il Maxi-RIB 48 di Callegari

Callegari, presentato a Roma il piano di rilancio. A settembre il debutto a Cannes del Maxi-RIB 48

di Sergio Troise
  • condividi l'articolo

Dopo l’estate, quando avrà inizio la stagione dei saloni, nel mondo della nautica tornerà a farsi vedere un nome che ha scritto la storia del diporto. E’ in avanzata fase di preparazione, infatti, il ritorno di Callegari, tra gli anni 70 e 90 del secolo scorso uno dei player più attivi tra i produttori di battelli pneumatici, con una storia alle spalle che risale agli inizi del 900, quando a Ravenna nacque la Saccheria Ravennate Callegari & Chigi che produceva telonerie e tessuti gommati per l’agricoltura. Cresciuta e aggiornatasi fino a diventare uno dei player più attivi tra gli specialisti di prodotti gommati, con 1.200 dipendenti e clienti come Esercito, Marina e Forze dell’ordine, l’azienda ravennate ha attraversato in seguito un lungo periodo di declino, con un primo fallimento, il passaggio di mano ad Alejandro De Tomaso, il tentativo di ripresa con la Nuova Callegari, il successivo abbandono. E la scomparsa dal mercato.

Ma ormai ci siamo. La svolta è in atto. Callegari torna in grande stile, con una nuova proprietà, nuova gestione, investimenti cospicui (10 milioni di euro in tre anni), progetti ambiziosi. E un primo gommone, o meglio, un maxi-RIB hi-tech di 48 piedi (14,60 metri) in avanzata fase di realizzazione. Sarà presentato tra settembre e ottobre ai saloni di Cannes, Montecarlo e Genova. Intanto un modellino in scala è stato esibito a Roma, all’ultimo piano di palazzo Fendi (nella sede del ristorante giapponese Zuma) dove si è svolto un vernissage in grande stile. A fare gli onori di casa gli uomini del Gruppo Recchia, che ha acquisito il marchio attraverso Aviorec, società attiva nel settore aerospaziale e nell’automotive, con una visione industriale precisa: dedicarsi anche alla nautica da diporto ridefinendo l’identità dello storico marchio Callegari.

Affidato all’ingegnere Antonello Guidi, il progetto è stato avviato ad Anagni (70 chilometri da Roma) in un ex sito industriale riconvertito come polo di una nautica avanzata, dove vengono prodotti battelli pneumatici di nuova generazione, sin da ora definiti dall’azienda “simboli di una trasformazione industriale virtuosa e di una visione orientata all’innovazione e alla crescita della Blue Economy”. Obiettivo dichiarato: trovare il giusto equilibrio tra heritage, design d’avanguardia e hi-tech.

Obiettivo centrato? Questo lo dirà il mercato. Per ora possiamo limitarci a dire che la base di partenza è interessante. Molto interessante. La misura, tra 14 e 15 metri, è quella più ricercata da quei diportisti che preferiscono il “gommone grande, comodo e spazioso” al classico yacht; la costruzione in carbonio è garanzia di solidità e contenimento dei pesi; la carena con doppio step, progettata con sofisticate analisi CFD, promette tenuta di mare e prestazioni elevate.

Insomma, anche se non sono stati forniti dettagli su motorizzazioni (per ora solo fuoribordo) e possibili prestazioni, tra rigidità strutturale e contenimento dei pesi sembra che il progetto sia ok. Piacevole, a giudicare dai rendering, sembra anche lo stile. E se anche gli interni si riveleranno adeguati, il successo dovrebbe essere garantito. A che prezzo? Alto. Un milione e 200.000 euro. D’altra parte parliamo di un prodotto decisamente non convenzionale, realizzato da un’azienda che si occupa di aerospazio e automotive, che sottoporrà le strutture dei suoi prodotti nautici agli stessi stress-test dedicati a jet militari come l’F-35!

Nel corso dell’evento di presentazione, l’amministratore delegato del ritrovato cantiere nautico, Jacopo Recchia, ha illustrato la strategia di rilancio del brand e la sua vocazione internazionale: “L’Italia – ha detto il manager - resta il nostro punto di partenza naturale, perché rappresenta il mercato di riferimento della nautica mondiale e il luogo dove il marchio Callegari è nato e si è affermato. Ma il nostro sguardo è rivolto fin dall’inizio ai mercati internazionali, in particolare agli Stati Uniti, al Medio Oriente e all’area Asia-Pacifico, dove cresce la domanda di imbarcazioni esclusive, altamente personalizzate e tecnologicamente avanzate.

Il piano di rilancio – è stato spiegato – prevede che Callegari sia riportato tra i protagonisti della nautica premium internazionale, valorizzando il Made in Italy non soltanto come sinonimo di eleganza e design, ma anche come espressione di innovazione industriale, ricerca sui materiali e capacità di costruire prodotti unici. La nostra ambizione è competere con i migliori player del settore offrendo una sintesi tra performance, lusso e qualità costruttiva”.

Recchia ha inoltre evidenziato come il nuovo cliente della nautica di alta gamma sia alla ricerca di qualcosa che vada oltre il semplice possesso dell’imbarcazione: “Oggi – ha osservato il numero uno del progetto Callegari - il cliente vuole vivere il mare come un’esperienza, per questo stiamo sviluppando prodotti capaci di coniugare comfort, tecnologia, sostenibilità e stile italiano, elementi che rappresentano il vero valore aggiunto della nostra proposta”.

Seguiranno questa linea anche i battelli più piccoli, per i quali è stata già definita la misura: dopo il 48 arriveranno anche il Callegari 9 e il Callegari 7, entrambi sviluppati con lo stesso linguaggio stilistico e tecnologico dell’ammiraglia. Il 9 – è stato anticipato - punterà sull’ottimizzazione degli spazi di bordo con soluzioni modulari, avrà la zona poppiera trasformabile, una cucina a scomparsa e il bagno ricavato nella console, mentre il 7 rappresenterà l’entry level della gamma, pur mantenendo linee e impostazione progettuale dei modelli superiori. E’ stato detto chiaramente che “chi acquisterà un Callegari, anche di 7 metri, troverà gli stessi materiali, gli stessi processi, la stessa qualità di un 15 metri”.

  • condividi l'articolo
martedì 16 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 17:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA