguardo reso possibile anche dagli investimenti strategici del gruppo Azimut-Benetti e, in particolare, dal nuovo Polo del composito di Massa, hub d’eccellenza dedicato alle lavorazioni ad alta tecnologia.
Altra new entry importante è la tecnologia foil Hull Vane: sviluppata in collaborazione con l’omonima azienda, consiste in un’ala in carbonio installata a poppa per ridurre l’onda generata dallo scafo e generare una spinta supplementare. In casa Azimut ne parlano come di “un risultato d’eccellenza nell’ingegneria della leggerezza”. E hanno ragione. Se realizzata in acciaio l’ala avrebbe avuto un peso di ben 1.500 kg, mentre il contributo tecnico di Azimut nell’applicazione del carbonio ha permesso di ridurre il peso a soli 400 kg. Se non bastasse, l’impiego del foil Hull Vane si traduce in una sensibile diminuzione della resistenza idrodinamica e – assicurano i progettisti - in un comfort di bordo superiore, grazie alla sensibile riduzione di beccheggio e rollio.
Ma tutto ciò non servirebbe ad ottimizzare la navigazione se alla base non ci fosse una carena d’avanguardia, qual è la Dual Mode su cui “poggia” il nuovo yacht: progettata dal dipartimento R&D del Gruppo Azimut-Benetti in partnership con P.L. Ausonio Naval Architecture, unisce i vantaggi di una carena dislocante veloce a prua con quelli di una semiplanante a poppa, ottimizzando l’efficienza dei consumi lungo tutto il range di velocità.
La parte termica della motorizzazione è affidata a due MAN da 1.550 hp, che agiscono in sinergia con la componente elettrica per attivare un sistema mild hybrid sviluppato con Asea Nautica. La formula si basa su una battery room da 188 kWh (espandibile fino a 230 kWh) e su due motori elettrici da 50 kW configurati come shaft generator, ovvero in grado di attivare un sistema che trasforma l’energia meccanica dell’albero di propulsione principale in energia elettrica (sfruttando i motori principali anziché i generatori ausiliari, il sistema consente di alimentare i servizi di bordo, migliorare l’efficienza e ridurre i consumi e le emissioni). Questa tecnologia permette di sostare all’ancora a generatori spenti e nel silenzio più assoluto dalle 3 alle 4 ore di giorno e dalle 8 alle 10 ore di notte. Una soluzione che elimina fumi e rumori, rivoluzionando la qualità della vita a bordo. Quanto alle prestazioni, la velocità massima dichiarata dal cantiere è di 17 nodi, 15 l’andatura di crociera. A richiesta è disponibile una motorizzazione più potente (due MAN da 1800 cv).
Il sistema mild hybrid permette di ricaricare completamente il pacco batterie in sole due ore a una velocità di 15 nodi, potendo quindi sfruttare i tempi medi di ricollocamento per raggiungere la baia successiva con una rinnovata autonomia a emissioni zero. In materia di risparmio energetico giocano un ruolo anche i pannelli solari. E a bordo del Grande 40M sono previsti 30 metri quadrati di superficie fotovoltaica integrata sul quarto ponte per supportare tutti i servizi di bordo.



