Il gommone Rada 10 di Costal

Coastal, al Nauticsud presenta il gommone a gas. Motore Suzuki bifuel benzina-metano da 300 hp

di Sergio Troise
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NAPOLI - I gommoni saranno, come tradizione, tra i principali protagonisti del Nauticsud 2019. Ma tra le tante novità e aggiornamenti di gamma annunciati, spicca la proposta di Coastal Boat, cantiere napoletano cimentatosi nella realizzazione del primo battello pneumatico spinto da un motore fuoribordo bifuel in grado di funzionare sia a benzina sia a gas metano.

Il gommone è il Coastal 10 Rada, primo natante cabinato prodotto dal cantiere, disegnato da Francesco Guida e presentato in anteprima, lo scorso ottobre, in occasione del “Navigare” 2018. Il motore è invece un Suzuki da 300 hp, reso disponibile grazie alla collaborazione di Nautica Mediterranea (dealer tra i più attivi della casa giapponese) e trasformato dalla Newtak di Oreste Caputi, società napoletana di engineering che si è impegnata nell’adattamento alla doppia alimentazione.

L’impiego del gas per motori marini non costituisce, in verità, un inedito nel mondo della nautica: la soluzione è anzi oggetto di ricerca avanzata e di produzioni già avviate nella cantieristica mercantile, mentre nel diporto, dopo anni di attesa per l’aggiornamento della normativa, è stato fatto qualche interessante esperimento su piccole imbarcazioni da pesca, prevalentemente utilizzate in acque fluviali e lacustri (sul Garda navigano una decina di natanti a noleggio con motori alimentati a GPL).

A settembre 2018 venne presentata a Bellaria (Rimini) una piccola barca (Lamberti 6 prodotta a Nocera, in provincia di Salerno) motorizzata con un fuoribordo Yamaha 4 tempi da 150 hp alimentato a GPL. L’installazione, in quel caso, fu curata dalla società modenese Autogas Italia, che – venne spiegato - utilizzò un impianto a iniezione sequenziale, con componenti simili a quelli in uso sulle automobili Euro 6.

Ciò detto, è la prima volta che viene sperimentata a bordo di un gommone l’alimentazione a metano. E non è un caso che ciò avvenga in casa Coastal Boat, vista la propensione all’innovazione del suo fondatore, Lele Lettieri, che in questo modo dà continuità al progetto HEB (Hybrid Ecological Boat) presentato un anno fa. Al Nauticsud 2018, in verità, venne presentato anche il progetto di un “gommone volante”, ovvero dotato di foil per sollevarsi dall’acqua, ma per il momento il cantiere ha preferito concentrarsi sul versante dell’eco-compatibilità, con conseguenti vantaggi per l’utente finale anche in materia di costi di gestione.

Vale la pena ricordare, infatti, che aldilà della riduzione delle emissioni nocive, il metano ha un costo alla pompa inferiore rispetto a quello della benzina, sempre al di sotto di 1 euro al Kg e attestato su una media di 98 centesimi. Il problema più grave, semmai, è un altro, e cioè la scarsissima disponibilità di stazioni per il rifornimento. Un problema oggettivo, al quale si può però ovviare contando sulla possibilità di far funzionare il motore sia a benzina che a gas.

La soluzione proposta da Coastal Boat per il Rada 10 prevede l’installazione di un kit retrofit applicabile sia sui battelli nuovi che come after-market. “Sarà possibile gestire con uno switch la modalità di utilizzo che si preferisce: solo a benzina, solo a gas oppure mista gas/benzina” spiega Lettieri, aggiungendo che “il kit sarà adattabile alla maggior parte delle motorizzazioni oggi presenti in commercio, anche diesel”.

Secondo il cantiere napoletano, l’utilizzo della tecnologia a metano “consente prestazioni migliori, risparmi oltre il 50% del combustibile immediatamente a valle del retrofit; emissioni del 70% più pulite rispetto alla benzina e abolizione di fumi e cattivi odori allo scarico”. Se non bastasse viene valutata anche la possibilità di adeguarsi in anticipo alle nuove norme, sempre più stringenti, in arrivo in materia di combustioni pulite.

Le prime prove in mare avranno inizio ad aprile. E solo allora sarà possibile verificare rendimento, consumi e prestazioni del motore bifuel. In casa Coastal si guarda al progetto con grande fiducia, certi che anche nella nautica da diporto l’alimentazione a gas possa trovare uno spazio congruo, così come nell’automotive. Una ipotesi tutta da verificare, e tuttavia ritenuta credibile da Alessandro Tramontano, presidente del Concorzio Ecogas.

Nel suo ruolo di rappresentante delle aziende che producono i kit per la conversione a gas, delle officine addette al montaggio e dei distributori di carburante, il manager ha recentemente dichiarato che “le tecnologie applicate al gas sono ormai pronte per consentirne l’utilizzo anche nella nautica ed offrono una opportunità ambientale in grado di abbattere le emissioni”. E ha aggiunto che “è prevedibile uno sviluppo concreto paragonabile a quanto già avviene per le quattro ruote”.

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Domenica 3 Febbraio 2019 - Ultimo aggiornamento: 19:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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