Nauta 2026

Inaugurato a Catania il Nauta, boat show in crescita. Protagonista il Made in Sicilia, ma non solo

di Sergio Troise
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Il Salerno Boat Show di Marina d’Arechi è saltato, il Nauticsud di Napoli s’è rivelato un flop, con pochi espositori, pochi visitatoti e un’accoglienza deludente nella malandata Mostra d’Oltremare. Ma il Sud della nautica non demorde. E dopo l’annuncio dell’imminente arrivo di un nuovo evento fieristico (il Napoli Boat Show in programma a Castellammare di Stabia dal 18 al 22 marzo), ha aperto i battenti il Nauta di Catania, in questo caso un salone dedicato alla cosiddetta piccola nautica, il settore più in sofferenza della cantieristica, che tuttavia dimostra vitalità ed energia insospettabili, ospitando anche imbarcazioni di dimensioni medio-grandi e guardando oltre i confini regionali, fino ad autodefinirsi “Mediterranean Boat Show”.

Giunta alla 24ma edizione, la manifestazione siciliana si svolge in due fasi: la prima, inaugurata il 27 febbraio, ha aperto al pubblico fino a domenica 1 marzo; la seconda è in programma dal 5 all’8 marzo. Sede della fiera il polo espositivo di SiciliaFiere, a Misterbianco, alle porte di Catania, con l’allestimento di tre padiglioni al coperto per circa 30.000 metri quadrati, cui si aggiunge uno spazio espositivo all’aperto dedicato alle unità più grandi. Oltre 100 gli espositori, circa 400 le barche e i gommoni in esposizione, e ampio spazio dedicato anche a motori fuoribordo, attrezzature per la pesca e per gli sport acquatici, accessoristica, abbigliamento e servizi per la nautica. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro ed è acquistabile online, 3.500 i posti auto nel parcheggio dedicato.

“Sicuramente il Nauta di quest’anno rappresenta un’edizione particolare e vuole essere un punto di ripartenza. Il settore vuole affermare che c’è, esiste e vuole ripartire alla grande” ha dichiarato l’organizzatore e direttore di Eurofiere Alessandro Lanzafame, aggiungendo che fino all’anno scorso era presente il 30% di cantieri e il 70% di concessionari, mentre quest’anno il dato è stato capovolto. “Tutto ciò – è stato ricordato - significa che il Nauta viene riconosciuto come manifestazione di livello nazionale, e per noi è questo un traguardo importante”.

Alla cerimonia d’apertura hanno partecipato anche il ministro per le Politiche del mare e della Protezione Civile, il siciliano Nello Musumeci, e il presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti, che al salone ha dedicato il patrocinio. Al centro dei discorsi inaugurali due questioni centrali: il valore simbolico della manifestazione allestita in una regione investita da eventi climatici disastrosi, che hanno danneggiato gravemente coste e infrastrutture portuali della Sicilia, e la necessità – attraverso provvedimenti legislativi - di rendere meno pesante la burocrazia in vari ambiti legati all’uso delle imbarcazioni da diporto.

Nel discorso inaugurale seguito al taglio del nastro il ministro Musumeci ha riconosciuto agli imprenditori del settore “il merito di aver continuato a lavorare, nonostante le difficoltà del momento, in un comparto che non si arrende”. Allargando il discorso a tutta la nautica, grande e piccola, il ministro ha ricordato che “al di là dei successi commerciali che fanno dell’Italia il maggiore paese esportatore di imbarcazioni da diporto superiori a 24 metri, anche le piccole e medie imprese riescono ad affermarsi per la qualità della componentistica, dei motori, delle attività artigianali che ancora oggi rendono il prodotto pregiato. Proprio perché siamo apprezzati nel mondo per la qualità del nostro prodotto – ha tenuto a sottolineare il ministro - abbiamo bisogno di nuove abilità professionali, e io sono convinto che ci sia la necessità di rendere meno pesante la burocrazia”.

Soffermandosi sui provvedimenti legislativi attesi dal comparto, il ministro ha ricordato di aver presentato un disegno di legge che è all’esame del Senato in questi giorni. “Stiamo lavorando – ha detto - per snellire le procedure, per facilitare le conversioni delle licenze, per dirimere alcuni punti controversi tra noleggio e locazione. Siamo a buon punto e sono fiducioso, anche perché il Governo accompagna questo processo di crescita di un comparto che costituisce davvero un modello per l’economia blu in generale e per l’economia italiana a maggior ragione”.

A dare ulteriore credito alla manifestazione anche la conferma del patrocinio di Confindustria Nautica, con cui è stato firmato un protocollo d’intesa mirato alla crescita. Ciò detto, nel suo intervento il presidente dell’associazione confindustriale Piero Formenti ha tenuto anche a manifestare solidarietà alle aziende del Mezzogiorno colpite dalla furia del maltempo, ribadendo l’importanza del supporto associativo.

”Nauta è una manifestazione territoriale d’eccellenza che sta crescendo bene e che riflette i valori confindustriali nei quali gli organizzatori si riconoscono” ha detto il numero uno delle aziende nautiche. E ha aggiunto: ”Questo di Catania è un evento di punta del calendario nazionale degli appuntamenti riconosciuti da Confindustria Nautica e proprio l’edizione di quest’anno vede il rafforzamento del nostro patrocinio attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, un vero e proprio patto per sostenere la crescita e lo sviluppo della cultura nautica sui territori”.

Formenti si è soffermato anche su altri aspetti, ricordando che “il target di mercato esposto al Nauta è quello che più sta soffrendo le turbolenze economiche e l’instabilità geopolitica che ha causato notevoli rincari nei costi di produzione”. A proposito dei rapporti col Parlamento, e della necessità di rivedere alcune normative che incidono sul comparto, il presidente di Confindustria Nautica ha riconosciuto che “c’è da ritenersi soddisfatti delle misure di semplificazione contenute nel DDL Valorizzazione mare, il cui testo è stato coordinato dal ministro Musumeci”, e ha aggiunto che “si tratta di misure ancor più necessarie alla ripartenza delle aziende del Mezzogiorno colpite dal ciclone Harry, cui intendo manifestare tutta la nostra solidarietà”.

Buona parte dei prodotti esposti nell’edizione 2026 del Nauta rappresenta il Made in Sicilia, che è un comparto significativo del comparto: l’isola rappresenta infatti circa il 4,5% delle aziende nautiche nazionali e si posiziona al quarto posto in Italia per posti barca, con solide infrastrutture per il turismo nautico. Oltre 2.000 sono le imprese registrate nella filiera della nautica da diporto e della blue economy, e la regione è tra quelle in crescita, con la provincia di Messina che ha superato Palermo per numero di aziende del settore: 5.700 gli addetti, di cui circa 2.600 operano specificamente nel turismo nautico.

Girando tra gli stand spiccano dunque le barche messinesi di Eolo e Trimarchi, i gommoni Master e Noha provenienti da Palermo, e quelli di RER made in Catania. Un ruolo importante lo rivestono anche le barche di Lilybaem prodotte a Marsala (Trapani) e i rappresentanti locali di Volvo Penta (Filmar Sud).

Made in Sicilia a parte, a dare lustro alla manifestazione sono alcuni dei nomi più illustri del Made in Italy, come Azimut, che espone l’Atlantis 45, e Cranchi con l’M44, yacht plananti di circa 13 metri che sin dal primo weekend hanno conquistato la scena. Di rilievo pure le presenze calabresi di Invictus (anche con il marchio Capoforte) e Ranieri International, e quelle dei lombardi Nuova Jolly e Capelli, con prodotti interessanti sia sul fronte della vetroresina sia dei gommoni.

Significativa, al Nauta 2026, anche la presenza di prodotti provenienti dalla Campania: in prevalenza battelli pneumatici, ma non solo. Recitano una parte importante anche i prodotti di Italmar, cantiere di Torre Annunziata che produce barche e gommoni, e i gozzi plananti di Nautica Esposito e di Cantiere Mimì. Quest’ultimo, pur avendo ormai allargato i propri confini commerciali anche all’estero, con presenze significative nei più importanti boat show internazionali (Mimì è ormai di casa anche a Sydney), non trascura il mercato domestico, e in particolare quello meridionale, con l’obiettivo, in questo caso specifico, di fidelizzare la clientela siciliana.

Interessante risulta dunque la presenza, al Nauta 2026, della versione recentemente rivisitata del Libeccio 11 WA, modello storico che nel 2023 è stato ridisegnato da Valerio Rivellini con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di chi vuole sfruttare al massimo la zona prodiera sia in navigazione (anche a 30 nodi), sia all’ormeggio. Uno dei punti di forza di questa versione è la zona di poppa, che richiama quella del Libeccio 13.5 Cabin per regalare una spaziosità inedita su queste dimensioni (11 metri ft). Gli interni offrono due cabine, una cucina e un bagno con doccia. Di rilievo i piani della cucina molto curati, peraltro personalizzabili, e una scala sospesa che garantisce alla cabina di poppa aria, spazio e luce.

Ben rappresentato è anche il settore dei motori fuoribordo e delle moto d’acqua, con Yamaha protagonista indiscussa grazie ai suoi rappresentanti sul territorio siciliano. Attraverso Nautica Oram, punto di riferimento per la provincia di Catania, la filiazione italiana della casa giapponese ha infatti conquistato la scena con buona parte della propria gamma, dal piccolo fuoribordo da 2,5 cv al V6 da 300 hp. In evidenza anche la linea WaveRunner 2026 e una vasta proposta di package Empowered by Yamaha in collaborazione con Cantieri Capelli, Idea Marine, Sur Marine, YAM e Marlin Boat. Ad arricchire le proposte, accanto a Oram, anche Frenomar, concessionario ufficiale Yamaha per Palermo e provincia, che mette in mostra le soluzioni elettriche Torqeedo, e Milnautica, dealer ufficiale per Messina e provincia, con una selezione di package “empowered by Yamaha” in collaborazione con Sacs Marine e Jeanneau.

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lunedì 2 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 20:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA