Vittorio Genna nuovo presidente Unione Industriali Napoli

Genna (Unione Industriali di Napoli): «Turismo nautico e porto nei nostri piani, ma Comune e Regione svelino i loro»

di Sergio Troise
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La Blue Economy, ovvero l’economia del mare, rappresenta in Italia un valore strategico indiscutibile: nel 2025 ha raggiunto un valore di 216,7 miliardi di euro, incidendo per l’11,3% sul PIL nazionale e sostenendo oltre un milione di occupati. Il settore, con oltre 232.000 imprese, è trainato da turismo costiero, cantieristica e logistica portuale. Non mancano esempi virtuosi di sviluppo, con investimenti e ricavi più che incoraggianti (si calcola che un posto barca non è solo uno spazio di sosta, ma un asset strategico che trasforma la costa in un polo economico attivo tutto l’anno, con benefici per cantieri, servizi, botteghe, ristoranti), ma su questo scenario apparentemente idilliaco si stendono anche ombre cupe. La più estesa copre Napoli, città con due grandi valori da esibire: un’attrattività turistica senza pari, in crescita costante, e una grande tradizione cantieristica. Ma anche – come più volte denunciato - città priva di un porto turistico: piccole strutture private a parte, solo approdi precari, vincolati e insufficienti, integrati da concessioni provvisorie e da dilagante abusivismo (con relativi sequestri e denunce).

La sconcertante realtà è da tempo al centro dell’attenzione. Ma nelle ultime ore è tornata d’attualità in coincidenza con l’insediamento alla presidenza dell’Unione Industriali di Napoli del neo eletto presidente Vittorio Genna (97% dei voti). Nella sua prima conferenza stampa, il nuovo numero uno degli industriali napoletani (ingegnere impegnato nel campo dei componenti aerospaziali, ferroviari e high-tech con ALA Spa e AIP Italia) è stato chiarissimo: “Ho tenuto per me la delega all’economia del mare in quanto intendo occuparmi personalmente di una questione strategica di fondamentale importanza per il nostro territorio. Conosco bene la questione della portualità turistica e so quanto vale la disponibilità di un posto barca in termini di vantaggi per il territorio. Ne ho parlato di recente con il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, e abbiamo convenuto che non si può trascurare, in una città come Napoli, un problema che può generare ricchezza e sviluppo straordinari. Senza dire dei disagi per i diportisti locali”.

Con il vertice dell’associazione confindustriale è stato dunque concordato un piano che – ha rivelato Genna – “vedrà coinvolto anche Marco Monsurrò, napoletano come me e vicepresidente nazionale di Confindustria Nautica. Ma il problema – dice Genna – non siamo noi industriali. Noi siamo consapevoli della situazione e pronti a fare la nostra parte. Il problema è capire quali sono le intenzioni dei nostri amministratori. Vedete – aggiunge il neo presidente degli industriali napoletani – quando Milano fu sede dell’Expo, venne preliminarmente stabilito come sarebbero stati sfruttati, in seguito, gli investimenti fatti per la città. Qualcuno sa dirmi, oggi, che ne sarà dell’area di Bagnoli dopo la Coppa America?”

Secondo il neo presidente dell’Unione Industriali “è un bene che Napoli abbia ottenuto l’assegnazione dell’America’s Cup, ma – aggiunge – al momento non sappiamo che cosa intenda fare l’amministrazione comunale nell’area oggi in allestimento per le regate”. Parlando senza peli sulla lingua davanti a una folta platea di giornalisti, il nuovo rappresentante dell’imprenditoria cittadina non ha esitato a dire che “non servono cantieri elettorali, mentre serve più dialogo tra istituzioni e imprese”. E ancora: “Vorremmo conoscere le strategie per il futuro della città, e per questo occorre un cambio di rotta. Abbiamo straordinarie possibilità di sviluppare il turismo, non solo quello nautico, ma al momento il sito più visitato è quello di Maradona ai Quartieri Spagnoli… mentre i maxi yacht che vorrebbero fare rotta su Napoli non sanno dove andare” (vengono ancorati in rada o si sistemano a Castellammare di Stabia, ndr).

Il ritorno economico generabile con l’accoglienza ai grandi yacht è uno dei temi caldi che maggiormente angustiano il presidente degli industriali. “Occorrerebbe un piano strategico per il diportismo – dice Genna - ma temo che i nostri amministratori, sia cittadini che regionali, non sappiano quanto vale il turismo nautico, e credo che ignorino il fatto che per ogni euro speso direttamente per l’ormeggio si generano tra i 7 e il 9 euro di indotto economico nella comunità locale”.

Sulla collocazione di un nuovo porto, anzi di un marina moderno, attrezzato e funzionale, non ci sono preclusioni. “Abbiamo tanto spazio lungo la nostra costa, anche a Est, nella zona del porto commerciale” dice Genna. E aggiunge: “Una struttura di livello internazionale rappresenterebbe un volano per l’economia locale, e invece, per ora, non c’è posto nemmeno per un gommone”.

Tra le questioni in sospeso c’è soprattutto il futuro di Bagnoli, ovvero lo spazio tra terra e mare che ospiterà l’America’s Cup 2027. “Lì c’è un’area ideale per realizzare un insediamento turistico, ma al momento – osserva Genna – sappiamo ben poco di cosa s’intenda realizzare dopo le regate. Sappiamo solo che anni fa venne approvato il progetto di un parco attrezzato a verde, un parco pubblico. Ma non si sa di più. Si farà davvero? Chi lo costruisce? Chi investe? E il mare? Che ne sarà dello specchio d’acqua tra Nisida e Coroglio? Finora s’è parlato, genericamente, di mare balneabile, di spiaggia restituita ai cittadini e, vagamente, di un porto turistico. Ma di preciso si sa ben poco. Un giorno si parla di area per concerti, e il giorno dopo di porto turistico… ma senza precisare sulla base di quali progetti, se c’è intenzione di aprire ai grandi yacht o solo alla piccola nautica”.

Gli spunti polemici, in questa prima conferenza stampa del neo eletto presidente dell’Unione Industriai di Napoli, non sono dunque mancati. Ma al di là dei rilievi e dei dubbi su ciò che si potrà fare per il diporto e per il turismo nautico a Napoli, sono state anche lanciate idee – per ora nulla di più – tutte da sviluppare. “Penso a Napoli come sede di eventi di grande richiamo, come una settimana del mare dedicata al connubio tra nautica e gioielleria, o tra nautica e abbigliamento, magari sfruttando alcuni dei grandi nomi del settore, sulla scia di quanto si fa a Milano per la Fashion Week” dice Genna, rammentando a tutti che “le imprese non lavorano solo per il profitto, ma per il bene comune, per portare beneficio alla collettività. Ma – aggiunge - per realizzare certi progetti occorre coinvolgimento.”

Sarà raccolta la provocazione? Dopo aver sostenuto la candidatura al vertice degli industriali del principale rivale di Genna, il sindaco Manfredi si farà carico di sostenere idee e ambizioni del nuovo leader dell’imprenditoria locale? E come si collocherà, nei confronti degli industriali napoletani il neo presidente della Regione Fico? Vedremo. Intanto, forte del suo 97% di voti incassati per insediarsi al vertice dell’Unione Industriali (con il forte sostegno soprattutto della piccola industria), il neo presidente lascia spalancate le porte di palazzo Partanna: “L’Unione Industriali – dice – è una casa aperta. Aspetto risposte da sindaco e governatore. E se il sindaco Manfredi mi chiama per conoscermi sarò ben lieto di concordare con lui progetti per Napoli”.

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lunedì 11 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 20:36 | © RIPRODUZIONE RISERVATA