Paolo Ilariuzzi, direttore commerciale di Suzuki Marine

Ilariuzzi (Suzuki): «Mercato fuoribordo ancora incerto, ma a Genova due novità nella fascia medio alta»

di Sergio Troise
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SOVERATO - La presentazione in anteprima dei nuovi modelli di Ranieri International ha dato anche al fornitore di motori, Suzuki Marine, l’opportunità di aprire una finestra sul futuro (due nuovi motori saranno presentati a Genova) e di fare il punto sia sulla collaborazione con Ranieri (“un’azienda in crescita, che rappresenta un’eccellenza del settore e perciò ritenuta da noi un partner ideale”) sia sulla situazione del mercato.

“Le cose vanno bene ma non benissimo, nel 2019 c’è ancora troppa incertezza” sostiene Paolo Ilariuzzi, direttore commerciale della filiazione italiana della Casa giapponese, che nel 2018 ha registrato per il quinto anno consecutivo un incremento delle vendite di fuoribordo con una quota del 29,2% nel segmento dei motori più potenti (uno su tre è stato un Suzuki).

Perché definisce il 2019 un anno incerto?

“Perché non ha mantenuto la direzione intrapresa a settembre dell’anno scorso, quando sembrò che il Salone di Genova potesse dare la spinta decisiva alla ripresa. Già a ottobre del 2018, subito dopo la fiammata di settembre, si registrò un inatteso rallentamento della domanda di motori fuoribordo, probabilmente provocato dalle incertezze legate alla politica economica. Ciò detto – aggiunge Ilariuzzi – tutti i produttori hanno incrementato le vendite dei motori di potenza medio alta, un’area del mercato che non ha sentito la crisi, anzi l’ha aggirata essendo aumentata la domanda di motorizzazioni fuoribordo anche per imbarcazioni di dimensioni maggiori, una tendenza americana che ormai ha fatto presa anche in Europa, Italia compresa”.

Ciò dovrebbe aver contribuito a salvare i fatturati.

“Certo. I motori di potenza superiore sono anche i più costosi, e l’incremento delle vendite ha comportato per tutti buoni risultati finanziari. Ciò detto l’impennata delle grandi potenze ha colto di sorpresa un po’ tutti e la mancanza di prodotto ha penalizzato le vendite, che potevano essere superiori. In Italia noi di Suzuki siamo riusciti a conservare la leadership tra le motorizzazioni con obbligo di patente, ma il boom del nostro marchio si è registrato in America, dove alle spalle dei colossi Mercury e Yamaha ci siamo noi: un risultato che soltanto qualche anno fa sarebbe stato impensabile. Basti dire che nel 2011 la quota di mercato Suzuki negli USA era del 5%, oggi è del 19%”.

Veniamo all’Italia, che è Paese leader nella costruzione di yacht, ma ha visto riprendersi bene anche la piccola nautica.

“E’ vero, la ripresa c’è, ma è proprio in questo ambito che permangono le maggiori incertezze, legate probabilmente alle difficoltà del ceto medio, condizionato da un quadro economico non del tutto rassicurante. La propensione a spendere per acquistare beni non necessari è ancora insufficiente. E infatti – spiega Ilariuzzi - queste perduranti difficoltà del ceto medio hanno penalizzato le vendite dei motori di fascia medio bassa, compresi i 40 cavalli senza patente, mentre chi può spendere si orienta su barche più grandi, scegliendo di motorizzarle con motori più potenti, di fascia medio alta. Proprio per questo noi di Suzuki siamo soddisfatti di come tiri la domanda dai 50 cavalli in su e guardiamo con favore alle partnership con cantieri emergenti, come Ranieri, con il quale stiamo collaborando attivamente a questa fase di crescita che non riguarda soltanto l’Italia, ma anche un mercato importante come gli Stati Uniti”.

E avete in programma nuovi prodotti di fascia alta?

“Sull’onda del grande successo ottenuto dal nostro motore da 350 cavalli, che è il nostro top di gamma, la Casa madre ha deciso di rinnovare anche la parte medio alta della gamma. E infatti a Genova presenteremo due novità in questo segmento di mercato. Nel corso del 2020, poi, arriveranno altre novità di Suzuki, ma per ora non posso dire di più”.

Che cosa si aspetta Suzuki Italia dal Salone di Genova e, più in generale, dai saloni nautici della stagione 2019/2020?

“Genova è un salone generalista che offre la possibilità di vedere le barche a terra e di provarle in acqua, però non dispone delle strutture fieristiche e delle capacità di accoglienza di una città come Dusseldorf, dove si svolge la più grande rassegna nautica dell’anno. A noi di Suzuki piace molto anche il Nauticsud di Napoli, soprattutto per la data fissata a febbraio, poco dopo Natale e con lo sguardo già rivolto alla stagione prossima, in un periodo in cui si fanno i programmi e si decide se e quanto spendere. Mi dispiace molto che gli organizzatori napoletani non siano riusciti a ottenere lo spazio a mare per allestire al meglio Navigare, occasione interessante per le prove in mare delle barche viste a terra. Ora sento parlare di un ulteriore salone a Bologna. Non so quanto sia necessario, ma ben vengano tutte le iniziative che promuovono la nautica, un settore che merita di crescere e di essere sostenuto”.

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Venerdì 2 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento: 12:56 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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